<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328</id><updated>2012-02-16T14:57:17.179-08:00</updated><category term='storia'/><category term='vaticanate'/><category term='qui nordest'/><category term='g8genova'/><category term='no dal molin'/><category term='antifascismo'/><category term='iniziative'/><category term='razzismo'/><category term='terremoto in abruzzo'/><category term='partiti democratici...finiti dove?'/><category term='internazionale'/><category term='comunismo è libertà'/><category term='manifestazione'/><category term='crisi energetica'/><category term='istruzione'/><category term='liberaldemocrazia in crisi'/><category term='capitale e lavoro'/><category term='guerre e imperialismi'/><category term='immigrazione'/><title type='text'>Giovani Comuniste/i Schio</title><subtitle type='html'>Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>171</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-6782427494930677711</id><published>2010-05-13T11:22:00.000-07:00</published><updated>2010-05-13T11:30:24.153-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><title type='text'>come in Grecia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se la crisi finisce sulle spalle dei più deboli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S-xFABmmzYI/AAAAAAAAAcc/0lsSEi_fgWQ/s1600/rise+up.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S-xFABmmzYI/AAAAAAAAAcc/0lsSEi_fgWQ/s400/rise+up.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470823514080988546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Makis Mpalaouras&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;il manifesto - 7-5-2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il governo greco con la collaborazione della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale (Fmi) ha deciso di imporre un programma di austerità per il prossimi 15 anni che non ha precedenti nella storia economica mondiale. Un programma che distrugge completamente lo stato sociale, demolisce i diritti dei lavoratori, con l'abolizione dei contratti nazionali e del sistema pubblico delle pensioni, e riporta la società greca nelle condizioni in cui si trovava prima della seconda guerra mondiale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;L'economia greca nell'ultimo decennio ha avuto un forte sviluppo, tra il 4 e 4,50%. Uno dei più alti nella vecchia Europa dei Quindici. Perché con tutta questa ricchezza è stata costretta ha ricorrere al Fondo monetario internazionale (Fmi)? È colpa dell'eccessiva spesa pubblica? No, perché questa risulta essere pari al 45% del Prodotto interno lordo (Pil), cioè nella media dell'Unione europea. Esiste invece un problema sulle finanze pubbliche, giacché le entrate negli ultimi anni sono diminuite dal 41 al 34% del Pil, mentre nell'Unione Europea si trovano nella media al 44%.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il deficit di bilancio dei conti è dovuto al crollo della base produttiva del paese e all'aumento delle importazioni del beni di lusso. Un ragionamento logico e i dati dimostrano che le importazioni dei beni di lusso non sono dovute alla richiesta dei lavoratori e dei pensionati, quando il salario medio arriva solo al 60% del salario medio europeo, mentre la produttività del lavoro si trova molto vicino alla media della produttiva in Europa, al 92%.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Allora chi è che vive al di sopra delle proprie possibilità? La Commissione Europea, la Bce e il Fmi hanno già la risposta: i greci!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Pero quali greci? I lavoratori che hanno i soldi contati o i grandi evasori fiscali e gli imprenditori che approfittano degli appalti e delle commesse dello stato per rubare i fondi pubblici con contratti fasulli ed evadere poi il fisco?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;In Grecia i due terzi (2/3) delle entrate pubbliche provengono dalle tasse indirette, quelle che colpiscono in teoria indiscriminatamente ricchi e poveri. Però come si sa i ricchi sono sempre pochi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Per quando riguarda le tasse dirette i lavoratori dipendenti contribuiscono con il 12%, le grandi società con il 10%, le piccole e medie imprese ed il commercio con il 4% ed i liberi professionisti con il 3%. Ora se uno dice che la politica fiscale è di classe fa scandalo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Al governo greco e alla «troika» (Commissione, Bce e Fmi) non interessa molto che la cosiddetta para-economia si trova tra il 25 ed il 40% del Pil, che l'evasione fiscale raggiunge i 12 miliardi di euro e la detrazione dal fisco raggiunge gli 8,50 miliardi di euro in un paese che conta poco più di dieci milioni di persone.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Parlano della crisi del sistema delle pensioni pubbliche senza ammettere che le società e gli imprenditori devono allo stato contributi per 18 miliardi di euro ed altri 8,50 miliardi di euro di contributi che hanno incassato senza pagarli allo stato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La ciliegina della torta del banchetto pubblico appartiene alla corruzione, che arriva al 8% del Pil, permettendo alla Grecia di avere uno dei primati mondiali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il programma del governo e della «troika» vuole tagliare solo le spese pubbliche, senza combattere la para-economia, l'evasione fiscale e la corruzione e senza contare nella spesa pubblica le spese militari, che arrivano al 4,50% del Pil, le quarte più alte nel mondo in rapporto al Pil.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il programma del governo e della «troika» distrugge il tessuto sociale, in un paese dove i lavoratori lavorano molto, hanno una grande produttività, si pagano poco e sono «beneficiari» di un miserabile stato sociale che non può aiutare nemmeno i più poveri, la cui percentuale rispetto alla popolazione è la quarta più alta in Europa. Non a caso la distribuzione della ricchezza arriva a livelli di provocazione, essendo 1 a 7 tra poveri e ricchi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Queste sono le ragioni per cui il popolo greco si ribella in massa al programma di austerità di Papandreou, che cerca di far pagare i costi della crisi ai meno tutelati e non a coloro che l'hanno provocata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;L'autore è membro del Consiglio Generale del sindacato confederale Gsee &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-6782427494930677711?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/6782427494930677711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=6782427494930677711' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6782427494930677711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6782427494930677711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/05/come-in-grecia.html' title='come in Grecia'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S-xFABmmzYI/AAAAAAAAAcc/0lsSEi_fgWQ/s72-c/rise+up.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-6741118858982101068</id><published>2010-05-13T11:15:00.001-07:00</published><updated>2010-05-13T11:16:05.094-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><title type='text'>KKE - LA LOTTA IN GRECIA</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="330"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kREYFSyrLbo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/kREYFSyrLbo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="364"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-6741118858982101068?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/6741118858982101068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=6741118858982101068' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6741118858982101068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6741118858982101068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/05/kke-la-lotta-in-grecia.html' title='KKE - LA LOTTA IN GRECIA'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2324379803471289664</id><published>2010-05-13T11:08:00.000-07:00</published><updated>2010-05-13T11:30:43.437-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><title type='text'>il capitalismo è gioia!</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;La crisi economica è ormai  diventata crisi politica. Chi può approfittarne?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S-xAZOzzuoI/AAAAAAAAAcU/9E-A48m8C1I/s1600/manichino1.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S-xAZOzzuoI/AAAAAAAAAcU/9E-A48m8C1I/s400/manichino1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470818449564613250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;Sergio Cararo*&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;Contropiano -  12-05-2010&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche giorno fa, mentre lo  stesso euro era nel mirino della speculazione finanziaria, il presidente  della Banca Centrale Europea Trichet, aveva dovuto ammettere quanto  fino a ieri era stato negato: questa è ormai una crisi di sistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il  primo aspetto del problema che Trichet non potrà mai ammettere è che  questa è la crisi del “loro sistema”, quello costruito sia nei decenni  del welfare state sia in quelli del brutale liberismo che ha devastato  intere società attraverso la sua globalizzazione a partire dai primi  anni ottanta. Il secondo aspetto del problema è che questa crisi non  attiene solo al “loro” sistema economico ma anche ai loro modelli  politici di esercizio del potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il meccanismo costruito dallo  sviluppo capitalistico nel dopoguerra, pur vincendo la sua sfida prima  con il socialismo reale e poi con i limiti del mercato mondiale, non ha  prodotto quella illusoria stabilità di cui sono andate cianciando le  classi dirigenti della maggiore economie capitaliste del pianeta. Al  contrario, hanno innescato tutti i meccanismi della competizione globale  tra attori sempre più simili tra loro e hanno visto assottigliarsi  sistematicamente l’accumulazione capitalistica senza riuscire ad  invertire la tendenza alla crisi di sistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per gestire questa  contraddizione, hanno creato un modello politico ed ideologico che si è  imposto come universale alla fine degli anni ’80 con la dissoluzione del  blocco del socialismo reale: il bipartismo come “democrazia perfetta” e  il libero mercato come democrazia economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo binomio tra  liberalismo in politica e liberismo in economica, ha creato la cornice  per legittimare come progressisti gli spiriti animali del capitalismo,  creando così un apparato ideologico di consenso che ha travolto negli  anni ogni resistenza popolare e di classe e ogni ipotesi politica  alternativa al capitalismo. I fatti stanno però dimostrando – ancora una  volta – come questo apparato ideologico e le sue classi dirigenti siano  del tutto inadeguate ad affrontare la crisi del suo stesso modello  economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un caso infatti che la crisi economica  manifestatasi più apertamente nel 2007 stia diventando una crisi  politica profonda in tutti i paesi a capitalismo avanzato facendo  saltare molti dei bastioni apparentemente immutabili del sistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  crisi del sistema elettorale maggioritario in Gran Bretagna – vera e  propria icona della stabilità neoliberale - è forse l’esempio più  clamoroso. Alla crisi di governabilità e di rappresentatività  democratica britannica non è certo estraneo il fatto che proprio la  maggiore finanziaria europea sia uno dei paesi più a rischio sul piano  economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non possiamo non sottolineare come la crisi  economica sia ormai diventata crisi politica in tutta l’Europa: nella  Germania della Merkel, nella Grecia della recente alternanza tra  socialisti e conservatori, nel Belgio a rischio secessione tra  fiamminghi e valloni, nei paesi dell’Europa dell’Est annessi all’Unione  Europea dove prevalgono forze nazionaliste e reazionarie. Infine – e non  per importanza – nell’Italia berlusconiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui il paradosso è  ancora maggiore, perché la crisi politica è implosa nel blocco di potere  delle destre appena dopo aver vinto le elezioni regionali e aver vinto  in questi anni grazie proprio a quella vocazione maggioritaria invocata –  pensate un po’ – da Veltroni e da un pezzo del PD. Non solo. Berlusconi  ha ben capito i pericoli che derivano (per lui ovviamente) dal corto  circuito tra crisi economica e crisi politica-morale del suo entourage,  mentre il ministro Tremonti si è dovuto subito smentire da solo rispetto  alla manovra finanziaria “correttiva” (ed aggiuntiva) di 25 miliardi di  euro in due anni che pure aveva negato fino a dieci giorni prima, così  come continuava a ripetere che il peggio della crisi era passato mentre  le nubi che si addensavano su Spagna, Irlanda, Portogallo, Gran Bretagna  difficilmente potevano sorvolare l’Italia lasciandola indenne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure  le classi dirigenti non possono affermare di non aver potuto prevedere  tutto questo. Crisi come questa e sbocchi drammatici hanno  caratterizzato l’intera prima metà del XX° Secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una parte del  problema è che le oligarchie del modello capitalistico non riescono ad  immaginare altro che il loro modo di produzione e l’estorsione di valore  ad ogni costo, anche a costo mettere l’umanità su un piano inclinato e  di avventure drammatiche. L’altra parte del problema è che nei paesi  capitalisti da tempo non esistono più “classi dirigenti” ma solo classi  dominanti che hanno provato un’ebbrezza senza limiti nell’aver scatenato  e vinto in questi ultimi decenni una violentissima lotta di classe  dall’alto verso il basso. E’ questa ebbrezza che ha innescato molto  spesso quegli incidenti della storia apparentemente inspiegabili ma che  hanno provocato tragedie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questo è vero, le soluzioni  alternative per affrontare e venire fuori dalla crisi non possono essere  solo economiche e sociali. Si ripone - e con forza straordinaria – il  problema del cambiamento politico di sistema e non tanto e non solo  quello della sconfitta del governo Berlusconi sul quale vorrebbero  inchiodarci ancora i sostenitori del meno peggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stato delle  soggettività politiche anticapitaliste e comuniste in Italia e in Europa  capaci di impugnare di nuovo l’obiettivo della trasformazione politica e  sociale può apparire desolante – anche se in Grecia potremmo affermare  il contrario - ma ciò non significa che non si possa e si debba riporre  oggi e con decisione la strada dell’alternativa politica al capitalismo,  magari mettendo mano almeno a quel programma minimo di transizione  capace di incidere sulla sostanza della democrazia e della  redistribuzione della ricchezza, tanto per cominciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*  direttore di Contropiano/Rete dei Comunisti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-2324379803471289664?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/2324379803471289664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=2324379803471289664' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2324379803471289664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2324379803471289664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/05/il-capitalismo-e-gioia.html' title='il capitalismo è gioia!'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S-xAZOzzuoI/AAAAAAAAAcU/9E-A48m8C1I/s72-c/manichino1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2935281665891541048</id><published>2010-04-07T04:48:00.001-07:00</published><updated>2010-04-07T04:53:33.429-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>IL NOSTRO MAGGIO, IL VOSTRO CORAGGIO - Sarcedo - 30 Aprile-1 Maggio 2010</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S7xxHg4_vCI/AAAAAAAAAcM/P9CVDHcRLgg/s1600/banner.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S7xxHg4_vCI/AAAAAAAAAcM/P9CVDHcRLgg/s400/banner.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457361222368214050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://ilnostromaggio.blogspot.com/"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://ilnostromaggio.blogspot.com/"&gt;CLICCA QUI PER VEDERE IL PROGRAMMA&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-2935281665891541048?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/2935281665891541048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=2935281665891541048' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2935281665891541048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2935281665891541048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/04/il-nostro-maggio-il-vostro-coraggio.html' title='IL NOSTRO MAGGIO, IL VOSTRO CORAGGIO - Sarcedo - 30 Aprile-1 Maggio 2010'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S7xxHg4_vCI/AAAAAAAAAcM/P9CVDHcRLgg/s72-c/banner.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-3250483598435994296</id><published>2010-03-17T14:54:00.001-07:00</published><updated>2010-03-17T14:55:23.946-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;embed src="http://www.pdcitv.it/nvlab/player/nvplayer.swf?config=http://www.pdcitv.it/nvlab/econfig.php?key=afccd9923fe29cecb4b2" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" type="application/x-shockwave-flash" width="410" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-3250483598435994296?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/3250483598435994296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=3250483598435994296' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3250483598435994296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3250483598435994296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/03/blog-post.html' title=''/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-7355831337486637544</id><published>2010-03-12T07:33:00.000-08:00</published><updated>2010-03-12T07:36:25.593-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><title type='text'>Non ce ne eravamo accorti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" class="grey" &gt;Un lungo piano inclinato verso la ricattabilità  totale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="grey"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pfSeUqD5I/AAAAAAAAAcE/0XU3l21esAU/s1600-h/Lego+-+Le+scale+di+Escher.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 350px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pfSeUqD5I/AAAAAAAAAcE/0XU3l21esAU/s400/Lego+-+Le+scale+di+Escher.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447771470240026514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Francesco Piccioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il manifesto - 5-3-2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;                       I lavoratori hanno perso reddito, diritti e potere  contrattuale lungo un arco di tempo che misura ormai 30 anni. Il punto  di svolta politico-sindacale fu indubbiamente la sconfitta dei 35 giorni  di occupazione della Fiat, nel 1980. E la conferma venne dalla  sconfitta nel referendum indetto, nel 1985, per chiedere la restituzione  dei tre punti di «scala mobile» (un meccanismo che determinava aumenti  salariali automatici indicizzati al tasso d'inflazione, in quegli anni  spesso a due cifre) cancellati da Bettino Craxi con il «decreto di S.  Valentino». Sconfitte politiche pesanti, ma che non mettevano ancora in  discussione le riforme strappate nel corso degli anni '70.&lt;br /&gt;I governi  cominciarono a mettere mano sulla struttura dei diritti solo più tardi,  all'inizio degli anni '90. La demolizione attiva parte solo in piena  Tangentopoli, nel '92, con il governo di Giuliano Amato che vara la  legge finanziaria più pesante della storia: 90.000 miliardi di lire. Lì  viene fatta una riforma della sanità secondo il principio  dell'aziendalizzazione, istituendo la figura del «manager» di nomina  politica (non vincolato ad alcuna necessaria competenza sanitaria) che  trasforma le Asl in un bottino politico ad ogni tornata elettorale; a  venir tagliate non sono le spese, ma i servizi al cittadino. Viene  approvata anche la prima riforma delle pensioni: aumenta l'età  pensionabile, si elimina «l'aggancio» dell'assegno alla dinamica  salariale, aumentato il periodo lavorativo finale su cui calcolare  l'assegno mensile. Soprattutto fu siglato un accordo che metteva fine al  meccanismo della «scala mobile», introducendo al suo posto il «tasso di  inflazione programmata» per definire l'adeguamento dei salari al costo  della vita. Bruno Trentin marcò il suo dissenso un attimo dopo la firma  dell'accordo, dimettendosi da segretario della Cgil.&lt;br /&gt;Nel '93, il 23  luglio, venne altresì fissato il sistema della «concertazione», per cui  tutte le grandi scelte di politica economica - specie su salari,  contratti e welfare - dovevano venir discusse e condivise tra esecutivo,  imprese e sindacati confederali. Da allora, in effetti, la quota di  ricchezza nazionale che va ai redditi da lavoro dipendente è andata  diminuendo a velocità crescente. Se negli anni '80 una famiglia  monoreddito poteva sopravvivere dignitosamente, oggi questo risulta  difficile anche quando gli stipendi in famiglia sono due.&lt;br /&gt;Nel '95,  mentre il primo governo Berlusconi è prematuramente crollato, il «rospo»  Lamberto Dini - alla guida di un governo «tecnico» sostenuto da una  maggioranza che comprende il futuro Partito democratico - vara una nuova  riforma delle pensioni. Che introduce un diverso meccanismo di  maturazione dei contributi (dal «retributivo» al «contributivo»), tale  da decurtare drasticamente gli assegni pensionistici futuri. Dal 1  gennaio di quest'anno è fra l'altro scattata la prima «rivalutazione dei  coefficienti» che traduce in pratica - o «in soldoni» - questa  sforbiciata ai redditi.&lt;br /&gt;Il mercato del lavoro viene destrutturato  pesantemente nel '97, quando la maggioranza di centrosinistra approva il  «pacchetto Treu», sotto il nome di «norme in materia di promozione  dell'occupazione». Viene legalizzato il lavoro interinale, prima vietato  (intermediazione di manodopera); si ammettono contratti a tempo  determinato, di collaborazione (co.co.co), stage e tirocinii «lunghi», e  numerose altre forme «atipiche». Ne viene stravolta anche la struttura  salariale, perché per queste forme contrattuali non è previsto alcun  «salario minimo»; le imprese smettono di assumere a tempo indeterminato e  prendono in carico solo (o quasi) dipendenti usa-e-getta, pagati la  metà o anche meno. L'occupazione in effetti aumenta: ma soprattutto  nelle mansioni meno qualificate, mentre per le competenze di eccellenza  si accentua la «fuga dei cervelli» all'estero.&lt;br /&gt;Il lavoro di  smantellamento viene completato con la «legge 30», nel 2003,  protagonista stavolta il centrodestra e il pasdaran della precarietà  assoluta, il ministro Maurizio Sacconi. Il principio guida di questa  controriforma è la «flessibilità in ingresso», che genera i contratti di  somministrazione, lavoro ripartito, intermittente, a progetto, a  chiamata, ecc. Non passa invece il primo serio attacco all'art. 18 dello  Statuto dei lavoratori (in precedenza c'era stato solo un referendum  fallito, proposto dal Partito radicale, per chiederne l'abrogazione). Il  23 marzo di quello stesso anno tre milioni di persone vengono a Roma  per la manifestazione convocata dalla Cgil. E il governo torna sui suoi  passi. Riesce comunque a far danni ulteriori, approvando l'ennesima  «riforma delle pensioni» che alza ancora una volta - in modo brutale e  senza nemmeno distinguere tra i «lavori usuranti» e gli altri, con uno  «scalone» - l'età del ritiro.&lt;br /&gt;Oggi, con il «collegato lavoro»  l'obiettivo è stato raggiunto per altra via, imponendo l'arbitrato come  via privilegiata di «risoluzione delle divergenze» tra lavoratori  singolo e padrone. L'art. 18 rimane, ma non potrà essere invocato quasi  da nessuno.&lt;br /&gt;Fine della strada? No, naturalmente. Poche settimane fa,  nel corso di un'assemblea con esponenti di Cisl e Uil, il vulcanico  ministro contro il lavoro si è lasciato trascinare dal temperamento,  affermando che «finora abbiamo realizzato soltanto il 10% del nostro  programma di riforma del mercato del lavoro». Guardando il deserto di  diritti che ormai stato realizzato sembrava davvero difficile poter fare  molto di più. Ma la realtà è sempre più ricca della più prevenuta  fantasia. «Il nostro obiettivo finale - avrebbe scandito Sacconi - è il  contratto a tempo determinato per tutti». Tra un paio d'anni, per  favore, nessuno dica «non ce n'eravamo accorti».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-7355831337486637544?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/7355831337486637544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=7355831337486637544' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7355831337486637544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7355831337486637544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/03/non-ce-ne-eravamo-accorti.html' title='Non ce ne eravamo accorti'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pfSeUqD5I/AAAAAAAAAcE/0XU3l21esAU/s72-c/Lego+-+Le+scale+di+Escher.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2371277092619948452</id><published>2010-03-12T07:16:00.000-08:00</published><updated>2010-03-12T07:22:12.873-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><title type='text'>liberi di licenziare</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span class="grey"&gt;Articolo 18: è controriforma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pb0VVjOsI/AAAAAAAAAb8/31ObWKhfr0Q/s1600-h/ARTICOLO18_F-214x300.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 196px; height: 279px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pb0VVjOsI/AAAAAAAAAb8/31ObWKhfr0Q/s400/ARTICOLO18_F-214x300.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447767653896895170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sara Farolfi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il manifesto - 4-3-2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;          &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="grey-l"&gt;Cgil, Pd e sinistra insorgono. Cisl e  Uil (e Ugl) invece approvano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          Non abrogato ma più semplicemente aggirato. Mai nominato,  l'articolo 18 si avvia sulla strada di una rapida archiviazione. Dopo  due anni di spola parlamentare, il cosiddetto «collegato lavoro» (il  disegno di legge 1167 B) è arrivato ieri in lettura definitiva al  senato, l'articolo incriminato (quello su conciliazione e arbitrato) è  stato approvato in serata e già oggi l'intero provvedimento potrebbe  diventare legge. Il governo riesce nell'impresa fallita otto anni fa e  lo fa senza mai nominare l'oggetto in questione. L'articolo 18 viene di  fatto svuotato, reso inesigibile, sostituito da un arbitrato cucito su  misura sull'imprenditoria nostrana. Non decade ma servirsene sarà sempre  più difficile.&lt;br /&gt;Il ministro Sacconi è uomo ambizioso e ieri, dal  palco del XV congresso Uil ha detto: «Abbiamo i titoli per andare oltre  verso un nuovo statuto dei lavori». Nessuno in platea ha fiatato. E  sulle polemiche levatesi, Sacconi è sbottato: «L'ennesima prova della  malafede di chi vuole sempre accendere la tensione sociale. Non per  nulla tutti, tranne la Cgil, hanno condiviso questa norma». Difficile  per un organizzazione sindacale difendere una norma che consente di  sostituire il reintegro del posto di lavoro (in caso di licenziamento  senza giusta causa) con una più comoda ammenda, ma Cisl, Uil, e anche  Ugl, ci riescono. La Cgil anche ieri ha denunciato l'operato del  governo, puntando il dito su tutte le altre «norme deregolatorie» che il  «collegato» introduce: «Un insieme di norme peggiorative (tra cui  quella dell'apprendistato a 15 anni) che si aggiungono a quelle  sull'arbitrato, la certificazione e il ruolo del giudice del lavoro - le  definisce il segretario confederale Fulvio Fammoni - nel tentativo di  capovolgere i fondamenti del diritto del lavoro, aggirare norme come  quelle dell'articolo 18 nate per tutelare i più deboli e consumare così  una sproporzione evidente tra i diritti del lavoratore e quelli del  datore di lavoro».&lt;br /&gt;L'operazione chirurgica del governo - come si  spiega molto chiaramente a pagina 10 di questo giornale - consiste  nell'allargamento delle maglie dell'«arbitrato»: in sostanza, in sede di  stipula e di certificazione del contratto di lavoro, quando dunque i  rapporti di forza sono con ogni evidenza sbilanciati dalla parte del  datore di lavoro, potrà essere inserita una clausula in cui si dice che  eventuali controversie si risolveranno non davanti a un giudice, e  dunque in ottemperanza alla legge, ma davanti a un «arbitro», in  ottemperanza a ben più generici criteri di «equità». Il datore di lavoro  potrà dunque imporre la strada dell'arbitrato ai nuovi assunti. «Solo  per i contratti certificati - replica Sacconi - ... E poi non dobbiamo  pensare che il lavoratore sia un minus habens».&lt;br /&gt;Trovare «un  certificatore che attesti la reale volontà delle parti» sarà un gioco da  ragazzi per le imprese. Quanto invece a chi ha già un contratto a tempo  indeterminato, il dettato di legge, come spiega Tiziano Treu (Pd),  prevede che l'arbitrato potrà essere introdotto, tramite accordo tra le  parti, anche in corso d'opera. A introdurre il ricorso all'arbitrato  saranno i contratti collettivi (ma se le parti non trovano un accordo  interviene il ministro per decreto). Dietro questa foglia di fico  cercano riparo sia Cisl che Uil: più spazio alla contrattazione  collettiva! Ma è ancora Treu a spiegare che esiste anche una seconda  strada, quella di un accordo individuale tra il singolo lavoratore e il  suo datore di lavoro. «L'articolo 18 potrebbe diventare un optional»,  conclude l'ex ministro del lavoro.&lt;br /&gt;Stefano Fassina, responsabile  economico del Pd, definisce il tutto «un disegno che guarda al passato  più lontano per un mercato del lavoro selvaggio, diametralmente opposto a  quanto servirebbe per spingere le nostre attività produttive verso una  competizione di qualità». Antonio Di Pietro parla di «un esecutivo che  fomenta violenza contro il mondo del lavoro», e rilancia lo sciopero  generale indetto dalla Cgil per il 12 marzo («parteciperemo con forza e  convinzione»). Paolo Ferrero (Prc) e Roberta Fantozzi (responsabile  lavoro del Prc) decidono per «un atto estremo di protesta», lo sciopero  della fame, e annunciano una battaglia refenderaria che riguarderà anche  questo disegno di legge. Stigmatizza il disegno di legge anche Nichi  Vendola (Sel): «È una vergogna, e a questo punto diventa fondamentale  che tutte le forze democratiche e di opposizione si impegnino affinche i  diritti dei lavoratori non facciano un salto indietro di mezzo secolo, a  partire dal sostegno allo sciopero generale convocato dalla Cgil per il  12 marzo». &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-2371277092619948452?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/2371277092619948452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=2371277092619948452' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2371277092619948452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2371277092619948452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/03/liberi-di-licenziare.html' title='liberi di licenziare'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pb0VVjOsI/AAAAAAAAAb8/31ObWKhfr0Q/s72-c/ARTICOLO18_F-214x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-7119022175087082432</id><published>2010-03-12T07:07:00.000-08:00</published><updated>2010-03-12T07:11:25.846-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='qui nordest'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><title type='text'>la crisi e le sue vittime</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="grey"  style="font-size:180%;"&gt;Imprenditori e operai. Quando il lavoro uccide&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pZaFvjLiI/AAAAAAAAAb0/nwTq-Pd6D8c/s1600-h/il_cappio_by_scleroricorda.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 307px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pZaFvjLiI/AAAAAAAAAb0/nwTq-Pd6D8c/s400/il_cappio_by_scleroricorda.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447765004011122210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;           &lt;span class="grey-l"&gt;Orsola Casagrande&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il manifesto - 3/3/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;            Ancora due suicidi in quello che era il miracoloso nordest.  Un magazziniere di Pordenone, di 46 anni, padre di tre figlie, si è  tolto la vita dopo aver saputo dal suo datore di lavoro che il contratto  in scandenza il 22 aprile non gli sarebbe stato rinnovato. A Padova  invece Oriano Vidos, piccolo imprenditore cinquantenne si è ucciso,  vittima della depressione che da tre anni (cioè da quando la sua ditta  era fallita) lo accompagnava.&lt;br /&gt;La crisi uccide, titolano i quotidiani  locali. E a un ritmo terribile, incalzante. Vidos è il quarto piccolo  imprenditore a togliersi la vita in Veneto nel giro di poche settimane.&lt;br /&gt;Il  lavoratore del mobilificio Horm di Azzano Decimo (in provincia di  Pordenone) non ha retto la notizia della perdita del lavoro. L'uomo era  già stato in cassa integrazione all'inizio del 2009, a causa della crisi  economica. L'azienda l'aveva poi riassunto con un contratto a termine  in scadenza a aprile. La conferma che quel contratto non sarebbe stato  rinnovato ha distrutto l'uomo che per tutto il weekend si è rinchiuso in  casa. A quanto si apprende dalle prime informazioni della polizia,  proprio i familiari, non avendo notizie da due giorni ieri hanno chiesto  l'intervento delle forze dell'ordine. L'uomo è stato trovato a terra,  privo di vita. Ha lasciato un biglietto per le tre figlie e per i  familiari.&lt;br /&gt;Meno di due settimane fa a Vicenza si è tolto la vita un  altro imprenditore, Paolo Trivellin. Non poteva pagare i suoi  dipendenti. Lavorava in subappalto alla caserma Ederle. E a dicembre,  Danilo Gasparin, 61 anni, di Istrana nel trevigiano. Si è ucciso con il  gas di scarico della sua auto. Le storie sono simili. La piccola  impresa, 'fatta da sè' come tante nel nordest, che cresce con gli anni.  Cresce il fatturato, crescono le commesse. Poi la crisi. Le banche che  non concedono fidi nè prestiti. La disperazione che cresce. In  solitudine. Una solitudine che colpisce sia i piccoli imprenditori che  gli operai. Perché non si sa più da che parte girarsi. Lo hanno ripetuto  in tanti anche lunedì, alla giornata di sciopero dei migranti, la  giornata senza di noi. Non è un caso che una delle richieste principali  avanzate dai lavoratori (migranti e non) sia stato il blocco degli  sfratti (non concesso). Perché crisi vuol dire perdita del lavoro o  cassa integrazione e quindi vuol dire mutuo o affitto che non si riesce a  pagare. La lista delle famiglie con lo sfratto esecutivo in Veneto è  lunghissima e ai comuni stanno giungendo centinaia di richieste di  aiuto. Nella provincia di Venezia sono state 60 mila le persone che  hanno dichiarato un reddito di 800 euro al mese: si tratta per lo più di  precari, o giovani con partita iva.&lt;br /&gt;C'è una storia di suicidi lunga  nel Veneto. Il 12 ottobre 2008 un geometra imprenditore di Montegrotto  Terme, si spara. A maggio 2009 un altro imprenditore si impicca a  Fontanelle (Treviso): doveva licenziare i suoi operai. Dopo aver  trascorso una giornata a telefonare in giro chiedendo aiuto per salvare  la sua piccola azienda, si getta sotto un treno un altro imprenditore  trevigiano (un'impresa ogni otto abitanti). A luglio dell'anno scorso è  un altro imprenditore padovano. E poi ancora a settembre, altri tre  uomini, nel vicentino. E ancora Padova. In una mappa che tocca varie  province del nordest. Proprio a Treviso il presidente degli industriali,  Leonardo Canal, ha scritto l'anno scorso ai colleghi imprenditori di  «non demoralizzarsi, non vivere la crisi come un fallimento personale e  soprattutto non isolarsi».&lt;br /&gt;Il nordest e il Veneto sono considerate  regioni a rischio per quanto riguarda il suicidio, anche tra i giovani. A  dicembre in 24 ore si sono uccisi gettandosi sotto un treno tre  giovani, a Montebelluna, a Verona, a Vicenza. Anche nel padovano, a  novembre, due giovani si sono tolti la vita a distanza di soli tre  giorni l'uno dall'altro. Ma è un elenco drammaticamente lungo. E il 2010  si è aperto con il sucidio di un diciassettenne in provincia di Padova e  il tentato suicidio di una ragazzina romena sempre nel padovano. In  Italia ci sono circa quattromila suicidi all'anno. Ma se la media  nazionale, fra gli uomini, è di tredici su centomila, nelle regioni del  nordest sale a ventitrè.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-7119022175087082432?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/7119022175087082432/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=7119022175087082432' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7119022175087082432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7119022175087082432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/03/la-crisi-e-le-sue-vittime.html' title='la crisi e le sue vittime'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pZaFvjLiI/AAAAAAAAAb0/nwTq-Pd6D8c/s72-c/il_cappio_by_scleroricorda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-6667149988635904953</id><published>2010-03-12T07:03:00.000-08:00</published><updated>2010-03-12T07:07:28.167-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><title type='text'>lavoravamo</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;L’Abc della contro-riforma del diritto  del lavoro&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pYeXvsVTI/AAAAAAAAAbs/kZkTs-jODy4/s1600-h/lavoro_precario.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 256px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pYeXvsVTI/AAAAAAAAAbs/kZkTs-jODy4/s400/lavoro_precario.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447763978051409202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Claudio Tucci&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il Sole 24 ore - 10-3-2010&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;C’è di tutto di più nel collegato  Lavoro, convertito definitivamente in legge, il 3 marzo, da Palazzo  Madama. Nel provvedimento, lievitato dagli iniziali 9 articoli del  settembre 2008 agli attuali 50, trovano spazio norme di contenuto  diverso e assai eterogeneo: dalla nuova possibilità per un 15enne di  entrare in azienda come apprendista, ai certificati di malattia on line,  alla possibilità di impugnare un provvedimento di licenziamento, anche  in sede stragiudiziale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Tra le novità in arrivo, il ritorno  dello staff leasing, la revisione della disciplina pensionistica sui  lavori usuranti, il riordino delle sanzioni in materia di orario di  lavoro e di sommerso. Nel corso del passaggio alla Camera, sono, invece,  saltati i limiti al riscatto dei periodi di congedo di maternità fuori  del rapporto di lavoro e la norma sui direttori scientifici. Confermata,  invece, – tra le polemiche – la mini riforma di conciliazione e  arbitrato nelle controversie di lavoro e un vero e proprio “condono” su  alcuni contenziosi pendenti per mancate trasformazioni di rapporti  precari in posti a tempo indeterminato: il datore di lavoro se la caverà  pagando al lavoratore un’indennità di importo compreso tra un minimo di  2,5 e un massimo di 6 mensilità di retribuzione.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;S’intensificano poi i controlli per  evitare frodi contributive e si chiariscono le competenze tra Inail e  Ispesl in materia di sicurezza del lavoro. Novità, anche, sul fronte  dello sport: i medici di casa potranno esercitare le loro attività  presso la delegazione sportiva giunta all’estero per gare  internazionali, anche, in deroga alle norme sul riconoscimento dei  titoli esteri. Ecco comunque, voce per voce, in ordine alfabetico, tutte  le novità contenute nel nuovo “pacchetto lavoro”.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Adempimenti pubblica amministrazione  (articolo 5). Si interviene su alcuni adempimenti formali cui sono  tenute le pubbliche amministrazioni. Tra le novità, si prevede che le  pubbliche amministrazioni siano tenute a comunicare, entro il 20esimo  giorno del mese successivo alla data di assunzione, di proroga, di  trasformazione e di cessazione, al servizio competente nel cui ambito  territoriale è ubicata la sede di lavoro, l’assunzione, la proroga, la  trasformazione e la cessazione dei rapporti di lavoro relativi al mese  precedente.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Apprendisti a 15 anni (articolo 48,  comma 8). Sarà possibile assolvere all’ultimo anno di obbligo di  istruzione (cioè dai 15 anni di età) attraverso l’apprendistato, previa  «la necessaria intesa tra Regioni, ministero del Lavoro e ministero  dell’Istruzione, sentite le parti sociali». La novità, introdotta dalla  Camera, di fatto, scrive un nuovo capitolo nello “stop and go”  sull’obbligo scolastico in Italia, ripetutamente modificato dai Governi,  di destra e di sinistra. L’effetto pratico di questa disposizione, che  s’inserisce nel quadro della legge Biagi, è molto semplice e chiaro: a  quindici anni sarà possibile prevedere che un giovane entri in azienda,  con un contratto di lavoro, lasciando i banchi di scuola o dei corsi di  formazione professionale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Aspettativa (articolo 18). Possibilità,  per i dipendenti pubblici, di essere collocati in aspettativa non  retribuita e senza decorrenza dell’anzianità di servizio, per un periodo  massimo di dodici mesi, anche per avviare attività professionali e  imprenditoriali. Nel periodo di aspettativa non trovano applicazione le  disposizioni in tema di incompatibilità per i dipendenti pubblici e fa  salva la speciale disciplina in materia di aspettativa relativa agli  appartenenti alla carriera diplomatica e prefettizia, ai magistrati  ordinari, amministrativi e contabili e agli avvocati e procuratori dello  Stato.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Certificati di malattia (articolo 25).  Al fine di assicurare un quadro completo delle assenze per malattia nei  settori pubblico e privato, nonché un efficace sistema di controllo  delle stesse, viene esteso al datore di lavoro privato, a decorrere dal  1° gennaio 2010, il sistema obbligatorio di trasmissione telematica  della documentazione attestante la malattia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Certificazione del rapporto di lavoro e  clausole generali (articolo 30). Arrivano norme relative al controllo  giudiziale sul rispetto delle “clausole generali” contenute nella  disciplina legislativa in materia di lavoro, alla certificazione dei  contratti di lavoro e alle valutazioni da parte del giudice nei  contenziosi concernenti i licenziamenti individuali. In riferimento alle  “clausole generali” si dispone, in particolare, che il controllo  giudiziale debba limitarsi esclusivamente all’accertamento del  presupposto di legittimità e non possa estendersi al sindacato di merito  sulle valutazioni tecniche, organizzative e produttive, le quali  spettano al datore di lavoro o al committente. Si dettano, poi,  disposizioni ad hoc per rafforzare il valore vincolante – anche nei  confronti del giudice – dell’accertamento effettuato in sede di  certificazione dei contratti di lavoro. Il giudice, nel valutare le  motivazioni poste alla base del licenziamento, terrà conto “oltre che  delle fondamentali regole del vivere civile e dell’oggettivo interesse  dell’organizzazione”, delle tipizzazioni di giusta causa e di  giustificato motivo, presenti nei contratti collettivi di lavoro ovvero,  se stipulati con l’assistenza delle commissioni di certificazione, nei  contratti individuali di lavoro. Analogamente, il giudice deve tener  conto degli elementi e dei parametri appositamente individuati dai  suddetti contratti, nello stabilire, «le conseguenze da riconnettere al  licenziamento». Ridefinita, inoltre, la finalità della procedura di  certificazione. La novella sembrerebbe voler ampliare l’ambito di  intervento della certificazione, dal momento che, mentre il testo  vigente fa riferimento al «contenzioso in materia di qualificazione dei  contratti di lavoro», la disposizione in esame, in maniera più generale,  si riferisce al «contenzioso in materia di lavoro». Modificata, infine,  la disciplina delle commissioni di certificazione presso i consigli  provinciali dei consulenti del lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Collaborazioni coordinate e continuative  (articolo 50). Si prevede che, fatte salve le sentenze passate in  giudicato, in caso di accertamento della natura subordinata di rapporti  di collaborazione coordinata e continuativa, anche se riconducibili a un  progetto o programma di lavoro, il datore di lavoro che abbia offerto  entro il 30 settembre 2008 la stipulazione di un contratto di lavoro  subordinato sia tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro  con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 e un massimo  di 6 mensilità di retribuzione.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Commissione di vigilanza sul doping  (articolo 3). Sarà composta da 16 membri, di comprovata esperienza  professionale, dieci dei quali nominati da Palazzo Chigi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Comunicazioni alle imprese (articolo  42). A decorrere dal 1° giugno 2010, nei casi di infermità comportante  incapacità lavorativa, derivante da responsabilità di terzi, il medico è  tenuto a darne segnalazione nei certificati di malattia al fine di  consentire all’ente assicuratore l’esperibilità delle azioni  surrogatorie e di rivalsa. In caso di eventi occorsi in danno di  soggetti aventi diritto all’indennità di malattia erogata dall’Inps e  imputabili a responsabilità di terzi, l’impresa di assicurazione, prima  di procedere all’eventuale risarcimento del danno, è tenuta a darne  immediata comunicazione all’Inps. Entro 15 giorni dal ricevimento della  comunicazione, l’Inps trasmette all’impresa di assicurazione un  “certificato di indennità corrisposte” (Cir), attestante l’avvenuta  liquidazione dell’indennità di malattia e il relativo importo. L’impresa  assicuratrice procede, conseguentemente, ad accantonare e rimborsare  preventivamente all’Inps l’importo così certificato.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Conciliazione e arbitrato (articolo 31).  Ridisegnata la sezione del codice di procedura civile recante le  disposizioni generali in materia di controversie individuali di lavoro,  trasformando il tentativo di conciliazione – attualmente obbligatorio –  in una fase meramente eventuale e introducendo una pluralità di mezzi di  composizione delle controversie di lavoro alternativi al ricorso al  giudice. In particolare, per quanto riguarda la conciliazione, si  chiarisce che può essere proposta, anche, tramite l’associazione  sindacale alla quale l’interessato aderisce o conferisce mandato. La  comunicazione della richiesta di espletamento del tentativo di  conciliazione interrompe la prescrizione e sospende, per la durata del  tentativo di conciliazione e per i 20 giorni successivi alla sua  conclusione, il decorso di ogni termine di decadenza. Se la controparte  intende accettare la procedura di conciliazione, deposita presso la  commissione di conciliazione, entro 20 giorni dal ricevimento della  copia della richiesta, una memoria contenente le difese e le eccezioni  in fatto e in diritto, nonché le eventuali domande in via  riconvenzionale. Ove ciò non avvenga, ciascuna delle parti è libera di  adire l’autorità giudiziaria. Entro i 10 giorni successivi al deposito,  la commissione fissa la comparizione delle parti per il tentativo di  conciliazione, che deve essere tenuto entro i successivi 30 giorni. Se  non si raggiunge l’accordo tra le parti, la commissione di conciliazione  deve formulare una proposta per la bonaria definizione della  controversia. Se la proposta non è accettata, i termini di essa sono  riassunti nel verbale con indicazione delle valutazioni espresse dalle  parti. Delle risultanze della proposta formulata dalla commissione e non  accettata senza adeguata motivazione il giudice tiene conto in sede di  giudizio. Rimane obbligatorio il tentativo di conciliazione sulle  certificazioni di cui all’articolo 80, comma 4, della cosiddetta legge  Biagi (Dlgs 276/2003).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Conciliazione monocratica (articolo 38).  Prevista dall’articolo 11 del Dlgs 124/2004: il relativo verbale è  dichiarato esecutivo con decreto dal giudice competente, su istanza  della parte interessata.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Contributi figurativi (articoli 40 e  45). Si chiarisce che ai fini del calcolo della retribuzione annua  pensionabile, e per la liquidazione delle prestazioni a sostegno o  integrazione del reddito, per i periodi successivi al 31 dicembre 2004,  il valore retributivo da attribuire per ciascuna settimana ai periodi  riconosciuti figurativamente per gli eventi previsti dalle disposizioni  in vigore e verificatisi nel corso del rapporto di lavoro, sia pari  all’importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al  lavoratore, in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si  colloca l’evento. L’importo deve essere determinato dal datore di lavoro  sulla base degli elementi retributivi ricorrenti e continuativi. Si  prevedono, inoltre, disposizioni ad hoc in materia di contribuzione  figurativa per i periodi di malattia. In particolare, si stabilisce che  il limite dei 22 mesi non si applica, a partire dall’insorgenza dello  stato di inabilità ai sensi dell’articolo 8 della legge 12 giugno 1984,  n. 222, ai soggetti che abbiano conseguito tale inabilità a seguito di  infortunio sul lavoro, in sostituzione della pensione di inabilità,  fermo restando che, in tal caso, non è dovuta la prestazione economica  di malattia a carico dell’ente previdenziale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Delega per congedi, aspettative e  permessi (articolo 23). Delega al Governo per il riordino della  disciplina in materia di congedi, aspettative e permessi che spettano a  lavoratori dipendenti, pubblici e privati. La delega deve essere  esercitata entro 6 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento in  esame senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. I  principi e i criteri direttivi per l’esercizio della delega sono: il  coordinamento, formale e sostanziale, delle disposizioni vigenti in  materia; l’indicazione esplicita delle norme abrogate; il riordino delle  tipologie degli istituti; la razionalizzazione e semplificazione di  criteri e modalità per la fruizione dei benefici e della documentazione  da presentare (il principio relativo alla documentazione è posto con  particolare riferimento alle fattispecie in cui rientrino soggetti in  condizione di handicap grave o affetti da patologie di tipo  neurodegenerativo o oncologico).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Differimento di deleghe in materia di  ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, incentivi  all’occupazione e apprendistato e di occupazione femminile (articolo  46). Il Governo, entro 36 mesi dall’entrata in vigore della presente  legge, dovrà metter mano: alla revisione della disciplina degli  ammortizzatori sociali; al riordino della normativa in materia di  servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione e di apprendistato;  ala revisione della disciplina in materia di occupazione femminile.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dirigenti medici (articolo 22). I  dirigenti medici del Ssn, potranno andare in pensione, su istanza, al  maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo. In ogni caso, si  prevede che il limite massimo di permanenza non possa superare il  settantesimo anno di età e la permanenza in servizio non possa dar luogo  a un aumento del numero dei dirigenti. Le novità, si applicano anche ai  dirigenti medici e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale  in servizio alla data del 31 gennaio 2010. Si precisa, poi, che i  dipendenti in aspettativa non retribuita che ricoprono cariche elettive  presentino la domanda almeno 90 giorni prima del compimento del limite  di età per il collocamento a riposo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Disoccupati (articolo 36). Si prevede,  in particolare, che il ministero del Welfare possa prevedere misure ad  hoc di sostegno al reddito per i lavoratori disoccupati o a rischio di  esclusione dal mercato del lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Esecuzione forzata nei confronti delle  pubbliche amministrazioni (articolo 44). Si prevede l’estensione della  normativa contenuta nella legge 30/1997, anche ai pignoramenti mobiliari  di cui agli articoli 513 e seguenti del codice di procedura civile  promossi nei confronti di enti e istituti esercenti forme di previdenza e  assistenza obbligatorie organizzati su base territoriale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Fondi intestati al ministero del Welfare  (articolo 37). Si prevede che tutti i fondi intestati al Welfare non  siano soggetti a esecuzione forzata. Di conseguenza, gli eventuali atti  di sequestro e di pignoramento afferenti a tali fondi sono nulli. La  nullità è rilevabile d’ufficio e gli atti non determinano obbligo di  accantonamento da parte delle sezioni della Tesoreria dello Stato né  sospendono l’accreditamento di somme destinate ai funzionari delegati  centrali e periferici.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Fondo di solidarietà (articolo 49). Si  prevede che la nomina dei componenti del comitato amministratore di tale  Fondo può essere effettuata per più di 2 volte.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Forze armate, di Polizia, Vigili del  Fuoco (articolo 19). Introdotto il riconoscimento normativo della  specificità delle Forze armate, di polizia e del Corpo nazionale dei  vigili del fuoco, demandando la disciplina attuativa di questo principio  a successivi provvedimenti legislativi. Viene attribuito al Cocer  (Consiglio centrale di rappresentanza militare) un ruolo negoziale, ai  fini dell’attuazione della specificità in materia di trattamento  economico delle forze armate e delle forze di polizia a ordinamento  militare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Imprese artigiane (articolo 43). Ai fini  del contenimento degli oneri previdenziali, si stabilisce che, a  decorrere dal 1° gennaio 2010, tutti gli atti e i provvedimenti relativi  alle modificazioni dello stato di fatto e di diritto, compresa la  cessazione delle imprese individuali e di tutti i soggetti comunque  iscritti all’albo delle imprese artigiane, sono inopponibili all’Inps,  decorsi 3 anni dal verificarsi dei relativi presupposti, e sentite le  commissioni provinciali dell’artigianato e gli altri organi o enti  competenti le cui potestà restano comunque ferme. Si prevede che l’Inps,  attui apposite forme di comunicazione nei confronti dei destinatari  delle disposizioni del presente articolo per favorire la correttezza  delle posizioni contributive individuali.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Impugnazioni dei licenziamenti  individuali (articolo 32). Modificate le disposizioni relative alle  modalità e ai termini per l’impugnazione dei licenziamenti individuali.  Intanto, si prevede un termine per l’impugnativa del licenziamento di 60  giorni dalla ricezione della sua comunicazione o dalla comunicazione  dei motivi, ove non contestuale. L’impugnazione può essere effettuata  con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota  la volontà del lavoratore, anche, attraverso l’intervento  dell’organizzazione sindacale diretto a impugnare il licenziamento  stesso. L’impugnazione è inefficace se non è seguita, entro il  successivo termine di 180 giorni, dal deposito del ricorso nella  cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla  comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di  conciliazione o arbitrato. Qualora la conciliazione o l’arbitrato  richiesti siano rifiutati o non sia raggiunto l’accordo necessario al  relativo espletamento, il ricorso al giudice deve essere depositato a  pena di decadenza entro 60 giorni dal rifiuto o dal mancato accordo. Il  termine di decadenza di 60 giorni si applica anche a tutti i casi di  invalidità e di inefficacia del licenziamento. Inoltre la decadenza di  60 giorni si applica: ai licenziamenti che presuppongano la risoluzione  di questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro ovvero  alla legittimità del termine apposto al contratto; al recesso del  committente nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; al  trasferimento da una unità produttiva a un’altra, con termine  decorrente dalla data di ricezione della comunicazione di trasferimento;  all’azione di nullità del termine apposto al contratto di lavoro.  Sempre la decadenza di 60 giorni si applica, pure: ai contratti di  lavoro a termine in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore  della presente legge, con decorrenza dalla scadenza del termine; e ai  contratti di lavoro a termine già conclusi alla data di entrata in  vigore della presente legge, con decorrenza dalla medesima data di  entrata in vigore della presente legge. Nei casi di conversione del  contratto a tempo determinato, il giudice condanna il datore di lavoro  al risarcimento del lavoratore stabilendo un’indennità onnicomprensiva  nella misura compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità  dell’ultima retribuzione globale di fatto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Incarichi dirigenziali (articolo 26).  Per il personale del comparto sicurezza e difesa, arriva la possibilità  di essere collocati in aspettativa per conferimento di incarichi  dirigenziali da parte di amministrazioni pubbliche diverse da quella di  appartenenza, che siano strettamente collegati alla professionalità da  loro rivestita e motivati da esigenze di carattere eccezionale. Il  personale è collocato in aspettativa senza assegni e continua a occupare  il relativo posto nella dotazione organica dell’amministrazione di  appartenenza. Gli incarichi sono conferiti previa autorizzazione del  ministro competente, d’intesa con il ministro dell’Economia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Indennizzi aziende commerciali in crisi  (articolo 35). L’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale  (Dlgs 207/1996) è concesso ai soggetti in possesso dei requisiti  previsti dal citato Dlgs 207, nel periodo compreso tra il 1° gennaio  2009 e il 31 dicembre 2011. Si prevede, poi, che per i soggetti che nel  mese di compimento dell’età pensionabile siano anche in possesso del  requisito contributivo minimo richiesto per conseguire la pensione di  vecchiaia, il predetto indennizzo spetta fino alla prima decorrenza  utile della pensione di vecchiaia medesima. Si chiarisce, inoltre, che  gli indennizzi concessi ai sensi dell’articolo 1, comma 272, della legge  30 dicembre 2004, n. 311, in pagamento alla data del 31 dicembre 2008,  sono prorogati fino alla data di decorrenza della pensione di vecchiaia  purché i titolari dell’indennizzo siano in possesso, nel mese di  compimento dell’età pensionabile, anche del requisito contributivo  minimo richiesto per conseguire la pensione di vecchiaia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Intermediazione (articolo 48, commi da 1  a 7). Si prevede, in particolare, che siano autorizzati a svolgere  servizi di intermediazione per la ricerca del lavoro, anche, gli enti  bilaterali e i gestori di siti internet, a condizione che svolgano la  predetta attività senza finalità di lucro e fermo restando l’invio di  ogni informazione relativa al funzionamento del mercato del lavoro,  nonché a condizione della pubblicazione sul sito medesimo dei propri  dati identificativi. Si prevede, comunque, che, in attesa delle  normative regionali, i soggetti che intendono svolgere attività di  intermediazione, ricerca e selezione e supporto alla ricollocazione  professionale, debbano comunicare preventivamente al ministero del  Lavoro il possesso dei requisiti previsti dalla legge. Sarà, poi, cura  di Via Veneto verificare la regolarità della comunicazione resa e  iscrivere tali soggetti, entro 60 giorni dal ricevimento della  comunicazione medesima, nell’apposita sezione dell’albo. Torna, inoltre,  lo staff leasing, soprattutto, per le aziende di piccole dimensioni che  potranno così disporre di competenze professionali a costi contenuti e  arrivano, poi, controlli più severi sui fondi e le attività formative.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Invalidi civili (articolo 41). Si  stabilisce che le pensioni, gli assegni e le indennità, spettanti agli  invalidi civili ai sensi della legislazione vigente, corrisposti in  conseguenza del fatto illecito di terzi, siano recuperate fino a  concorrenza dell’ammontare di dette prestazioni dall’ente erogatore  delle stesse nei riguardi del responsabile civile e della compagnia di  assicurazioni. Il valore capitale della prestazione erogata è  determinato mediante criteri e tariffe stabiliti con decreto del  ministro del Welfare, d’intesa con Economia e Inps.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ispezioni (articolo 33). Si riscrive la  materia delle ispezioni sui luoghi di lavoro. Si prevede, in  particolare, che il personale ispettivo acceda presso i luoghi di lavoro  nei modi e nei tempi consentiti dalla legge. Alla conclusione delle  attività di verifica compiute nel corso del primo accesso, viene  rilasciato al datore di lavoro o alla persona presente all’ispezione,  con l’obbligo alla tempestiva consegna al datore di lavoro, il verbale  di primo accesso ispettivo, che deve contenere, tra l’altro,  l’identificazione dei lavoratori trovati intenti al lavoro e la  descrizione delle modalità del loro impiego. In caso di constatate  inosservanze, e qualora il personale ispettivo rilevi inadempimenti dai  quali derivino sanzioni amministrative, questi provvede a diffidare il  trasgressore alla regolarizzazione delle inosservanze comunque  materialmente sanabili, entro il termine di 30 giorni dalla data di  notificazione del verbale. In caso di ottemperanza alla diffida, il  trasgressore o l’eventuale obbligato in solido, è ammesso al pagamento  di una somma pari all’importo della sanzione nella misura del minimo  previsto dalla legge ovvero nella misura pari ad un quarto della  sanzione stabilita in misura fissa. Il pagamento dell’importo della  predetta somma estingue il procedimento sanzionatorio limitatamente alle  inosservanze oggetto di diffida e a condizione dell’effettiva  ottemperanza alla diffida stessa.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Lavori usuranti (articolo 1). Delega per  la revisione della disciplina pensionistica dei soggetti che svolgono  lavori usuranti. La delega deve essere esercitata entro 3 mesi  dall’entrata in vigore del provvedimento. In pratica, vengono riaperti i  termini della precedente disciplina di delega (non esercitata) in  materia. Lo scopo è quello di permettere ai lavoratori dipendenti  impegnati in particolari lavori o attività e che maturano i requisiti  per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1º gennaio 2008, di  andare in pensione con un requisito anagrafico ridotto di 3 anni, fermi  restando un limite minimo pari a 57 anni di età, il requisito di  anzianità contributiva pari a 35 anni e la disciplina relativa alla  decorrenza del pensionamento (cosiddette “finestre”). Previsto un  meccanismo di priorità nella decorrenza dei trattamenti pensionistici  (in ragione della maturazione dei requisiti agevolati, e, a parità degli  stessi, della data di presentazione della domanda), qualora,  nell’ambito della funzione di accertamento del diritto al beneficio,  emergano scostamenti tra il numero di domande accolte e la copertura  finanziaria a disposizione.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Lotta al lavoro sommerso (articolo 4).  Novità in materia di sanzioni relative all’impiego di lavoro irregolare.  La novella si riferisce all’impiego, da parte di datori privati, di  lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione dell’instaurazione  del rapporto di lavoro, anziché all’impiego di lavoratori non  risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria. Le  nuove norme non si applicano nel caso di lavoro domestico. Negli altri  casi di lavoro “sommerso”, oltre alle sanzioni previste, si applica  anche una sanzione amministrativa fino a 12mila euro per ciascun  lavoratore irregolare, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di  lavoro effettivo. L’importo della sanzione è fino a 8mila euro per  ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di 30 euro per ciascuna  giornata di lavoro irregolare, nel caso in cui il lavoratore risulti  regolarmente occupato per un periodo lavorativo successivo. L’importo  delle sanzioni civili connesse all’evasione dei contributi e dei premi  riferiti a ciascun lavoratore irregolare di cui ai periodi precedenti è  aumentato del 50 per cento. Tutte queste sanzioni non trovano  applicazione qualora, dagli adempimenti di carattere contributivo  precedentemente assolti, si evidenzi comunque la volontà di non  occultare il rapporto, anche se trattasi di differente qualificazione.  Si prevede, infine, che nel settore turistico il datore di lavoro che  non sia in possesso di uno o più dati anagrafici inerenti al lavoratore  può integrare la comunicazione entro il terzo giorno successivo a quello  dell’instaurazione del rapporto di lavoro, purché dalla comunicazione  preventiva risultino in maniera inequivocabile la tipologia contrattuale  e l’identificazione del prestatore di lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Medico di casa per le squadre all’estero  (articolo 6). Il medico di casa potrà esercitare la sua attività presso  la delegazione sportiva anche, eventualmente, in deroga alle norme sul  riconoscimento dei titoli di studio o professionali rilasciati da  autorità estere e limitatamente al periodo di permanenza della  delegazione o del gruppo. Si specifica, comunque, che i professionisti  sanitari cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea godono del  medesimo trattamento, ove più favorevole.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Mobilità del personale delle pubbliche  amministrazioni (articolo 13). Si interviene sul delicato tema della  mobilità di personale tra comparti pubblici. Si prevede, in particolare,  che in caso di conferimento di funzioni statali alle regioni e agli  enti locali o di trasferimento di attività svolte da pubbliche  amministrazioni ad altri soggetti pubblici o di esternalizzazione di  attività e servizi il personale adibito a tali funzioni risulta in  eccedenza, a tale personale si applichino le disposizioni in materia di  mobilità collettiva e di collocamento in disponibilità di cui  all’articolo 33 del Dlgs 165/2001. Le pubbliche amministrazioni, per  motivate esigenze organizzative, possano utilizzare in assegnazione  temporanea personale di altre amministrazioni per un periodo non  superiore a 3 anni, fermo restando quanto già previsto da norme speciali  in materia. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente  collegato, le pubbliche amministrazioni possono rideterminare le  assegnazioni temporanee in corso sulla base delle nuove norme. In caso  di mancata rideterminazione, i rapporti in corso continuano a essere  disciplinati dalle originarie fonti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Orario di lavoro (articolo 7). Modifiche  al regime sanzionatorio in materia di orario di lavoro. Vengono  ridefinite le sanzioni per le ipotesi di violazione della disciplina  relativa alla durata media dell’orario di lavoro, al riposo settimanale,  alle ferie annuali retribuite. Si rifanno il look anche le sanzioni per  il caso di violazione della normativa sul riposo giornaliero. Si  chiarisce, però, che tutte le novità in arrivo possono essere derogate  mediante contratti collettivi stipulati a livello nazionale con le  organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. In  assenza di specifiche disposizioni nei contratti collettivi nazionali,  le deroghe possono essere stabilite nei contratti territoriali o  aziendali stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più  rappresentative sul piano nazionale o territoriale. Il ricorso alle  deroghe deve, comunque, consentire la fruizione di periodi di riposo più  frequenti o più lunghi o la concessione di riposi compensativi per i  lavoratori marittimi che operano a bordo di navi impiegate in viaggi di  breve durata o adibite a servizi portuali.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Pari opportunità (articolo 21). Si  ribadisce che le pubbliche amministrazioni debbono garantire parità e  pari opportunità tra uomini e donne e l’assenza di ogni forma di  discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all’età,  all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla  disabilità, alla religione o alla lingua, nell’accesso al lavoro, nel  trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione  professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro. Le  pubbliche amministrazioni, poi, sono chiamate a garantire, anche, un  ambiente di lavoro improntato al benessere organizzativo e si impegnano a  rilevare, contrastare ed eliminare ogni forma di violenza morale o  psichica al proprio interno. Per realizzare questi principi e missioni,  tutte le amministrazioni pubbliche, al proprio interno, entro 120 giorni  dall’entrate in vigore della presente legge, dovranno costituire un  “Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione  del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”. Tale organo  sostituirà, unificando le competenze in un solo organismo, i comitati  per le pari opportunità e i comitati paritetici sul fenomeno del  mobbing, costituiti in applicazione della contrattazione collettiva, dei  quali assume tutte le funzioni previste dalla legge, dai contratti  collettivi relativi al personale delle amministrazioni pubbliche o da  altre disposizioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Part time nel pubblico impiego (articolo  16). In sede di prima applicazione della nuova disciplina relativa al  part time nel pubblico impiego, introdotta dal decreto legge 112/2008,  le pubbliche amministrazioni possono sottoporre a nuova valutazione i  provvedimenti di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a  tempo parziale già adottati prima dell’entrata in vigore del decreto n.  112. Ciò, però, può essere fatto entro 180 giorni dalla data di entrata  in vigore della presente legge e nel rispetto dei principi di  correttezza e buona fede.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Permessi per l’assistenza a portatori di  handicap (articolo 24). Modifiche alla normativa sui permessi  lavorativi per l’assistenza a soggetti portatori di handicap. Vengono  novellate le norme sul diritto a 3 giorni di permesso mensile  retribuito, per l’assistenza a un familiare, parente o affine con  handicap in situazione di gravità, e sulla possibilità di scelta della  sede di lavoro, in relazione ad analoga esigenza. Si dispone che le  pubbliche amministrazioni comunichino alla Funzione pubblica alcuni  dati, relativi ai propri dipendenti che fruiscano dei permessi mensili  retribuiti summenzionati o dei permessi retribuiti previsti (nel limite  di 2 ore quotidiane) per i minori con handicap in situazione di gravità e  di età non superiore ai tre anni. Il Dipartimento creerà una banca dati  dove far confluire le comunicazioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Personale militare (articoli 27 e 28).  Si prevedono diversi interventi ad hoc. Intanto, si estende, a decorrere  dal 1° gennaio 2009, al personale delle Forze armate, la disciplina in  materia di comando posta per il personale delle Forze di polizia e del  Corpo nazionale dei Vigili del fuoco dal comma 91 dell’articolo 2 della  legge Finanziaria per il 2008, ponendo a carico della amministrazione  utilizzatrice l’onere di corresponsione del trattamento economico al  personale. Si assegna, poi, al Governo il compito di adottare, entro 18  mesi dall’entrata in vigore del presente collegato Lavoro, norme che  armonizzino, con effetto dal 1° gennaio 2012, il sistema di tutela  previdenziale e assistenziale applicato al personale permanente in  servizio nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al personale  volontario presso il medesimo Corpo nazionale. L’operazione, che costa  20 milioni di euro per l’anno 2012 e un milione di euro, a decorrere  dall’anno 2013, viene spesata pescando dal Fondo riserve speciali. Si  chiarisce, inoltre, che, per particolari discipline sportive indicate  dal bando di concorso, i limiti minimo e massimo di età per il  reclutamento degli atleti dei gruppi sportivi delle Forze armate, delle  Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, siano  fissati, rispettivamente, in 17 e 35 anni. Si precisa, però, che il  personale arruolato ai sensi del presente articolo non possa essere  impiegato in attività operative fino al compimento del 18esimo anno di  età.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Polizia di Stato (articolo 29). Si  dettano norme per facilitare il passaggio, tramite concorsi interni, nei  profili di vice revisore tecnico e vice perito tecnico della Polizia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Presidenza del Consiglio dei ministri  (articoli 15 e 17). Si prevede, in particolare, che i dirigenti di  seconda fascia “prestati” alla Presidenza del Consiglio da altre  amministrazioni non possano fruire della norma secondo la quale si  transita nella prima fascia qualora sia stato ricoperto un incarico di  direzione di uffici dirigenziali generali per un periodo pari almeno a 3  anni senza essere incorsi nelle misure previste per le ipotesi di  responsabilità dirigenziale. L’innovazione vale per gli incarichi  conferiti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri dopo l’entrata in  vigore del testo in esame. Inoltre, al personale dirigenziale e non  dirigenziale, trasferito e inquadrato nei ruoli della Presidenza del  Consiglio in attuazione della legge 233/2006 e della legge 286/2006, si  applicano, a decorrere dal 1º gennaio 2009, i contratti collettivi di  lavoro del comparto della Presidenza del Consiglio dei ministri.  L’intervento costa circa 3 milioni di euro, che saranno tolti dal Fondo  per interventi strutturali di politica economica.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Prestazioni sociali agevolate (articolo  34). È ammessa la possibilità, per il richiedente la prestazione  agevolata, di presentare un’unica dichiarazione sostitutiva, di validità  annuale, con tutte le informazioni necessarie per la determinazione  dell’indicatore della situazione economica equivalente. Si potrà poi  modificare, presentando una nuova dichiarazione, qualora il cittadino  intenda far rilevare i mutamenti delle condizioni familiari ed  economiche ai fini del calcolo dell’indicatore della situazione  economica equivalente del proprio nucleo familiare. La dichiarazione va  presentata ai comuni o ai centri di assistenza fiscale, o, direttamente,  all’amministrazione pubblica alla quale è richiesta la prima  prestazione o, anche in via telematica, alla sede territoriale Inps.  L’Inps determina l’indicatore della situazione economica equivalente in  relazione ai dati autocertificati dal soggetto richiedente la  prestazione agevolata e i controlli sono effettuati dall’agenzia delle  Entrate.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Prevenzione infortuni sul lavoro  (articolo 20). Si precisa che la legge 51/55, sulla prevenzione degli  infortuni e per l’igiene del lavoro, si applica oltre che agli  aeromobili, anche, al naviglio di Stato, fatto salvo il diritto del  lavoratore al risarcimento del danno eventualmente subito.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Riorganizzazione di enti vigilati dal  ministero del Welfare (articolo 2). Delega al Governo per la  riorganizzazione di alcuni enti o società vigilati dal Welfare e per la  ridefinizione del rapporto di controllo del dicastero di Via Veneto. La  delega dovrà essere esercitata entro un anno. L’intervento riguarda, in  particolare, l’Istituto superiore di sanità, l’Agenzia nazionale per i  servizi sanitari regionali, l’Istituto superiore per la prevenzione e la  sicurezza del lavoro, gli Istituti zooprofilattici sperimentali, la  Croce rossa italiana, la Lega italiana per la lotta contro i tumori,  l’Agenzia italiana del farmaco, l’Istituto per lo sviluppo della  formazione professionale dei lavoratori, l’Istituto per gli affari  sociali e Italia Lavoro Spa. Viene demandato a regolamenti governativi  il riordino degli organi collegiali e degli altri organismi istituiti,  con legge o con regolamento, nell’amministrazione centrale della salute.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ritenute previdenziali (articolo 39). Si  stabilisce che l’omesso versamento, nelle forme e nei termini di legge,  delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal committente  sui compensi dei lavoratori a progetto e dei titolari di collaborazioni  coordinate e continuative iscritti alla gestione separata configuri le  ipotesi di reato previste dall’articolo 2 della legge 638/1983  (reclusione fino a 3 anni e multa fino a 2 milioni di vecchie lire).&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Trattamento dati personali effettuato da  soggetti pubblici (articolo 14). Si prevede che le notizie concernenti  lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto a una funzione  pubblica e la relativa valutazione siano rese accessibili  dall’amministrazione di appartenenza. Non sono invece comunicabili, se  non nei casi previsti dalla legge, le notizie concernenti la natura  delle infermità e degli impedimenti personali o familiari che causino  l’astensione dal lavoro, nonché le componenti della valutazione o le  notizie concernenti il rapporto di lavoro tra il predetto dipendente e  l’amministrazione, idonee a rivelare informazioni sensibili.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Università (articoli da 8 a 12).  Arrivano una serie di norme che interessano gli atenei. Intanto, si  prevede che l’elettorato passivo è esteso, anche, ai professori di  seconda fascia nel caso di mancato raggiungimento per 2 votazioni del  quorum previsto per l’elezione. Niente turn over, poi, per gli istituti  di istruzione universitaria a ordinamento speciale e nelle procedure di  valutazione comparativa per il reclutamento dei ricercatori, si  chiarisce che la valutazione comparativa è effettuata sulla base dei  titoli e delle pubblicazioni dei candidati, ivi compresa la tesi di  dottorato, discussi pubblicamente con la commissione. Vengono abrogate,  poi, alcune norme concernenti le valutazioni comparative dei docenti  universitari e in caso di trasferimento dei ricercatori in servizio  presso la Scuola superiore dell’economia e delle finanze alle università  statali, la citata Scuola trasferisce all’università interessata le  risorse finanziarie per la corresponsione del trattamento retributivo  del ricercatore trasferito.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-6667149988635904953?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/6667149988635904953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=6667149988635904953' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6667149988635904953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6667149988635904953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/03/lavoravamo.html' title='lavoravamo'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5pYeXvsVTI/AAAAAAAAAbs/kZkTs-jODy4/s72-c/lavoro_precario.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-431527787426089086</id><published>2010-03-10T14:45:00.000-08:00</published><updated>2010-03-10T14:50:02.519-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='qui nordest'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='no dal molin'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='razzismo'/><title type='text'>padroni e padroncini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span class="grey"&gt;&lt;b&gt;TRISTE Nordest&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5giAtARzuI/AAAAAAAAAbk/zykvmj2b8r8/s1600-h/pioggia_8709.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 273px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5giAtARzuI/AAAAAAAAAbk/zykvmj2b8r8/s400/pioggia_8709.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447141144780721890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Emilio Franzina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il manifesto - 9-3-2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="grey-l"&gt;Diversi libri recenti, tra cui la  raccolta di incontri Il Veneto che amiamo curata da Goffredo Fofi e il  saggio autobiografico di Gian Mario Villalta Padroni a casa nostra,  descrivono e analizzano la catastrofe culturale di una regione  oscillante tra paura retrospettiva della miseria e ricadute di un  progetto politico di ispirazione autoritaria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;           Spie di un sistema che secondo alcuni opprimerebbe prima di  tutto i piccoli imprenditori, i suicidi - ormai quasi seriali in Veneto -  di artigiani e padroncini messi alle strette dalla crisi pongono, anche  a chi guardi dall'esterno a questa regione, problemi di non poco conto.  Tra gli ultimi a togliersi la vita, angosciato per non poter pagare i  propri operai, è stato, sul finire di febbraio, il titolare di una ditta  subfornitrice di Noventa Vicentina impegnata in lavori edilizi presso  la prima base americana di Vicenza (Caserma Ederle). Sulla bara di Paolo  Trivellin, il segretario generale della Fillea Cgil Toni Toniolo ha  speso parole di cordoglio e di stima, sottolineando come quegli operai  per i quali era così disperato fossero ormai, nella quasi totalità,  immigrati marocchini, albanesi e serbi attualmente a rischio di perdere  non solo il posto di lavoro «ma anche il permesso di soggiorno e tutte  le indennità previste dall'Inps».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un processo  particolare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;L'impennata dei suicidi «imprenditoriali» a  Padova e a Vicenza - tra la fine di dicembre 2009 e i primi di marzo di  quest'anno ormai una quindicina - dice molte più cose sul Veneto dei  giorni nostri di quante non ne abbiano saputo o voluto scrivere tanti  osservatori e intellettuali impegnati. Forse sarà eccessivo pensare che  le reazioni suscitate dal luttuoso fenomeno siano state sin qui, come ha  scritto Cristina Giudici sul «Foglio» - in un articolo per niente  banale (Morire d'impresa a Nordest, 9 febbraio 2010) - soprattutto «di  sconcerto e di silenzio». Tuttavia è vero che il male del nordest, per  parafrasare il titolo di uno dei molti libri di Ilvo Diamanti, sta  facendo affiorare il «lato oscuro dell'etica imprenditoriale» veneta, in  una regione divenuta inopinatamente patria dell'ottimismo economico a  oltranza ma riscopertasi vulnerabile quasi all'improvviso, come quasi  all'improvviso si era ritrovata ricca e affluente dopo secoli di stenti,  miserie, migrazioni.&lt;br /&gt;Che in generale sia così, non c'è dubbio,  anche se bisognerebbe precisare che il Veneto dell'ultimo boom di fine  secolo ventesimo non usciva da una storia fatta solo di guai, bensì da  un processo evolutivo assai particolare. Durante oltre due secoli esso  aveva messo in luce le capacità produttive di un'area in cui la moderna  industria aveva piantato robuste radici appunto sin da metà '700 e dove  sviluppo e arretratezza convivevano all'insegna di visioni familiari e  comunitarie tendenzialmente condivise e quasi sempre benedette, fin che  durò, dall'egemonia «buona» della Chiesa cattolica e del suo clero in  cura d'anime.&lt;br /&gt;Lo stesso slancio assunto, su vastissima scala a fine  '900, dalle famose imprese medie e piccole, affondando le proprie radici  in contesti precisi e più vicini (ad esempio le leggi speciali di  sostegno alle aree depresse varate dalla Dc, oppure, per il Friuli, i  finanziamenti alla ricostruzione dopo il terremoto del 1976), lasciava  intendere che dietro a certi successi c'era qualcosa di più del caso o  dell'intraprendenza dei soliti capitani d'industria. E poi molti di  costoro uscivano dalle file di una classe operaia dotata d'una propria  cultura del lavoro e, almeno in origine, di visioni della realtà che in  gran parte contrastano con le vedute, disumane e razziste, politicamente  diventate via via maggioritarie, della Lega (al suo nascere non a caso  Liga Veneta) e nelle quali sarebbero sempre da distinguere, quindi, gli  elementi positivi da quelli inaccettabili. Son essi, nondimeno, che  hanno finito per prevalere sino a stravolgere l'immagine di un'ampia  area definita, anche attraverso il cliché del «fare» spinto al  parossismo, terra d'elezione delle principali trasformazioni (in peggio)  dell'Italia berlusconiana.&lt;br /&gt;E se qualcuno a buon diritto ha notato  che sarebbe ora di riflettere su Berlusconi passato alla storia - come  recita il titolo di un recente libriccino di Antonio Gibelli uscito da  Donzelli (pp. 122, euro 12,50) - a maggior ragione si dovrebbe reclamare  l'avvento di una vera ricerca storica sul fenomeno leghista alla cui  analisi, sin qui, han provveduto invece, con i loro strumenti,  soprattutto sociologi e giornalisti. Ma dai pur utili volumi di costoro,  buon ultimo il libro, introdotto da Ilvo Diamanti, di Francesco Jori  (Dalla Liga alla Lega. Storia, movimenti protagonisti, Marsilio, pp,  157, euro 16), il passaggio alla ricostruzione storica vera e propria  appare assai difficile e comunque ancora di là da venire.&lt;br /&gt;A parte il  fatto che la storia, intesa come ricerca, non gode oggi di buona salute  - visto che nonostante l'ottimo livello qualitativo e quantitativo  della sua produzione in generale, essa appare ovunque surclassata dalle  narrazioni «fai da te» dei più diversi (e sovente strampalati) soggetti -  restano sullo sfondo troppi equivoci, troppi «non detti» e insomma  troppe questioni contraddittorie di cui proprio la vicenda dei suicidi  «imprenditoriali» documenta la rilevanza.Protagoniste, ora, persone  senz'altro incapaci, come ha ben detto la Giudici, «di accettare la  gogna sociale del fallimento» preferendole il «salto nell'abisso», ma  anche persone «che non temevano tanto il licenziamento, quanto il dover  licenziare»: non meno meritevoli, dunque, di essere prese e tenute, per  ciò, in considerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Feticci rivitalizzati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;In  attesa della storia che verrà (se verrà) e di cui conosciamo il tragico  risvolto di massa dei disoccupati e dei cassintegrati (o dei precari e  dei senza lavoro cronici) che si issano oggi, sempre più numerosi, sui  tetti dei cantieri, verrebbe voglia di invocare il conforto per lo meno  della letteratura. Chissà cosa se ne potrebbe ricavare, solo pensando  che, di fronte a un episodio riportato dalle cronache mentre scrivo, e  relativo al suicidio di un magazziniere di 46 anni (Pordenone. Padre di  tre figlie perde il lavoro in fabbrica e si uccide, «Il Gazzettino», 3  marzo 2010), tra i commenti se ne trova uno così concepito: «Il motivo  va ricercato nel fatto che siamo razzisti all'incontrario. Non ho ancora  letto da nessuna parte di un negro che si impicca perché ha perso il  lavoro. Comunque sono sicuro che se ciò dovesse verificarsi sindacati,  caritas, cardinali, il papa, Casini, Napolitano... tutti a gridare al  povero negro venuto in Italia per lavorare e rimasto senza lavoro.  Indetta subito una colletta per aiutare le cinque mogli e i 25 figli.  Del 'povero negro italiano' non gliene frega a nessuno».&lt;br /&gt;Per il  momento, en attendant il risveglio della storiografia, un ipotetico e  bravo romanziere, a partire da parole come queste, certo deliranti ma  per nulla inusuali nel lessico leghista, potrebbe narrare una storia che  tien dentro di tutto: la paura dell'altro, il conseguente «bisogno di  sicurezza» ad ogni costo, la rivendicazione «nazionalista» della  precedenza dei veneti sui «foresti», i suoi fondamenti cercati nei miti  del sangue e della razza (Piave), la tutela a oltranza di una becera  «ideologia nostrana» e del diritto di evadere in grande stile le tasse,  ma poi anche la domanda di maggiore equità nella ripartizione dei  proventi fiscali, la tutela - dopo decenni di misfatti gestiti peraltro  in proprio - dell'ambiente, l'affermazione della irrinunciabilità, ancor  più che del federalismo, delle autonomie locali e altro ancora. Forse i  dettagli più urgenti da raccontare dovrebbero riguardare il razzismo,  l'intolleranza e l'ignoranza con cui le popolazioni hanno cominciato ad  avere una dimestichezza crescente perché avallata a livello  «istituzionale» da coloro stessi che, soprattutto in quota Lega, esse  hanno più volte eletto mandandoli a rappresentare in Parlamento quello  spicchio di mondo chiamato Venetorum angolus e, più recentemente,  Nordest.&lt;br /&gt;Con riguardo alla dimensione culturale del retrobottega  leghista e degli scenari in cui esso ha saputo imporsi con tanto  successo manca però, tolte poche eccezioni, la voce degli scrittori  ovvero lo sguardo di qualcuno che sia riuscito a leggere a fondo, per  poi «raccontarcelo», nel groviglio complesso delle motivazioni che hanno  condotto all'ascesa vertiginosa (e all'attuale crisi) del mito del  Nordest. Già sulla parola non esiste più, d'altronde, un accordo  assoluto. Nata nel 1919 dalle riflessioni ottimistiche di un poeta  dialettale come il polesano Gino Piva, l'idea di Nordest non a caso  torna a far spazio, oggi, alla rivitalizzazione di un feticcio,  terminologico ma anche identitario, degli anni in cui la Liga muoveva i  suoi primi passi accudita dal «Gazzettino» di Giorgio Lago e dalle  aperture, che durano tuttora, di intellettuali pasoliniani e  cattolicheggianti come Ferdinando Camon.&lt;br /&gt;Secondo Luca Zaia, ministro  berlusconiano e prossimo «governatore» sulle lagune, esisterebbe  infatti solo il «modello veneto». E poco conta che in tanti ne abbiano  ormai smontato il paradigma fuorviante (ad esempio gli autori del libro  Il modello veneto fra storia e futuro, Il Poligrafo 2008). Ciò che  importa è la lettura semplificata di una realtà regionale a produrre la  quale, nella sua ultima versione, la Liga veneta (virata in comparto  della bossiana Lega Nord) ha contribuito in maniera decisiva piantando  tende e insegne a Roma ladrona almeno da una decina d'anni.&lt;br /&gt;Questo è  il dato, squisitamente politico e innegabile, ma neutralizzato dal  persistere di una serie di fatti difficili da contestare su cui  riferisce Luca Ricolfi in un saggio sulla giustizia territoriale a  proposito dei cinquanta miliardi in uscita dal Settentrione (Il sacco  del Nord, Guerini e Associati, pp. 271, euro 23,50). Ciò che appunto,  più di tanto, non traspare nei pochi tentativi compiuti dagli scrittori  del Veneto contemporaneo per descrivere le vere ragioni ovvero i pro e i  contro di una situazione ormai provvista di un suo proprio carattere.&lt;br /&gt;Gian  Mario Villalta, direttore del Festival del libro di Pordenone, ma  soprattutto insegnante di liceo nella Treviso dello sceriffo Gentilini,  ci ha provato con un saggio autobiografico volto a far comprendere  perché, secondo lui, «a Nordest siamo tutti antipatici» (Padroni a casa  nostra, Mondadori , pp. 147, euro 16,50): tra le molte altre cose  «perché vediamo oramai tutte le azioni, i discorsi, le promesse come se  avessero il cartellino del prezzo, oggetti nel grande supermercato della  comunicazione». Vero, ma valido, si direbbe, anche per tante altre  parti d'Italia dove la Lega e il leghismo non imperversano. Per rimanere  infatti al Veneto si pensi al quadro contraddittorio prospettato dal  caso veronese, dove, a fronte dello straripare del sindaco Tosi e dei  suoi uomini messi alla guida della «città dell'amore» da due terzi  dell'elettorato locale, persistono isole assai corpose di volontariato  oppure - e anche meglio - a quello vicentino, in cui a far da  contraltare alla matrice tuttora in prevalenza provinciale della presa  leghista ferve da cinque anni la battaglia contro la base americana al  Dal Molin.&lt;br /&gt;Leggendo i Quindicimila passi e ancor più Il Ponte (un  crollo) di Vitaliano Trevisan, romanziere anomalo che ce l'ha su col  mondo intero ma in particolare con i suoi concittadini di Vicenza,  meglio se padroni e padroncini, si colgono certo molti segnali del  generico malessere che pervade da anni l'intero corpo sociale della  regione additati qua e là anche da altri scrittori come Tiziano Scarpa o  Massimo Carlotto, ma il Veneto oggi dominato dalla «peste leghista» e  da una «paura retrospettiva della miseria» emerge alla fin fine con  chiarezza quasi solo nelle penetranti parole di poeti sul tipo di Andrea  Zanzotto e di Fernando Bandini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Progetti tribali e  autoritari&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Le idee sul Veneto del primo, consegnate sia  alle pagine di una lunga conversazione con Marzio Breda (In questo  progresso scorsoio, Garzanti, pp. 147, euro 13) sia a uno scambio di  battute con Gad Lerner di cui egli fu ospite all'Infedele (e che  scatenarono l'ira funesta dell'allora Doge Galan), ritornano più o meno  invariate nei colloqui promossi da Goffredo Fofi tra il poeta di Pieve  di Soligo, Bandini e, prima che morissero, Mario Rigoni Stern e Luigi  Meneghello e alcuni intervistatori d'eccezione. Chi vorrà leggere il  prezioso dossier intitolato da Fofi Il Veneto che amiamo (Edizioni  dell'Asino 2009) troverà una prima risposta all'impasse storiografica di  cui si è detto e potrà misurare intanto alcuni dei fattori che hanno  condotto alla catastrofe culturale (e poi persino linguistica) del  Veneto leghista, dentro al quale si colloca la vicenda che più di tutte  forse smentisce l'anelito autonomistico dei «padroni in casa propria»,  ossia, per dirla con Bandini, «l'in-più» generato a Vicenza, con il Dal  Molin degli americani, da una sorta di stupro della città trasformata da  costoro in un luogo fortificato sul genere di quelli che amava  progettare Federico II. Sintesi e acme di una cementificazione  perseguita a suo tempo da quasi tutti gli amministratori veneti (prima  democristiani e poi leghisti), lo stravolgimento di un futuro  urbanistico calato nei più foschi scenari di guerra si converte per  iniziativa (non unica) dell'alleato statunitense in minaccia permanente  portata agli equilibri paesaggistici, artistici e ambientali, e alle  stesse tradizioni locali. Le quali, al di là della rincorsa agli schei,  della chiusura verso l'esterno e dell'anatema rituale contro gli  immigrati, contemplano supporti politici di lunga durata. Fra essi,  visto che la Lega è divenuta il più longevo dei partiti esistenti in  Italia, vale la pena di ricordare quello che si conferma oggi come il  contrassegno nella pratica politica del più deprecabile «progetto  tribale e autoritario» dei tempi nostri: il ferreo controllo di un  territorio che rischia di perdere i contatti forse non con tutta la  propria storia, ma con la parte migliore della propria anima.           &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-431527787426089086?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/431527787426089086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=431527787426089086' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/431527787426089086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/431527787426089086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/03/padroni-e-padroncini.html' title='padroni e padroncini'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5giAtARzuI/AAAAAAAAAbk/zykvmj2b8r8/s72-c/pioggia_8709.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-6066869704780106236</id><published>2010-03-09T09:03:00.000-08:00</published><updated>2010-03-09T09:06:39.350-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>a sud</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perchè i media su Cuba continuano ad essere scorretti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5Z_5De-iFI/AAAAAAAAAbc/Ztlmqrjf0tY/s1600-h/cuba_raul_castro_BM_588325g.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; 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Presunte forze dell’ordine che, in quelle giornate infauste del G8 di Genova, repressero a sangue alla scuola Diaz e frantumarono le ossa di molti ragazzi inermi colpevoli solo di aver sfilato e protestato contro la logica spietata del neoliberismo.&lt;br /&gt;Mi soffermo su questo dettaglio non banale perchè giovedì 25 febbario questa sconcertante pagina della vita italiana avrebbe dovuto condividere, sui nostri media, lo spazio con il racconto della tragica fine di Orlando Tamayo Zapata, ma un solo giornale del mio paese, Il Manifesto, ha avuto la sensibilità e sentito il dovere di non dimenticare questo obbligo.&lt;br /&gt;Il problema, antico, sta nell’onestà dell’informazione su Cuba e su tutti i paesi non convenienti per la loro politica agli interessi degli Stati Uniti e dell’Occidente.&lt;br /&gt;Così, ancora una volta, non si è voluto spiegare, ricordare, da cosa nasce un caso come quello di Orlando Tamayo Zapata, che non era propriamente un dissidente, ma un cittadino da anni con qualche problema con la giustizia che è diventato via, via insofferente alla condizione carceraria fino ad accumulare diverse altre condanne.&lt;br /&gt;Zapata, in prigione, si è accostato alle idee de las Damas en blanco che rappresentano una delle anime più ambigue della sparuta dissidenza cubana.&lt;br /&gt;Il cattivo della storia è stato indicato però solo nel repressivo Stato cubano, anche se è noto fin dai tempi del Presidente Usa Ronald Reagan che molte di queste associazioni controrivoluzionarie sono sovvenzionate da gruppi terroristici di Miami tese a mettere in atto una “strategia della tensione” continua nell’isola, perfino a discapito dell’opposizione possibile e seria alla Rivoluzione stessa, molte volte confusa e lacerata da questo assedio senza fine.&lt;br /&gt;Per fare un esempio, tutti i giornalisti seri che hanno voglia di conoscere quello che succede e non quello che fa piacere al Dipartimento di Stato nordamericano, sanno (è facile trovarne testimonianza nella rete) che recentemente, in un processo che si svolgeva in Florida, Santiago Alvarez, un vecchio terrorista al soldo della CIA, come Posada Carrlies e Orlando Bosh, ha ammesso di essere uno dei sovvenzionatori de las Damas en blanco, alla cui leader, Marta Roque, faceva arrivare mensilmente un congruo malloppo di dollari. Essendo stato sorpreso con un’automobile piena di armi ed esplosivo si è scusato dicendo che quella “santabarbara” serviva per mettere in atto alcuni attentati a Cuba, ma ha anche rivelato che, per non interrompere questo flusso di denaro, Michael Parmly, ex responsabile dell’Ufficio di interessi degli Stati Uniti all’Avana, si era offerto di anticipare in prima persona il vitalizio alle “Dame in bianco”, in attesa che, proprio Santiago Alvarez, potesse farlo di nuovo personalmente. Una mossa generosa, anche se azzardata diplomaticamente, considerato che Santiago Alvarez è stato condannato a una pena di 4 anni, poi ridotta a 30 mesi.&lt;br /&gt;Perchè, verificati questi antefatti, uno non dovrebbe dubitare del tipo di democrazia che gli Stati Uniti, da cinquant’anni, vorrebbero imporre a Cuba, incuranti delle vittime che, come Orlando Tamayo Zapata, queste strategie producono?&lt;br /&gt;Nel 2003, per chi se lo fosse dimenticato, il governo di Bush Jr tentò la spallata finale alla Revolucion. Ci furono tre dirottamenti aerei nel giro di due settimane e un tentativo di sequestro del ferry boat di Regla, tentato, coltelli alla gola dei turisti, da un gruppo di presunti oppositori che volevano andarsene a Miami.&lt;br /&gt;Tre dei protagonisti di questo tentato sequestro furono condannati alla pena capitale. Una sentenza estrema che interruppe la moratoria sulla pena di morte che la Revolucion rispettava da anni e che ha ripreso a rispettare dopo quella drammatica emergenza che mise in pericolo la sopravvivenza stessa della Rivoluzione.&lt;br /&gt;Ci furono anche settantacinque arresti di persone accusate di eversione. Cinquantatre sono ancora in carcere adesso.&lt;br /&gt;Di questa dura intransigenza è sicuramente responsabile il governo dell’Avana, come lo è quello di Washington per le centinaia di scomparsi dovuti alle leggi antiterrorismo varate da Bush jr dopo l’11 settembre, e di cui riviste prestigiose, come The Nation, hanno chiesto più volte ragione allo stesso Bush senza ottenerla. Inoltre il governo degli Stati Uniti, ora diretto da Barack Obama, quando finirà di tenere in piedi questo stato d’assedio a Cuba che non ha nessuna giustificazione nè politica nè morale?&lt;br /&gt;E quando il governo nordamericano la finirà di stanziare fondi (140 milioni di dollari nel 2008, 55 milioni nel 2009, malgrado la crisi economica) per favorire l’eversione a Cuba, violando il diritto di autodeterminazione di un poplo? Pierluigi Battista, sul Corriere della Sera, si è recentemente stupito per il fatto che l’informazione che conta non affonda la sua critica più di tanto quando parla di Cuba, ma lo fa, invece, quando condanna per esempio le repressioni della giunta militare birmana.&lt;br /&gt;Io non so quale sia l’etica di Pigi Battista, ma so qual’è il prestigio sociale di cui gode Cuba presso tutti gli organismi internazionali e non ho mai sentito parlare di medici birmani che salvano la vita a poveri esseri umani del sud del mondo, dall’Africa all’Himalaya, ad Haiti, come fanno, invece, settantamila dottori cubani.&lt;br /&gt;Ci vuole stomaco per sostenere certi argomenti, specie dopo aver magari dimenticato di scrivere anche solo una riflessione sull’ultimo massacro di civili  in Afghanistan, compiuto il 22 febbraio nella provincia di Uruzgan da un elicottero Usa. Trentatrè vittime, tra cui donne e bambini, che tentavano di scampare dall’offensiva sferrata dalle truppe dell’Alleanza Atlantica contro i talebani, in teoria proprio per “proteggere” i civili. E ci vuole vero cinismo se magari, come ha fatto Battista, non si è spesa nemmeno una parola di sdegno per l’assassinio su commissione di uno dei fondatori di Hamas, Mahmoud Al- Mabouh, compiuto in un albergo di Dubai il 20 gennaio da un drappello di una decina di 007 israeliani che, per superare i controlli, hanno usato passaporti e carte di credito di cittadini europei, dopo averli rubati e clonati, tanto da suscitare “inquietudine e preoccupazione” da parte dell’Unione Europea.&lt;br /&gt;Importante, per il Corriere della Sera, è stato solo deprecare l’immobilismo della Cuba di Raul Castro, che continua ad essere uguale a se stessa.&lt;br /&gt;E’ singolare, però, che pochi si siano accorti come in questo caso siano gli Stati Uniti, invece, a non aver saputo cambiare politica, come ci si attendeva. Obama ha firmato il rinnovo di un anno dell’embrago a Cuba e il suo apparato, evidentmente prigioniero ancora delle logiche di Bush Jr, ha inserito, senza pudore, l’isola della Revolucion nell’elenco delle nazioni terroriste, nonostante abbia avuto tremila vittime per gli attentati organizzati in Florida e messi in atto nell’isola.&lt;br /&gt;Un atteggiamento schizofrenico, che permette a Raul Castro di ricordare che a Cuba non è mai stato assassinato nessuno nè, come ammette la stessa Amnesty International, torturato qualcuno o siano state praticate esecuzioni extragiudiziali. “A Cuba –ha sottolineato- si è torturato, però nella base navale nordamericana di Guantanamo, e non nel territorio governato dalla Rivoluzione”.&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-6066869704780106236?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/6066869704780106236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=6066869704780106236' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6066869704780106236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6066869704780106236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/03/perche-i-media-su-cuba-continuano-ad.html' title='a sud'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5Z_5De-iFI/AAAAAAAAAbc/Ztlmqrjf0tY/s72-c/cuba_raul_castro_BM_588325g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-8866826326497679798</id><published>2010-03-09T06:19:00.000-08:00</published><updated>2010-03-09T06:26:05.414-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><title type='text'>contro il regime</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Arial;"&gt; &lt;div&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;I fatti e le loro  responsabilità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;comunicato della Rete dei  Comunisti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5ZaXSW2zPI/AAAAAAAAAbU/ljWv75OSwmE/s1600-h/regime.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 292px; height: 292px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5ZaXSW2zPI/AAAAAAAAAbU/ljWv75OSwmE/s400/regime.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446640155462388978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;   &lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0pt; color: rgb(0, 0, 0);font-family:verdana;" class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; color: rgb(0, 0, 0);" class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/p&gt;   &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il TAR del Lazio ha deliberato che la lista del PdL alle  elezioni regionali non poteva essere ammessa perché la sua presentazione era  stata irregolare. La decisione del TAR smantella così la porcata del decreto  interpretativo messo in piedi d’urgenza dal governo e l’avallo dato ad un  decreto incostituzionale dal presidente della repubblica Napolitano.  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I fatti erano e - come vediamo -  restano semplici. Il problema sono le responsabilità e le loro conseguenze  sull’insieme dell’assetto sociale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;1.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; In primo luogo ci  sono le responsabilità di una maggioranza di governo attraversata da  contraddizioni interne crescenti che si sono rivelate tali in due regioni chiave  come il Lazio e la Lombardia. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ci  sono poi le responsabilità del Presidente della Repubblica Napolitano  che si è prestato ad una operazione di legittimazione di una spregiudicata  operazione politico-istituzionale da parte del governo firmando un decreto che  entra in collisione con criteri fondamentali dell’assetto democratico e  costituzionale di un paese. Strettamente connesse ad essa ci sono le  responsabilità del PD che ad ogni occasione di crisi dell’esecutivo si allinea  ai diktat dei poteri forti ed offre sistematicamente una ciambella di  salvataggio per assicurare comunque la stabilità, anche a scapito delle regole  democratiche. Sono sufficienti due editoriali del Corriere della Sera per vedere  il PD mostrare immediatamente “disponibilità alla mediazione”o “senso di  responsabilità” verso Berlusconi e prendere le distanze da ogni critica al  Presidente della Repubblica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;2.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; L’emergenza  democratica si manifesta in questi giorni in tutte le sue articolazioni: sia  mostrando il carattere eversivo delle classi dominanti espresse dall’attuale  governo sia rivelando la complicità delle istituzioni e delle istanze politiche  del centro-sinistra con la gabbia bipolarista che intende eliminare ogni rischio  di instabilità – anche schiacciando regole democratiche consolidate – e  assicurare con ogni mezzo , anche quelli più impresentabili, la governabilità  del sistema.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;3.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Ma se il decreto  salvaliste del governo e l’avallo del Presidente della Repubblica si configurano  come uno strappo costituzionale, appare altrettanto grave l’attacco ai diritti  fondamentali dei lavoratori come l’art.18 aggirato dal disegno di legge  governativo approvato dal Senato nel più totale silenzio e inerzia bipartizan da  &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;parte di partiti  dell’opposizione(PD, IdV, UdC).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’eventuale firma del Presidente Napolitano a questa  legge, confermerebbe che l’avallo presidenziale al decreto salvaliste non è  stata una eccezione dettata da preoccupazioni straordinarie ma una norma che  introduce nel nostro paese un dualismo giuridico, politico, istituzionale,  sociale. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le leggi e le garanzie  costituzionali hanno valore generale quando consentono di colpire i lavoratori e  i diritti sociali ma non valgono per tutti allo stesso modo se in gioco ci sono  gli interessi dei poteri forti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;4.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Le mobilitazioni  di questi giorni contro il decreto anticostituzionale, fanno seguito a mesi di  iniziative contro le leggi &lt;i style=""&gt;ad  personam&lt;/i&gt; a favore di Berlusconi o contro i fenomeni dilaganti di corruzione  e di legittimazione al potere delle holding dell’economia criminale. C’è un  settore minoritario ma non irrilevante della società che non intende accettare  una capitolazione bipartizan di fronte a tutto questo. Queste mobilitazioni, se  offrono una alternativa alla continua resa del PD, continuano però a rimuovere  completamente la dimensione sociale dell’emergenza democratica, continuano a  veicolare un dogma della legalità che dentro la società entra sempre più spesso  in contraddizione con la giustizia sociale, a tenere fuori dai propri appelli e  interlocuzioni i lavoratori e i settori popolari privati della loro  rappresentanza politica e resi vulnerabili all’egemonia delle forze reazionarie  e del berlusconismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I movimenti di opinione che si battono contro Berlusconi  e il suo sistema di potere rischiano di regalargli interi settori della società,  né più né meno di quanto ha fatto il PD in questi anni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;5.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Le forze della  sinistra devono mettere fine ad ogni subalternità nella battaglia sull’emergenza  democratica e svolgere la propria funzione di soggetto attivo e mobilitante in  piena autonomia. Insistere sul terreno dell’antiberlusconismo significa  individuare solo una parte dell’emergenza democratica e&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;compromettere una reale indipendenza  politica della sinistra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non si può non denunciare la complicità del Presidente  della Repubblica quando questi avalla provvedimenti incostituzionali o  antisociali. Non va consentito in alcun modo che le emergenze sociali (dal  lavoro al reddito, dalla casa alle privatizzazioni dei servizi) vengano rimosse  dall’agenda politica dell’opposizione al governo e rese quasi estranee alla  questione democratica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E’ venuto il tempo di affermare che oggi il “meno peggio  è nemico del bene” e che il governo dei migliori di Montezemolo sarebbe meno  orrido sul piano dell’immagine istituzionale ma non sarebbe diverso da quello  attuale sul piano degli interessi sociali prioritari. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Non diamo tregua al governo dei poteri  forti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Non facciamo sconti alla Presidenza della  Repubblica&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Nessuna subalternità verso chi intende separare  la battaglia democratica dalla giustizia  sociale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;9  marzo  2010&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;em&gt;La Rete dei  Comunisti&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-8866826326497679798?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/8866826326497679798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=8866826326497679798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/8866826326497679798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/8866826326497679798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/03/cpntro-il-regime.html' title='contro il regime'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S5ZaXSW2zPI/AAAAAAAAAbU/ljWv75OSwmE/s72-c/regime.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-6506125018638766994</id><published>2010-01-28T13:26:00.000-08:00</published><updated>2010-01-28T13:28:56.191-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='qui nordest'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vaticanate'/><title type='text'>No ai sacerdoti assunti negli ospedali veneti!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S2IBLAfExNI/AAAAAAAAAbM/bUbt8wZT_yc/s1600-h/raccoltafirmepreti-page001.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 282px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S2IBLAfExNI/AAAAAAAAAbM/bUbt8wZT_yc/s400/raccoltafirmepreti-page001.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431905389182764242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;clicca sull'immagine per ingrandire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-6506125018638766994?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/6506125018638766994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=6506125018638766994' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6506125018638766994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6506125018638766994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/01/no-ai-sacerdoti-assunti-negli-ospedali.html' title='No ai sacerdoti assunti negli ospedali veneti!'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S2IBLAfExNI/AAAAAAAAAbM/bUbt8wZT_yc/s72-c/raccoltafirmepreti-page001.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-7582131586360694572</id><published>2010-01-18T14:50:00.000-08:00</published><updated>2010-01-18T14:58:21.479-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='qui nordest'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vaticanate'/><title type='text'>nordestra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Sacerdoti assunti negli ospedali veneti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S1Tm7YjBpxI/AAAAAAAAAbE/DoJ2i6DCFvk/s1600-h/The_Priest_by_aznprincess548.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 297px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S1Tm7YjBpxI/AAAAAAAAAbE/DoJ2i6DCFvk/s400/The_Priest_by_aznprincess548.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428217358764320530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Michela Nicolussi Moro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Corriere del Veneto - 25-11-2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;VENEZIA &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;-&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: normal;"&gt;C’era una volta il cappella­no dell’ospedale, che girava per le stanze a offrire supporto spirituale ai malati, in osse­quio al precetto evangelico dell’assistenza agli infermi. E non per denaro. Ma nel Ve­neto bianco e offeso dalla sentenza della Corte europea che ha bandito il crocefisso dalle scuole, quella è una figura superata. Oggi la Regione «regolarizza gli assistenti religiosi» sottoscrivendo un protocollo d’intesa con le Diocesi venete che obbliga Usl, Aziende ospedaliere e tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e priva­te accreditate ad assumere i sacerdoti (dio­cesani e religiosi) con lo stesso contratto degli infermieri. Recita infatti l’accordo deliberato in giunta all’unanimità e a breve firmato dal governatore Giancarlo Galan e dal Patriar­ca di Venezia Angelo Scola: «La Regione Ve­neto, considerando che l’assistenza religio­sa concorre al miglioramento dei servizi erogati dalle aziende sanitarie e al processo terapeutico dell’ammalato, si impegna a fa­vorirne la presenza nelle strutture sanita­rie ». Il protocollo sottolinea che gli assisten­ti religiosi godranno di inquadramento, trattamento economico e scatti di anziani­tà previsti dal contratto collettivo naziona­le di lavoro per il comparto sanità, in parti­colare per il personale di categoria D, cioè gli infermieri laureati (stipendio base di 1500 euro netti al mese). I preti saranno as­sunti dalle aziende sanitarie, ma su designa­zione dell’Ordinario diocesano, con contrat­to di durata indeterminata, a tempo pieno o parziale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Le regole&lt;/span&gt; Insomma i religiosi verranno pagati dal­le Usl, che passeranno loro anche alloggio gratuito e «adeguatamente arredato», men­sa, uffici oltre a chiesette e cappelle (mante­nimento e manutenzione sono sempre a ca­rico dell’«ente gestore»), ma obbediranno solo alla Chiesa. Dalla quale saranno nomi­nati e, in caso, licenziati. Per di più, raggiun­ta l’età della pensione, potranno «rimanere in servizio in regime di convenzione». Fin qui l’aspetto economico. Quello ope­rativo non è da meno. Il protocollo li auto­rizza a entrare nell’attività ospedaliera, pro­muovendo iniziative «di sostegno al pro­cesso terapeutico» del malato, contribuen­do alla formazione del personale in te­ma di umanizzazione, partecipando ai Comitati etici, ai corsi di forma­zione aperti al personale del comparto e organizzando ope­re di volontariato. Ai sacerdo­ti sono inoltre garantiti «l’accesso alle strut­ture di ricovero o assistenza senza alcuna limitazione» e orari flessibili, con l’unico obbligo di assicurare la reperibilità anche di notte. Verranno infine affiancati da dia­coni, religiose e laici, loro sì volontari. Il tutto per un’operazione che alla Regio­ne costerà, per ora, 2 milioni di euro. «In un momento storico nel quale l’Europa consente a qualche professore di gettare nel cestino il crocefisso, abbiamo ritenuto utile offrire alla nostra gente un servizio prezioso — dice l’assessore alla Sanità, San­dro Sandri —. Per un malato può essere di conforto la presenza di una figura religiosa capace di portare serenità e una parola di speranza». Naturalmente, precisa il proto­collo, «nel rispetto della volontà e della li­bertà di coscienza di ciascuno». &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span&gt;Le reazioni &lt;/span&gt; Se le Diocesi «esprimono vivo apprezza­mento per l’importante accordo», perchè «riconosce e regola il prezioso servizio di assistenza spirituale che sta a cuore alle Chiese del Veneto e le spinge ogni giorno a dare il proprio contribu­to alla vita buona di questa re­gione », le Usl restano sor­prese («Non ne sapeva­mo niente ») e i sindaca­ti protestano. «Visto che ai sacerdoti ver­rà applicato un contratto che abbiamo fir­mato noi, la Regione poteva anche consul­tarci — dice Cristina Bastianello, Cgil Vene­to —. Bisogna vigilare affinchè non ci sia ingerenza ideologica della Chiesa nell’attivi­tà terapeutica». «Strutturare quella che do­vrebbe essere la normale attività di aposto­lato significa sovvenzionare la Chiesa, met­tendo i preti a carico dello Stato — osserva Pietro Levorato, Uil Fpl Veneto —. E’ scor­retto equipararli agli infermieri, a differen­za loro assunti per concorso e soggetti ai controlli della legge Brunetta, ed è inconce­pibile pagarli con i soldi di tutti i cittadini. Anche di quelli laici o di altre confessioni, che a questo punto avebbero diritto ad ave­re i loro ministri di culto in corsia. La pre­senza dei religiosi ostacolerà inoltre l’abor­to, la somministrazione della pillola del giorno dopo, importanti decisioni su pa­zienti in stato vegetativo. Senza contare che potrebbero fare proselitismo sui sog­getti più fragili». Perplesso anche Diego Bottacin, consi­gliere regionale del Pd: «Non metto in dub­bio l’utilità dell’assistenza spirituale, ma il modo di inquadrarla. Non può essere una sanatoria obbligatoria per tutte le Usl bensì un’azione a loro discrezione, e deve con­templare un concorso oppure una sempli­ce convenzione». &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;&lt;!-- google_ad_section_end --&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-7582131586360694572?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/7582131586360694572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=7582131586360694572' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7582131586360694572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7582131586360694572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/01/nordestra.html' title='nordestra'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S1Tm7YjBpxI/AAAAAAAAAbE/DoJ2i6DCFvk/s72-c/The_Priest_by_aznprincess548.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2387048295399701477</id><published>2010-01-11T05:30:00.000-08:00</published><updated>2010-01-11T05:40:48.158-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='razzismo'/><title type='text'>razzismi e lotte di classe</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;Furore a Rosarno. Scene di lotta di classe nell'Italia del XXI° Secolo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S0sqCM_HBbI/AAAAAAAAAa8/FjKy_U0fcCk/s1600-h/rivoltarossp.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 164px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S0sqCM_HBbI/AAAAAAAAAa8/FjKy_U0fcCk/s400/rivoltarossp.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425476393431926194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;Rete dei Comunisti&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;Contropiano - 9-1-2010&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;Il "riot" di Rosarno è, dopo quello di Castel Volturno, una delle più visibili rivolte dei lavoratori immigrati.avvenute in Italia. Le dinamiche della rivolta sono partite da una gratuita provocazione causata da alcuni abitanti locali di Rosarno che hanno iniziato a sparare contro un gruppo di immigrati. Questa è stata la scintilla che a provocato la rivolta. Il riot ha ricordato, non tanto nelle quantità ma nella qualità, le rivolte delle banlieu francesi o dei ghetti statunitensi, dove la rabbia si scaglia contro tutto, perché tutto è precluso, una macchina, una casa, un lavoro, una vita…Anche questa è una delle tante facce della crisi e dei suoi effetti nei nostri territori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chi sono questi immigrati di Rosarno? Stiamo parlando di lavoratori che come moderni wobbly lavorano tra le due coste italiane seguendo i flussi del lavoro agricolo di raccolta, dalla Puglia, alla Campania alla Calabria. Vivono accampati in capannoni fatiscenti e non hanno nessuna garanzia sociale e democratica. L’unico elemento identitario, auto-riconosciuto, che hanno è quello etnico e per alcuni religioso. Sono alla mercè di un padronato agricolo, spesso colluso con la malavita organizzata, che prospera su questo segmento, non sindacalizzato e dove non viene rispettato il benchè minimo diritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini che ci giungono da Rosarno pongono degli interrogativi importanti a tutti rispetto ai livelli di contraddizioni particolari mai vissute in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che queste rivolte avvengano al Sud è un dato interessante, che dimostra il ritardo con cui si è analizzato le modifiche del territorio e delle diverse comunità urbane. L’immigrazione dei giovani scolarizzati del sud verso il nord produttivo e razzista, si somma ad un sud che vive anche grazie ad una nuova manodopera operaia immigrata, producendo dinamiche razziste per certi versi ancora più spietate che al nord. In quanto la concorrenza diventa ancora più stringente tra le fasce popolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ritardi della sinistra sono molteplici, l’aver puntato esclusivamente sotto un aspetto umanistico-etico il problema immigrazione, porta a non cogliere le dinamiche di classe che si sono innestate, Per Lenin nel socialismo non c’era un grammo di etica, perché l’unità della classe si misurava nella sua utilità rispetto alla lotta di classe. Fintanto che non si dimostra perché è utile per un lavoratore italiano unirsi ad un lavoratore immigrato e viceversa, gli elementi identitari e razzisti avranno sicuramente la meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste inoltre un duplice problema: da una parte il trovarsi davanti un soggetto che è di fatto espulso dalla “civile democrazia” dall’altra la cronica mancanza di organizzazione e di strumenti sindacali di difesa. Finche non si avrà il coraggio di intervenire e provare a dare forma organizzata a questa rabbia, rivolte come quelle di Rosarno si susseguiranno e amplieranno i margini della guerra tra poveri.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-2387048295399701477?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/2387048295399701477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=2387048295399701477' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2387048295399701477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2387048295399701477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/01/razzismi-e-lotte-di-classe.html' title='razzismi e lotte di classe'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S0sqCM_HBbI/AAAAAAAAAa8/FjKy_U0fcCk/s72-c/rivoltarossp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-4081338242978539091</id><published>2010-01-05T16:13:00.000-08:00</published><updated>2010-01-05T16:18:14.269-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il programma de l’ernesto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S0PWp_MRdhI/AAAAAAAAAa0/Ja1BE_WKslU/s1600-h/bandiera_tramonto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 192px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S0PWp_MRdhI/AAAAAAAAAa0/Ja1BE_WKslU/s400/bandiera_tramonto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423414393110099474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;Andrea Catone e Fosco Giannini&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;l'ernesto -  26-12-2009&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;l’ernesto è la rivista che con coerenza e determinazione si è battuta in questi lunghi anni per contrastare la deriva all’interno del PRC, che la lunga egemonia di Fausto Bertinotti e di quel complesso di teorizzazioni e di pratiche politiche che si può chiamare “bertinottismo” tendeva a trasformare in un partito acomunista e per diversi aspetti, quali la cesura netta con tutta l’esperienza storica del movimento comunista internazionale del ‘900, anticomunista.&lt;br /&gt;Nel panorama delle riviste di ispirazione marxista e comunista in Italia l’ernesto è stata ed è la rivista che forse più di ogni altra ha saputo informare con attenzione critica sulle questioni internazionali, fornendo importanti strumenti di analisi teorico-politica sull’imperialismo contemporaneo (combattendo contro la teoria negriana dell’impero, che tanto spazio ricevette nel PRC), nonché, grazie anche ai suoi vasti legami internazionalisti, sulle posizioni e la situazione dei partiti comunisti e dei movimenti antimperialisti e di emancipazione sociale nel mondo. E grazie a questo, l’ernesto non ha mai guardato provincialisticamente al solo cortile di casa. Il suo osservatorio privilegiato è stato quello che Gramsci chiamava “il mondo grande e terribile”, l’approccio de l’ernesto, proprio in quanto comunista, non si è mai rinchiuso tra le mura domestiche, senza guardare al di là del proprio naso. l’ernesto si è sempre sentito parte del vasto movimento comunista mondiale, quel movimento che, nonostante tutto, ha continuato a vivere e svilupparsi dopo la sconfitta epocale segnata dalle controrivoluzioni del 1989-91 in URSS e nei paesi dell’Europa centro-orientale, e che a tale sconfitta ha saputo reagire, iniziando, con la grammatica e la sintassi del marxismo, un’analisi della sconfitta e ponendosi la questione fondamentale della strategia comunista per il XXI secolo.&lt;br /&gt;Se guardiamo le numerose conferenze internazionaliste promosse in questi anni dai partiti comunisti in Europa, Asia, America Latina, da Atene a San Paolo del Brasile, da Lisbona all’Avana, da Minsk a Delhi, vediamo che progressivamente si esce dalla fase “resistenziale” immediatamente successiva al 1989-91, quando l’ossessiva campagna ideologica dell’imperialismo momentaneamente vincitore nella guerra fredda dichiarava definitivamente fallito il comunismo, e si comincia a porre la questione di una strategia comune di lotta e di trasformazione della società. La recente Conferenza in India (20-22 novembre), dove 57 delegazioni di partiti comunisti (tra cui il Prc e il Pdci) hanno discusso sulla “crisi internazionale del capitalismo, la lotta dei lavoratori e dei popoli, le alternative e il ruolo del movimento comunista e della classe operaia”, segna un ulteriore salto di qualità. La dichiarazione congiunta invita i partiti comunisti e operai nei loro rispettivi paesi a lanciare grandi lotte contro il sistema capitalista “per un’occupazione stabile a tempo pieno, per un sistema sanitario esclusivamente pubblico e gratuito per tutti, per l’istruzione ed il benessere sociale, contro la disuguaglianza di genere ed il razzismo e per la tutela dei diritti di tutti i lavoratori inclusi i giovani, le donne, i lavoratori migranti ed appartenenti a minoranze etniche e nazionali”. Il fatto che nelle recenti elezioni in Europa i partiti comunisti con una forte struttura politica e ideologica come il KKE e il PCP mantengano o accrescano il consenso popolare è un altro positivo segnale.&lt;br /&gt;l’ernesto è la rivista che ha voluto e saputo guardare e informare sulla resistenza e ripresa del movimento comunista nel mondo, l’ernesto si sente organicamente parte di questo movimento, e grazie a questo respiro mondiale, ha potuto resistere all’ondata anticomunista e farsi promotore del progetto politico di unificazione dei comunisti nel nostro paese per costruire anche qui un partito comunista degno di questo nome, all’altezza delle terribili sfide del XXI secolo, del mondo post 1989, globalizzato dal mercato capitalistico, e in preda oggi alla più grave crisi dopo quella degli anni ‘30, di una crisi che rivela il declino del capitalismo USA e un mutamento in atto nei rapporti di forza tra le potenze mondiali, che potrebbe essere foriero di scosse telluriche impensabili.&lt;br /&gt;A 20 anni dall’89 - quando, insieme con la caduta del muro di Berlino, si accelerava la demolizione del PCI, che avrebbe portato non solo alla scomparsa di una grande forza organizzata, ma anche allo stravolgimento della Costituzione repubblicana (alla stesura della quale i comunisti avevano dato un contributo importante) con l’abolizione del sistema elettorale proporzionale in nome della governabilità e del bipolarismo - non si tratta più di “elaborare il lutto” per la sconfitta subita (fermo restando il compito dell’analisi rigorosa degli errori del movimento comunista che condussero alla sconfitta, per apprendere da essi), ma di costruire, riunificando le forze comuniste, liberandosi da particolarismi localistici e logiche da piccola bottega. Lo si può e lo si deve, se si leva lo sguardo oltre il recinto particolaristico nazionale in cui si è rinchiusi e si ritrova la connessione politica con il movimento comunista mondiale.&lt;br /&gt;Siamo convintamente e profondamente internazionalisti. Essere internazionalisti non significa abbandonare la lotta sul terreno nazionale, ben il contrario. Si può essere coerentemente internazionalisti solo se si lotta bene nel proprio paese. E lottare, da comunisti, non si può se non si ha una linea politica, una strategia, un programma. E non si può elaborare nessuna strategia se non si conosce il terreno in cui si opera. Per troppo tempo nel nostro paese l’attività teorica di analisi delle classi, della struttura economica della società, non è stata patrimonio dei gruppi dirigenti dei partiti comunisti. Vi è stata scissione tra attività teorica di gruppi intellettuali marxisti e pratica politica, che l’ha ampiamente ignorata. Ma senza pratica politica anche il lavoro di analisi è monco, si priva della verifica sul campo, dell’inchiesta operaia nel lavoro di massa. E, soprattutto, l’analisi rimane “astratta”, non si traduce in programma di azione politica.&lt;br /&gt;Riteniamo che una delle ragioni della catastrofe elettorale della primavera 2008 risieda proprio in questa scissione che riduce la nobile arte della politica in “politicismo”, in separatezza dei “politici”, del loro agire, del loro linguaggio, dalle masse.&lt;br /&gt;La costruzione di un partito comunista che riunifichi i comunisti, richiede una strategia e un programma politico. Occorre riprendere lo studio e la conoscenza del nostro paese. Uno studio che non sia fine a sé, ma sappia tradursi in programma politico.&lt;br /&gt;l’ernesto è una rivista comunista. In quanto comunista, si potrebbe dire con Marx che niente di umano le è estraneo. In quanto comunista, si propone di abolire lo stato di cose presente, si propone il superamento (Aufhebung) del capitalismo. Il che significa che si propone un’analisi teorica a tutto campo e in tutti i campi, mirando a tradurla in indicazioni di linea politica. (Ma ciò non significa certo, si badi, rendere la teoria “ancella” della politica: sarebbe esiziale e deleterio).&lt;br /&gt;Se vogliamo riprendere il lavoro dei comunisti, quei comunisti che erano stati abituati da una grande scuola politica a saper intervenire in ogni piega della società, a saper “fare politica” tra le masse, che non è la declamazione dei grandi ideali di cui ogni comunista che sia tale è portatore, né lo stare alla coda di qualsiasi movimento, ma è la capacità -difficile a farsi - di intervenire spostando a proprio favore i rapporti di forza, indicando l’“obiettivo intermedio” più appropriato a tale scopo. I comunisti non sono retori parolai, né anarco-sindacalisti e movimentisti (i due vizi del Partito socialista italiano di primo novecento stigmatizzati da Gramsci). Non sono una setta di nostalgici, né dei semplici “ribelli”, né utopici sognatori, anche se l’indignazione e la ribellione di fronte alle ingiustizie del mondo e l’aspirazione al mondo nuovo della futura umanità sono un elemento fondante per chi sceglie di diventare comunista. I comunisti fanno politica nella situazione data, determinata dai rapporti di forza esistenti, non per “adattarsi” e convivere con essi (questo è l’opportunismo), ma per cambiarla. Analisi concreta della situazione concreta, raccomandava Lenin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’ernesto – rivista comunista, rivista politica – continuando e sviluppando l’informazione internazionalista, si propone di contribuire a colmare questo vuoto, si propone di contribuire all’analisi della società italiana perché si traduca in programma e quindi in azione politica, in quanto lavoro indispensabile per la ricostruzione comunista. Che non si fa solo né essenzialmente in nome di un simbolo, una bandiera, un mito, né solo unificando gruppi dirigenti e apparati (anche se ciò non è affatto secondario per la costruzione del partito), ma attraverso un duro lavoro, che non può eludere anche l’altro nodo fondamentale, che è quello di fare i conti con la propria storia, intesa come storia del movimento comunista mondiale, da indagare e ricostruire in modo anche spietatamente critico, ma rimanendo saldamente ancorati al punto di vista comunista, che guarda al grande patrimonio di esperienze e di lotte del comunismo del ‘900 come, per l’appunto nostra storia, di uomini in carne e ossa mossi nel loro agire dalla grande e durevole passione di una società di liberi ed eguali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo lavoro di studio e analisi delle classi e dei mutamenti della struttura economica della società, oltre che delle radici storiche e delle prospettive del movimento operaio, supporto indispensabile, come si è detto, alla costruzione del partito comunista del XXI secolo, sta nascendo l’associazione “Marx21°”, fondata da comunisti del Pdci, del PRC e senza partito, alla costruzione della quale i compagni de l’ernesto sono fortemente e vivamente impegnati.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-4081338242978539091?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/4081338242978539091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=4081338242978539091' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4081338242978539091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4081338242978539091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2010/01/il-programma-de-lernesto-andrea-catone.html' title=''/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/S0PWp_MRdhI/AAAAAAAAAa0/Ja1BE_WKslU/s72-c/bandiera_tramonto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-3668278251483876489</id><published>2009-12-24T11:31:00.000-08:00</published><updated>2009-12-24T11:35:27.648-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='qui nordest'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antifascismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='razzismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vaticanate'/><title type='text'>Chi istiga alla violenza?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SzPB0RYWkqI/AAAAAAAAAas/OT0fz4NZxYs/s1600-h/Lega_Nord_by_zetacarlotta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 277px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SzPB0RYWkqI/AAAAAAAAAas/OT0fz4NZxYs/s400/Lega_Nord_by_zetacarlotta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418887880419742370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Siamo giunti allo stravolgimento della realtà.&lt;br /&gt;Mercoledì 16 Dicembre esce sul Corriere del Veneto un articolo che riporta l'iniziativa  organizzata da Rifondazione Comunista e dai Giovani Comunisti di Schio nel giorno di sabato 19 Dicembre presso il Circolo ARCI di Santorso. La suddetta iniziativa, che si intitola “Natale Anticlericale”, ha sollevato le critiche, confusionarie e ipocrite, di Piero Bastianello, membro della segreteria della Lega Nord scledense. Tale iniziativa era stata pensata per porre il fuoco su due questioni: la prima è il senso del Natale, ovvero il contrasto tra il significato che anche noi laici abbiamo sempre dato alla festività natalizia, considerata festa dell'accoglienza e della solidarietà, e la realtà attuale di gran parte della società italiana fatta xenofobia, razzismo, omofobia. Tutti bei sentimenti che sono stati coronati con quella splendida iniziativa (che intende scovare gli immigrati irregolari in ogni casa) messa in atto a Coccaglio - denominata “White Christmas” - la quale, guarda caso, ha proprio come promotore la stessa forza politica, la Lega Nord.&lt;br /&gt;In secondo luogo, la giornata che abbiamo costruito aveva come secondo fine quello di porre una pesante critica alle gerarchie vaticane, impegnate in battaglie ataviche contro l'autodeterminazione delle donne, i diritti di omosessuali, transessuali e lesbiche, per il mantenimento di un'influenza religiosa sull'istruzione pubblica (che dovrebbe essere interamente laica) e finalizzate all'intrusione nelle situazioni di vita e di morte delle persone. Noi vogliamo aprire una discussione su tutto questo, una battaglia delle idee che sconfigga culturalmente l'oscurantismo e l'integralismo degli alti prelati del Vaticano. Perchè molte esperienze religiose – la teologia della liberazione ad esempio – dimostrano che movimenti di giustizia sociale e di lotta per la liberazione dell'uomo esistono anche all'interno del Cristianesimo, movimenti che noi comunisti ci sentiamo di sostenere, in contrasto con le logiche di potere delle Stato Pontificio.&lt;br /&gt;Tirando in ballo i ragazzi dell'Arcadia, con cui a volte collaboriamo ma che fanno parte di una forza politica diversa, ci viene rivolta l'accusa di istigare alla violenza. La rimandiamo quindi al mittente. La Lega Nord deve smetterla di operare sistematiche mistificazioni della realtà, la Lega Nord deve finirla di alimentare la guerra tra gli ultimi additando nell'immigrato il problema sociale capitale (istigando quindi alla violenza contro lo straniero, fatto palpabile nella realtà quotidiana, le ronde insegnano). La Lega Nord, poichè è forza di governo sia nazionale che regionale, faccia qualcosa piuttosto per fermare i continui licenziamenti che lasciano a casa i nostri lavoratori (provocando perciò tensioni sociali, quindi violenza nel senso più ampio del termine), si dia da fare per bloccare la delocalizzazione delle imprese nell'Est Europeo, cerchi di far pagare questa crisi a chi l'ha causata e non a chi, come i nostri lavoratori, come gli immigrati, la subisce. La Lega Nord smetta di recitare slogan a memoria e dimostri che siamo davvero “paroni a casa nostra” chiudendo la base di guerra americana a Vicenza (che esternalizza la violenza in teatri lontani dal nostro). La Lega Nord aiuti  davvero il paese a liberarsi dalle mafie (violenza radicata nel meridione ma anche, come le eco-mafie, nel nostro Veneto) e consenta inoltre al Presidente del Consiglio di farsi processare finalmente. La Lega Nord infine permetta anche a noi di dar voce alle nostre idee e non lanci attacchi strumentali ma si impegni, dove è forza di governo, a lavorare seriamente per cambiare le cose e non al fine di salvaguardare lo status quo, come ha fatto finora.&lt;br /&gt;Noi, a prescindere da tutto questo, le nostre battaglie continueremo a farle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti -  Circolo “Pietro Tresso” -  Schio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-3668278251483876489?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/3668278251483876489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=3668278251483876489' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3668278251483876489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3668278251483876489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/12/chi-istiga-alla-violenza.html' title='Chi istiga alla violenza?'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SzPB0RYWkqI/AAAAAAAAAas/OT0fz4NZxYs/s72-c/Lega_Nord_by_zetacarlotta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-7187169019289915593</id><published>2009-12-14T02:20:00.000-08:00</published><updated>2009-12-30T04:35:49.864-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><title type='text'>reazionari</title><content type='html'>&lt;div class="post-header"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;         &lt;/div&gt;&lt;h1 style="text-align: center;"&gt;GIOVANI COMUNISTE/I: POSSIAMO CONTINUARE A CONTESTARE BERLUSCONI?&lt;/h1&gt;&lt;h1 style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SyYSSz7818I/AAAAAAAAAak/Ij8x5pxVSpQ/s1600-h/Berlusconi_in_Copenhagen_by_matteobertelli.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SyYSSz7818I/AAAAAAAAAak/Ij8x5pxVSpQ/s400/Berlusconi_in_Copenhagen_by_matteobertelli.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415035716348204994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--end meta--&gt;    &lt;div class="entry clear"&gt;     &lt;div class="snap_preview"&gt;&lt;p&gt;13-12-2009&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Un Emilio Fede sgomento, durante la trasmissione del TG4, ha sostenuto che l’accadimento di questa sera in piazza del Duomo è il frutto di un clima d’odio e di violenza che ha dei responsabili politici precisi. E ha fatto i nomi dei “mandanti”, che sarebbero Di Pietro e Paolo Ferrero. A loro esprimiamo tutta la nostra solidarietà.&lt;br /&gt;La violenza va sempre criticata. E quindi al posto della statuina del Duomo in miniatura sarebbe stato meglio lanciare contro il presidente del Consiglio una valanga di fischi e, in generale, di voti per l’opposizione. Oppure da oggi non si potrà più contrastare Berlusconi e contestare il vento (crisi, disoccupazione, leggi razziste, leggi ad personam) che ha seminato in tutti questi anni? Noi, ovviamente, continueremo a farlo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;GC nazionale&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;               &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-7187169019289915593?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/7187169019289915593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=7187169019289915593' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7187169019289915593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7187169019289915593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/12/reazionari.html' title='reazionari'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SyYSSz7818I/AAAAAAAAAak/Ij8x5pxVSpQ/s72-c/Berlusconi_in_Copenhagen_by_matteobertelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-3165187281438982847</id><published>2009-12-10T12:42:00.000-08:00</published><updated>2009-12-16T14:19:46.234-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vaticanate'/><title type='text'>natale anticlericale</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Partito della Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti di Schio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;in collaborazione con:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;U.A.A.R -Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti - Vicenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;presenta:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NATALE ANTICLERICALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SyFeAXEHK6I/AAAAAAAAAac/4EqRDTAsgjk/s1600-h/xvolant.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 333px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SyFeAXEHK6I/AAAAAAAAAac/4EqRDTAsgjk/s400/xvolant.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413711587360320418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;ore 17.00&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Presentazione del fumetto&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;“Quasi quasi mi sbattezzo”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;con gli autori&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alessandro Lise&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alberto Talami&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alberto ha 30 anni e di mestiere fa l'operaio. Da piccolo, come tutti i bambini, è stato battezzato nella chiesa del suo paese, ma oggi, da grande, non crede più in Dio e non frequenta la chiesa. Un giorno, tornato dalla fabbrica, di fronte all'immagine televisiva di Papa Ratzinger che stringe la mano di George W. Bush inginocchiato davanti al pontefice, decide che è arrivato il momento di "dire basta", e comunica ai genitori e ai parenti di voler uscire per sempre dalla chiesa cattolica. Ma come si può fare? A chi rivolgersi? Alberto in questo diario racconta la sua vera incredibile odissea.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;ore 19.30&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;Cena Anticlericale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Per info e prenotazioni (entro mercoledì 16 dicembre):&lt;br /&gt;333.7641167 Piera&lt;br /&gt;380.4556266 Matteo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;www.gcschio.blogspot.com&lt;br /&gt;comunistischio@yahoo.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-3165187281438982847?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/3165187281438982847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=3165187281438982847' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3165187281438982847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3165187281438982847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/12/natale-anticlericale.html' title='natale anticlericale'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SyFeAXEHK6I/AAAAAAAAAac/4EqRDTAsgjk/s72-c/xvolant.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-693313321176330387</id><published>2009-11-26T10:34:00.000-08:00</published><updated>2009-11-26T10:38:32.769-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manifestazione'/><title type='text'>NO BERLUSCONI DAY</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sw7KofhgvjI/AAAAAAAAAaU/ZaQPllqFK9M/s1600/06berlfeltrirottweiler.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 269px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sw7KofhgvjI/AAAAAAAAAaU/ZaQPllqFK9M/s400/06berlfeltrirottweiler.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408482999524179506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi&lt;/span&gt; - Sabato 5 Dicembre 2009, Roma&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Pullman dal vicentino (orari dalle 5 in poi):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bassano&lt;br /&gt;Schio&lt;br /&gt;Vicenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costo approssimativo (dipende dal numero di adesioni): 20-25 euro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Info e prenotazioni:&lt;br /&gt;3804556266 Matteo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;!!! SCADENZA PRENOTAZIONI 1 DICEMBRE !!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-693313321176330387?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/693313321176330387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=693313321176330387' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/693313321176330387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/693313321176330387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/11/no-berlusconi-day.html' title='NO BERLUSCONI DAY'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sw7KofhgvjI/AAAAAAAAAaU/ZaQPllqFK9M/s72-c/06berlfeltrirottweiler.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-7405374160306171953</id><published>2009-11-15T08:28:00.000-08:00</published><updated>2009-11-15T08:29:50.558-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vaticanate'/><title type='text'>laicamente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SwAsW2lmwYI/AAAAAAAAAaM/5Kj_NFHdeR4/s1600-h/2croci.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 340px; height: 340px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SwAsW2lmwYI/AAAAAAAAAaM/5Kj_NFHdeR4/s400/2croci.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404368323966583170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-7405374160306171953?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/7405374160306171953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=7405374160306171953' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7405374160306171953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7405374160306171953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/11/laicamente.html' title='laicamente'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SwAsW2lmwYI/AAAAAAAAAaM/5Kj_NFHdeR4/s72-c/2croci.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-133052279128536926</id><published>2009-11-07T15:50:00.000-08:00</published><updated>2009-11-07T15:55:10.493-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>ricordiamo</title><content type='html'>&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Perché ricordiamo la Rivoluzione d’Ottobre&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SvYItkz_C1I/AAAAAAAAAZ8/DtJjatTi_C8/s1600-h/br.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 284px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SvYItkz_C1I/AAAAAAAAAZ8/DtJjatTi_C8/s400/br.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401514382146341714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;Alexander Höbel&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;l'ernesto - 6-11-2009&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;A 92 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, qualcuno potrebbe chiedersi (e chiederci) perché celebriamo ancora quell’evento. A parte il fatto che anche date come il 14 luglio 1789 continuano a essere giustamente ricordate e celebrate, il punto centrale è un altro; e cioè che continuiamo a pensare che quell’evento abbia cambiato la storia del mondo, e che i suoi insegnamenti – e in generale la lezione del leninismo – siano tuttora fondamentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto per cominciare, non si ricorderà mai abbastanza il fatto che quella Rivoluzione nacque in opposizione al massacro della guerra imperialista – la I Guerra mondiale – che stava devastando il mondo, trasformò l’ennesimo macello prodotto dalle logiche del capitale in un’occasione di trasformazione sociale, e costituì la leva essenziale della dissociazione della Russia – ormai Russia dei soviet – da quella “inutile strage”, giungendo a una pace giusta e senza annessioni (anzi, con la perdita di rilevanti pezzi di territorio), con un gesto che valeva molto di più delle vuote invocazioni pacifiste di tante forze democratiche e socialiste, cui poi non corrispondevano scelte conseguenti. Gli altri decreti varati all’indomani della Rivoluzione – quelli sulla terra ai contadini, la nazionalizzazione dei grandi impianti, il potere dei soviet, il rispetto delle nazionalità e il criterio della libera adesione al nuovo Stato – costituirono le prime realizzazioni di quegli obiettivi che i bolscevichi avevano proclamato prima della presa del potere: anche in questo caso, una coerenza tra il dire e il fare, che accrebbe grandemente il consenso popolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secondo luogo, la soluzione rivoluzionaria di quel conflitto consentì di porre all’ordine del giorno – e di rendere per la prima volta concreto, dopo il generoso tentativo della Comune di Parigi – l’obiettivo della costruzione di un sistema economico e sociale diverso, di un sistema socialista. Ciò implicava un primo tentativo di dar vita a un’economia non più regolata dalla legge del profitto e dalle stesse regole del mercato, che pure avevano una storia secolare, realizzando un’organizzazione economica e produttiva il cui criterio essenziale fosse quello del benessere collettivo anziché dell’arricchimento individuale, e al fondo quello del prevalere del valore d’uso di risorse e merci, anziché del loro valore di scambio, che in regime capitalistico porta alla “mercificazione di ogni cosa”, compresi ormai l’acqua, i semi da cui nascono i frutti, il corpo e il DNA. Questa trasformazione costituiva un’impresa enorme, di portata storica, che i bolscevichi dovettero affrontare senza poter contare, come speravano, nella contemporanea trasformazione socialista dei paesi europei più sviluppati (che avrebbe posto su basi strutturali più solide il processo di transizione al socialismo), in un paese arretrato, devastato dalla guerra e poi dalla guerra civile, invaso e poi accerchiato da eserciti stranieri; un paese in cui la grande maggioranza della popolazione era analfabeta e viveva e lavorava nelle zone rurali. In un paese del genere, e con strumenti di calcolo rozzi, lontani anni luce dai moderni computer e calcolatori, si sarebbe dovuta avviare un’economia pianificata, che consentisse una modernizzazione equa, uno sviluppo economico ma al tempo stesso sociale e civile – e l’esempio dei paesi capitalistici ci mostra come raramente questi elementi procedano assieme; e quello sviluppo ci sarà, sebbene con contraddizioni drammatiche, errori e costi umani pesanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, quel nuovo sistema produttivo poneva il problema del superamento del lavoro alienato, non solo nel senso dell’espropriazione del lavoratore dal prodotto che ha realizzato, ma anche nel senso della scissione tra lavoro manuale e intellettuale, tra funzioni direttive ed esecutive; il tutto contando, nella migliore delle ipotesi, ossia nelle punte più avanzate delle città industriali, sulla catena di montaggio taylorista, uno strumento di produzione rigido che, come è stato rilevato, ben difficilmente poteva costituire la base di una liberazione del lavoro. E tuttavia anche qui si tentò, lasciando maggiore spazio al ruolo creativo e alle innovazioni dei lavoratori, a una loro funzione anche direttiva, e poi, in anni di maggiore sviluppo e benessere, allentando i ritmi di fabbrica in misura tale che la competizione economica internazionale intanto avviata coi paesi capitalistici non avrebbe perdonato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema della liberazione del lavoro rientra peraltro in un problema più generale, quello del superamento della scissione tra dirigenti e diretti, governanti e governati, e dunque al tema della democrazia – intesa etimologicamente come potere del popolo –, del potere e dei suoi meccanismi. Anche qui l’Ottobre è essenziale per il tentativo di superare la democrazia come delega, di andare al di là di una democrazia meramente rappresentativa e formale, per affermare un modello di democrazia diretta, sostanziale, basata sulla partecipazione costante dei lavoratori, su un loro effettivo potere di controllo e gestione, su funzioni di delega ben delimitate: il contrario, insomma, di quella delega in bianco, professionalizzazione della politica e quindi crisi della partecipazione e della stessa democrazia, che viviamo oggi nei paesi capitalistici; e invece qualcosa di simile a quello che si cerca di realizzare in esperienze come quelle del Venezuela bolivariano e di Cuba, e soprattutto punti essenziali della riflessione di Lenin, da Stato e rivoluzione agli ultimi scritti sull’“ispezione operaia e contadina” e sulla necessità di difendere e sviluppare questo modello, scongiurando il riproporsi dei vecchi sistemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si vede, sono tutti obiettivi di portata storica, che alludono a un vero e proprio salto di civiltà e a un processo anch’esso storico, come peraltro preconizzavano Marx ed Engels. La Rivoluzione d’Ottobre e l’esperienza complessa e articolata che ne seguì semplicemente non potevano risolvere da sole questi problemi, vincere da sole e in 74 anni queste sfide. E tuttavia esse hanno costituito un primo, gigantesco passo in questa direzione, hanno consentito l’ingresso nella storia – stavolta da protagonisti – dei popoli coloniali e dei paesi periferici e semiperiferici del sistema, avviando quello smantellamento del modello coloniale che sarebbe proseguito nel secondo dopoguerra; hanno costituito un input essenziale per l’affermarsi dei diritti sociali nell’agenda politica mondiale, favorendo con la loro stessa esistenza la costruzione di sistemi di Welfare anche in Occidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma soprattutto i problemi e gli obiettivi che quella Rivoluzione poneva sono oggi ancora più attuali di ieri: sono più necessari, poiché solo un sistema economico che sostituisca all’anarchia del mercato e alla produzione illimitata di merci la pianificazione razionale delle risorse e il loro uso sociale potrà salvare il Pianeta dalla crisi alimentare, dalla tragedia della fame e della sete, dalla catastrofe ecologica, dalle guerre per le risorse; e sono maggiormente possibili, perché lo sviluppo delle forze produttive, delle tecnologie informatiche, dei mezzi di comunicazione e degli strumenti di calcolo, e infine il passaggio stesso a un sistema produttivo più flessibile, pongono basi enormemente più avanzate per un’economia socialista. Dunque per chi come noi, marxisti e comunisti, crede nella storia e nelle sue possibilità, l’Ottobre è un esempio ancora vivo; è una tappa essenziale di quello che Domenico Losurdo definisce il lungo “processo di apprendimento” delle classi e dei popoli oppressi per emanciparsi e prendere nelle proprie mani la loro vita, scalzando le vecchie classi dirigenti e superando la vecchia società. Per questo nel nostro calendario il 7 Novembre sarà sempre segnato in rosso.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-133052279128536926?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/133052279128536926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=133052279128536926' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/133052279128536926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/133052279128536926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/11/ricordiamo.html' title='ricordiamo'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SvYItkz_C1I/AAAAAAAAAZ8/DtJjatTi_C8/s72-c/br.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-250917829224806565</id><published>2009-11-03T03:46:00.000-08:00</published><updated>2009-11-07T15:55:47.266-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='partiti democratici...finiti dove?'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="grey"&gt;Primarie senza democrazia, ultimo atto del partito liquido&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SvAYqn97pjI/AAAAAAAAAZ0/_PWsSEAwYGw/s1600-h/franceschini_bersani.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SvAYqn97pjI/AAAAAAAAAZ0/_PWsSEAwYGw/s400/franceschini_bersani.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399843073779541554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Michele Propero&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;il manifesto - 25-10-2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Davvero le primarie del Pd sono un'esperienza di democrazia diretta? Con una fraseologia ultrademocratica (la trita retorica del «decidi tu», il flebile mito della generazione internet come rivoluzionaria novità contro gli ammuffiti militanti) si sta in realtà celebrando il rito triste che annuncia il trionfo di partiti elettorali a spiccata dominanza mediatica. Solo grazie alla completa corruzione semantica delle parole che da tempo deforma il dibattito pubblico, è possibile spacciare per democrazia diretta quella che a tutti gli effetti è solo una manifestazione di politica opaca che archivia il vetusto partito degli iscritti e impone una carnevalata a uso e consumo dei media.&lt;br /&gt;Le primarie del Pd sono lo spirito di questo (brutto) tempo per cui non ha più senso essere «parte» e occorre diluire ogni appartenenza nel mare indistinto di una opinione pubblica che fa la coda nei gazebo e poi irretita sparisce per sempre dallo spazio pubblico.&lt;br /&gt;Le primarie non sono affatto un rilancio della partecipazione politica che sollecita il ritorno di soggetti che discutono con passione e mutano opinioni dopo il confronto aspro. Piuttosto esse sono un ulteriore momento del declino politico italiano che assegna a un elettore irrelato il compito di tifare nel gioco competitivo che restringe la grande funzione storica dei partiti a quella minimale di esprimere un capo. La logica che le ispira è più quella della delega assoluta che non quella della partecipazione consapevole di molti a definire un progetto di società. Le primarie nascono infatti dall'idea che, per quanto riguardi i soggetti politici strutturati, la partecipazione non avvenga dentro i canali di partito, intesi quali durevoli luoghi di identità e di appartenenza (secondo lo spirito dell'articolo 49 della Costituzione), ma si insinui a intermittenza dal di fuori e dietro forti sollecitazioni mediatiche. Quando il partito non ha più confini organizzativi solidi diventa così aleatorio da disperdersi nella leggerezza dell'opinione pubblica che cancella differenze, conflitti. Se in luogo degli iscritti decidono gli elettori, non cresce la democrazia diretta ma il populismo oggi trionfante. Che dopo il militante e l'iscritto sia giunto ormai il tempo dell'elettore sembra essere nel senso delle (brutte) cose di oggi, ma i partiti non sono stati creati solo per seguire la corrente dominante.&lt;br /&gt;Il maggior partito d'opposizione ha già svolto un congresso al quale ha partecipato circa mezzo milione di iscritti. Un evento politico di tutto rispetto nelle sue dimensioni (al traumatico congresso che portò allo scioglimento del Pci presero parte circa 300 mila iscritti). Sul versante qualitativo uno scenario inquietante: ovunque le sale quasi deserte nel momento del dibattito e della presentazione delle mozioni si sono magicamente riempite all'atto del voto. Sono gli inconvenienti dei partiti cartello, ossia di formazioni flaccide in cui declina l'iscritto che si mobilita per incentivi simbolico-identitari e si afferma il cacciatore di status e di benefici materiali elargiti dalle cariche elettive che controllano le risorse pubbliche. Non saranno certo le primarie il correttivo di questo essiccamento valoriale e funzionale dei partiti, divenuti spettrali oligarchie attorniate da media e clientele.&lt;br /&gt;Occorrerebbero un'ideologia attorno a fini non negoziabili, una cultura politica a ridosso di una idea di democrazia e un radicamento negli interessi sociali della postmodernità, non certo una estemporanea fioritura di gazebo. Le primarie sono invece il ritrovato di un partito molto liquido che talvolta appare come un docile braccio collaterale di agenzie mediatiche in grado di dettare la linea, di indicare la leadership più gradita. Dopo che gli iscritti hanno mostrato di non apprezzare affatto il loro segretario in carica, la parola passa agli elettori che potrebbero imporre agli iscritti di conservare comunque un leader che non è di loro gradimento. Non solo sono possibili infiltrazioni esterne (persino negli Usa la destra si è mobilitata nelle primarie aperte per sostenere la Clinton contro l'ascesa di Obama), ma il peso preponderante nella selezione della leadership è assunto dai media che sono più influenti degli stessi dirigenti nelle opzioni degli elettori estranei alle vicende organizzative.&lt;br /&gt;Scagliare gli elettori contro gli iscritti rientra in un populismo pervasivo che odia la funzione parziale e identitaria dei partiti. In una democrazia rappresentativa il partito politico è appunto solo una parte, e non l'intero. Proprio per questo il metodo democratico nella vita dei partiti riguarda gli iscritti, i militanti, quanti cioè si riconoscono in una appartenenza comune (fino ad accollarsene la responsabilità in termini di contributi finanziari e di azione quotidiana) e non certo gli elettori indifferenziati. Affidare agli elettori in quanto tali (e in più senza leggi, procedure certe) il compito di nominare il segretario di un partito (che non svolge peraltro una funzione istituzionale ma un compito organizzativo di raccordo tra parti di società e potere) non è affatto una epifania della democrazia diretta.&lt;br /&gt;Le primarie del 25 ottobre, al di là delle ansiogene aspettative di rivincita che le animano, non sono un buon segnale per la democrazia. Chi ha perso in maniera così trasparente la fiducia degli iscritti (dei suoi iscritti) potrebbe in teoria riacquistare i gradi di comando grazie al voto di elettori indistinti. Ma davvero il popolo delle primarie può imporre agli iscritti di tenersi per forza un leader sconfitto in un regolare confronto congressuale? Anche se le primarie confermeranno le risultanze congressuali, il problema spinoso della loro funzione deviante resta. Partiti ridotti a mere macchine elettorali sono l'esatto contrario dell'affresco dell'articolo 49 della Costituzione, che disegna il ruolo dei soggetti della mediazione collocandoli con un piede nella società e con un altro nelle istituzioni della rappresentanza. Ma anche per la carta, come per i partiti, non corrono tempi buoni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-250917829224806565?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/250917829224806565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=250917829224806565' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/250917829224806565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/250917829224806565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/11/primarie-senza-democrazia-ultimo-atto.html' title=''/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SvAYqn97pjI/AAAAAAAAAZ0/_PWsSEAwYGw/s72-c/franceschini_bersani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-3047168808265112370</id><published>2009-10-26T10:46:00.000-07:00</published><updated>2009-11-07T15:56:10.667-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><title type='text'>NELLA CRISI ECONOMICA NOI STIAMO DALLA PARTE DEI LAVORATORI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CONSIGLIO COMUNALE DI RECOARO TERME (VI)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; Gruppo “Alternativa Democratica  P.R.C. e Indipendenti”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SuXhCxK8bVI/AAAAAAAAAZs/kqkrK79yOys/s1600-h/lavoratori+sospesi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 250px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SuXhCxK8bVI/AAAAAAAAAZs/kqkrK79yOys/s400/lavoratori+sospesi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396967166148635986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;                      &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Recoaro Terme, 23 Ottobre 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’opposizione di Cornedo Vicentino chiede la convocazione del Consiglio Comunale in forma congiunta con Recoaro: come da impegno, con noi preso, il sindaco Perlotto non perda tempo e si metta in contatto con il sindaco di Cornedo Vicentino per accelerare i tempi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprendiamo con soddisfazione dalla stampa che la Lega Nord di Cornedo ha chiesto la convocazione straordinaria del Consiglio Comunale in forma congiunta con Recoaro Terme sul caso G.D.S. (Global Display Solution).&lt;br /&gt;Con soddisfazione perché dopo la nostra richiesta approvata dal Sindaco di Recoaro Terme Perlotto e apparsa sulla stampa locale di Consigli Comunali congiunti non abbiamo più avuto notizie ufficiali e i tempi di trattativa Azienda e Sindacati dovranno concludersi, con la chiusura della procedura di mobilità, entro i primi di Novembre.&lt;br /&gt;Per i 44 lavoratori vittima di possibile licenziamento, quindi, si sarebbe proceduti senza che le comunità coinvolte e gli organismi istituzionali locali di riferimento avessero potuto esprimersi sulla vertenza sindacale in atto.&lt;br /&gt;Se la convocazione del Consiglio Comunale è stata fatta dall’opposizione di Cornedo, poi, secondo i termini prescritti dal testo unico degli Enti Locali (art. 39 comma 2 dgls 267 del 2000) il Sindaco Martino Montagna dovrà convocare entro 20 gg l’organo istituzionale del proprio Comune come da richiesta in forma congiunta con Recoaro Terme.&lt;br /&gt;Invitiamo perciò il Sindaco Perlotto e il Sindaco Montagna a non perdere tempo inutilmente è convocare entro tempi ristretti, prima dei 20 giorni, le due assise comunali: lo richiedono i 44 possibili licenziati!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ ora di chiedere alla GDS che ha ricevuto finanziamenti pubblici dalla Regione Veneto per la costruzione di una fabbrica in Romania dove vuole portare la produzione di Cornedo di ricordarsi che, a prescindere dalla libertà di mercato, vi è un obbligo sociale con il territorio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuliano Ezzelini Storti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; --------------------------&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span&gt;--------------------------&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;--------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A PARTIRE DALLA G.D.S. DI CORNEDO VICENTINO:&lt;br /&gt;quale futuro per il lavoro nel Veneto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIOVEDI 29 OTTOBRE ORE 20.30&lt;br /&gt;PRESSO SALA Civica “Vecia Filanda” vic. Cavour&lt;br /&gt;CORNEDO VICENTINO (VI)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduce&lt;br /&gt;Marco ORLANDI&lt;br /&gt;Segreteria Federale di Vicenza PRC&lt;br /&gt;Resp. Dipartimento Lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coordina&lt;br /&gt;Marcello LORENZI&lt;br /&gt;Segretario PRC Circolo Valle Agno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interverranno&lt;br /&gt;Morgan PREBIANCA&lt;br /&gt;Segretario FIOM-CGIL Vicenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuliano EZZELINI STORTI&lt;br /&gt;Consigliere Comunale di Recoaro&lt;br /&gt;Segreteria Regionale Veneto PRC&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pietrangelo PETTENO’&lt;br /&gt;Capogruppo PRC Consiglio Regionale Veneto&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;  Partito della Rifondazione Comunista&lt;br /&gt;  Circolo Valle Agno&lt;br /&gt;  Dipartimento Lavoro Federazione di Vicenza&lt;br /&gt;  Gruppo al Consiglio Regionale del Veneto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt; --------------------------&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span&gt;--------------------------&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;&lt;span&gt;--------------------------&lt;/span&gt;&lt;wbr&gt;-----------------&lt;br /&gt;NELLA CRISI ECONOMICA NOI STIAMO DALLA PARTE DEI LAVORATORI !!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre per televisione si ostinano a farci credere che la crisi sia finita le piccole e medie imprese agonizzano e vengono lasciati a casa migliaia di lavoratori e lavoratrici:&lt;br /&gt;per il Governo Berlusconi sono importanti solo i processi del Premier e creare terrore sugli immigrati !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo, in alcuni casi, come alla G.D.S. (Global Display Solution) di Cornedo Vicentino, dove la crisi non è arrivata, i padroni decidono di lasciare a casa 44 lavoratori veneti per esportare la produzione in uno stabilimento in Romania è aumentare, così, il loro profitto adducendo la scusa che è finita una commessa di lavoro:&lt;br /&gt;il paradosso è che questa fabbrica “macina” da tre anni bilanci in positivo e che la sede rumena è stata fatta con il parziale finanziamento della Regione Veneto (Finest e Veneto sviluppo)!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ come se i lavoratori, con il loro IRPEF Regionale in busta paga, si fossero finanziati il licenziamento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOI CI PROPONIAMO DI BLOCCARE QUESTA INDECENZA:&lt;br /&gt;la Regione Veneto deve togliere i propri finanziamenti alla GDS se non saranno ritirati tutti licenziamenti !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso si sono già mossi i nostri rappresentanti in Comune a Recoaro(Giuliano Ezzelini Storti), in Provincia (Emilio Franzina), in Regione (Pietrangelo Pettenò).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA&lt;br /&gt;Circolo Valle Agno - Dipartimento Lavoro della Federazione di Vicenza&lt;br /&gt;Gruppo Consiliare Regionale Veneto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-3047168808265112370?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/3047168808265112370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=3047168808265112370' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3047168808265112370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3047168808265112370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/10/nella-crisi-economica-noi-stiamo-dalla.html' title='NELLA CRISI ECONOMICA NOI STIAMO DALLA PARTE DEI LAVORATORI'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SuXhCxK8bVI/AAAAAAAAAZs/kqkrK79yOys/s72-c/lavoratori+sospesi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-3098298540318124345</id><published>2009-10-10T01:45:00.000-07:00</published><updated>2009-11-15T03:35:54.678-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><title type='text'>berlusconi dimettiti</title><content type='html'>&lt;embed src="http://www.pdcitv.it/nvembed.swf?config=http://www.pdcitv.it/nuevo/econfig.php?key=8369ed940f52cf300cf8" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-3098298540318124345?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/3098298540318124345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=3098298540318124345' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3098298540318124345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3098298540318124345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/10/berlusconi-dimettiti.html' title='berlusconi dimettiti'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-4861774321423448564</id><published>2009-10-01T05:46:00.000-07:00</published><updated>2009-10-02T15:55:33.313-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerre e imperialismi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi energetica'/><title type='text'>iran vs occidente</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span class="grey"&gt;IL PARAVENTO DELL IRAN SULLE ARMI NUCLEARI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SsSlTpzca3I/AAAAAAAAAZk/FE_KtXKsz6M/s1600-h/Nuclear_Winter_by_Genesis_Orbit.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 222px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SsSlTpzca3I/AAAAAAAAAZk/FE_KtXKsz6M/s400/Nuclear_Winter_by_Genesis_Orbit.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387612811299679090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Angelo Baracca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il manifesto - 30-9-2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Presidente dell'Iran è sicuramente un personaggio poco raccomandabile ed è possibile che Tehran stia facendo un gioco sporco: ma secondo l'ordinamento internazionale sta alla Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) stabilirlo, e non ai governi, a meno che l'Agenzia non denunci irregolarità o violazioni al Consiglio di Sicurezza: e per ora non lo ha fatto. Ma la rivelazione che l'Iran stia costruendo un secondo impianto di arricchimento dell'uranio scopre il gioco ben più sporco delle vere potenze nucleari, che da trentanove anni violano l'art. 6 del Trattato di non proliferazione.&lt;br /&gt;Il presidente Nicolas Sarkozy aveva preteso che la mozione del Consiglio di Sicurezza, nella risoluzione sul disarmo nucleare, approvata la settimana scorsa, si limitasse a parlare di «creare le condizioni» per il disarmo nucleare: precipitandosi a precisare, con il premier britannico Gordon Brown, che il problema principale è l'Iran. Il gioco si scopre subito: finché l'Iran non rinuncerà all'arricchimento dell'uranio non ci saranno le «condizioni» per il disarmo (questo non valeva per il Brasile, che lo ha realizzato senza sollevare proteste, sottraendosi anche al Protocollo aggiuntivo dell'Aiea!). Così Barack Obama è incastrato, sia sulla strada del disarmo che su quella delle sanzioni.&lt;br /&gt;Ma supponiamo che l'Iran comporti un tale pericolo per la sicurezza mondiale. Sono necessarie per questo le nuove classi di sommergibili nucleari che stanno realizzando, con spese miliardarie, proprio la Gran Bretagna e la Francia? Sono necessarie 300 testate della Francia, 160 della Gran Bretagna, le 23.000 ancora esistenti nel mondo? Sono necessari nuovi programmi nucleari? Sono necessarie le difese antimissile che gli Usa, e ormai tanti altri paesi, stanno realizzando? La decisione, positiva, di Obama di annullare i piani in Repubblica Ceca e Polonia non deve illuderci: non fermerà certo l'intero progetto (e i colossali interessi del sistema militar-industriale), che è composto da un complesso sistema di difese a molti strati (multi-layered, strategiche, di teatro, basate in terra, in mare, nello spazio) e costituisce un salto militare paragonabile a quello che avvenne quando i missili balistici intercontinentali sostituirono i bombardieri strategici.&lt;br /&gt;All'Iran, come a qualsiasi altro paese, va sicuramente impedito di realizzare l'atomica. Ma se guardiamo alla sostanza, a Tehran essa servirebbe per non venire attaccato, perché se la usasse verrebbe cancellato dalla carta geografica. Non lo ripeteremo mai abbastanza, il vero fattore destabilizzante è l'arsenale nucleare di Israele, che è anche un macigno sulla strada del disarmo: ma su questo l'omertà dei potenti della Terra è totale. Senza contare il Pakistan - che ebbe appoggi sotterranei e complicità da tutti i paesi, e che oggi è a rischio di implosione con le testate controllate direttamente dai militari - e l'India, con la quale gli Usa vogliono commerciare tecnologia nucleare, malgrado che il suo potenziale nucleare sia ormai paragonabile per disponibilità a quello delle altre potenze.&lt;br /&gt;Obama deve invertire nei fatti la vecchia impostazione. Anche se non è positivo, l'Iran ha ormai la tecnologia dell'uranio: l'obbligo del suo controllo scrupoloso può essere un obiettivo realistico nel quadro di un negoziato sull'intera regione, che comprenda Afghanistan, Iraq, Pakistan, ma anche Israele.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-4861774321423448564?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/4861774321423448564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=4861774321423448564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4861774321423448564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4861774321423448564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/10/iran-vs-occidente.html' title='iran vs occidente'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SsSlTpzca3I/AAAAAAAAAZk/FE_KtXKsz6M/s72-c/Nuclear_Winter_by_Genesis_Orbit.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-3885457142823724019</id><published>2009-09-27T03:44:00.000-07:00</published><updated>2009-09-27T03:47:58.830-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='istruzione'/><title type='text'>padroni a scuola nostra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sr9CoN2tBZI/AAAAAAAAAZU/jyPWewNUsbg/s1600-h/teo3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 282px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sr9CoN2tBZI/AAAAAAAAAZU/jyPWewNUsbg/s400/teo3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386096938039707026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;clicca sopra l'immagine per ingrandire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-3885457142823724019?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/3885457142823724019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=3885457142823724019' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3885457142823724019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3885457142823724019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/09/padroni-scuola-nostra.html' title='padroni a scuola nostra'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sr9CoN2tBZI/AAAAAAAAAZU/jyPWewNUsbg/s72-c/teo3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-3845789003158819216</id><published>2009-09-27T03:36:00.000-07:00</published><updated>2009-09-27T03:40:39.905-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerre e imperialismi'/><title type='text'>terroristi</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;L’ora della verità e del ritiro&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sr9A-_NTsrI/AAAAAAAAAZM/4ls3ZIFbJHw/s1600-h/Terrorism_by_Enslavedbymetal.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sr9A-_NTsrI/AAAAAAAAAZM/4ls3ZIFbJHw/s400/Terrorism_by_Enslavedbymetal.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386095130221720242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;Tariq Ali*&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;Il Manifesto - 24-09-2009&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Abstract"&gt;* Autore de «Il duello. Il Pakistan sulla traiettoria di volo del potere americano», Baldini, Castoldi e Dalai editore, di prossima pubblicazione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;I soldati italiani, britannici e tedeschi tornano dall’Afghanistan nei loro paesi dentro le bare. Perché? Non per propria colpa ma perché i politici di centro-destra/centro-sinistra li hanno spediti a combattere una guerra imperiale per conto di Washington. In Italia, a sua eterna vergogna, Rifondazione votò per continuare la presenza italiana nell’Hindukush. In Germania Oskar Lafontaine è stato un forte e rumoroso oppositore della guerra, in un paese dove l’80% della popolazione è contro ed è ignorata dai politici di governo. Anche in Italia e in Gran Bretagna vasti strati della popolazione si oppongono alla guerra. Le loro voci restano inascoltate nei corridoi del potere: Brown e Berlusconi sono diventati fratelli di sangue.&lt;br /&gt;Quando i politici europei giustificano il massacro degli afghani e la morte dei propri soldati innalzando mantra sulla necessità di salvaguardare le vite dei cittadini italiani/britannici/tedeschi, essi mentono deliberatamente perché non hanno altra risposta. Come non ce l’ha Washington.&lt;br /&gt;Nel momento in cui le agenzie di intelligence statunitensi ed europee continuano a ripetere che Al Qaeda non è più una minaccia, ma il terrorismo resta un problema, non spiegano mai apertamente che più lunga sarà l’occupazione di Afghanistan ed Iraq, più numerosi saranno i giovani attratti da soluzioni come il terrorismo.&lt;br /&gt;La decisione di Obama di ampliare la guerra inviando più truppe in Afghanistan e trattando Islamabad come se fosse Baghdad, è un errore estremamente grave. Il disastro lo fissa in faccia e nessuna retorica o parlar gentile o offensiva di public relations risolverà il problema. Washington ha bisogno di una exit strategy da quel paese ma più a lungo la ritarda più grande diventa la possibilità che nessuna exit strategy, tanto meno una «strategia di transizione» suggerita da una banana europea, funzionerà. Quel giorno, finalmente, le truppe Usa saranno costrette a una ritirata stile Saigon lasciando dietro di sé un paese in rovina.&lt;br /&gt;Il fatto è che oggi i «Taleban» afghani sono un ombrello sotto il quale i Pashtun di diverse appartenenze politiche si assembrano per resistere e cacciare l’invasore. Ovviamente ciò significa che Washington sta costantemente cercando di negoziare coi taleban e dividerli, come ha fatto con la resistenza irachena, ma qui è andata incontro a un totale fallimento. I nazionalisti Pashtun sono difficili da sconfiggere per via religiosa, dal momento che loro stragrande maggioranza è sunnita. E’ difficile sconfiggerli ideologicamente, dal momento che essi ritengono giusta la propria causa e il fallimento nella ricostruzione del paese ha significato che sempre più persone sono d’accordo con loro, e non necessariamente le riforme sociali funzionano, come i russi hanno scoperto, con costi enormi, negli anni ’80.&lt;br /&gt;L’Unione europea è un’entità inutile e senza coraggio a livello politico. Non riesce a parlare con un’unica voce ma i suoi cittadini devono imparare a non emulare i loro deboli e patetici politici e chiedere con forza crescente un ritiro di tutte le truppe europee dall’Afghanistan.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-3845789003158819216?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/3845789003158819216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=3845789003158819216' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3845789003158819216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3845789003158819216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/09/terroristi.html' title='terroristi'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sr9A-_NTsrI/AAAAAAAAAZM/4ls3ZIFbJHw/s72-c/Terrorism_by_Enslavedbymetal.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-8070795116933468358</id><published>2009-09-21T06:39:00.000-07:00</published><updated>2009-09-21T06:42:12.104-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerre e imperialismi'/><title type='text'>stragi</title><content type='html'>&lt;div class="title"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;  &lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Afghanistan, i terroristi siamo noi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SreCl-Mk_wI/AAAAAAAAAZE/7AUjbhEbRL8/s1600-h/lego-guns-2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 342px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SreCl-Mk_wI/AAAAAAAAAZE/7AUjbhEbRL8/s400/lego-guns-2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383915468407242498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="date"&gt;&lt;span class="author"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="clock"&gt;Danilo Zolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il manifesto&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;      &lt;p style="text-align: justify;"&gt;«Come comandante dell’Isaf nulla mi è più caro della sicurezza e della protezione del popolo afghano». Così si è espresso il generale Stanley McChrystal, il nuovo zar americano di Kabul, rivolgendosi al popolo afghano attraverso gli schermi televisivi. Usando questo linguaggio egli ha tentato di giustificare l’ennesima strage di innocenti compiuta dalle truppe occupanti: l’uccisione, ormai accertata, di 90 civili nel raid di un caccia statunitense F.15. Decine di vittime si sono così aggiunte alle migliaia di morti, mutilati e feriti che sono già agli atti della «sicurezza» e della «protezione» garantite in questi anni dalle milizie dell’Isaf e della Nato all’insegna della loro proclamata missione umanitaria.&lt;span id="more-400"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Come è noto, Stanley McChrystal è stato nominato comandante delle forze Isaf-Nato da Barack Obama solo di recente, ma sembra che del presidente egli cerchi di mutuare molto rapidamente sia l’ambizione politica che l’enfasi comunicativa. L’ambizione lo spinge a esigere l’invio in Afghanistan di altri 45mila militari americani per rinforzare ulteriormente l’operazione «Colpo di Spada», voluta dal presidente. L’enfasi lo ha indotto a dichiarare che il suo unico obiettivo è di conquistare «la mente e i cuori» degli afghani. Altrettanto persuasivo sarebbe stato Osama bin Laden se dopo la strage terroristica dell’11 settembre avesse promesso al popolo degli Stati Uniti «sicurezza e protezione» e si fosse impegnato a conquistare «le menti e i cuori» degli americani.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;In realtà chi conosce minimamente il popolo afghano e ha toccato con mano le sue infinite sofferenze, sa bene che la retorica umanitaria degli occupanti oggi non ha il minimo effetto. Sa bene che gli afghani non dimenticano le migliaia di vittime provocate dalle armi di distruzione di massa usate dagli aggressori a partire dall’ottobre 2001. Stando alle analisi dello studioso americano Marc Herold, almeno 3.700 sono stati i civili uccisi nei tre mesi della prima ondata dei bombardamenti statunitensi. In media 67 persone al giorno.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il popolo afghano ricorda la strage di almeno 500 detenuti nel carcere di Mazar-i-Sharif e le bombe perforanti sganciate nella regione di Tora Bora e ai piedi delle Montagne Bianche, oltre alle migliaia di tonnellate di bombe Blu-82 sparate dalle cannoniere AC-130, per non parlare dell’ondata di violenza sanguinaria scatenata nel 2006 nel sud Afghanistan dalle truppe Nato. E gli afghani non dimenticano – non potranno mai dimenticare – i micidiali ordigni sparsi sul territorio dalle cluster bombs sganciate dagli Stati Uniti e scambiati dai loro bambini per giocattoli o cibo, perché di colore giallo come le razioni militari. Il popolo afghano ricorderà a lungo le torture di ogni genere, inclusa l’infame waterboarding, praticate da esperti statunitensi in prigioni segrete a Kabul e a Bagram su prigionieri appartenenti all’etnia Pasthun e sospettati di essere terroristi talibani. E non può dimenticare il destino delle centinaia di «nemici combattenti», anch’essi sottoposti a trattamenti disumani, tuttora illegalmente incarcerati negli Stati Uniti – non solo a Guantanamo – e in molti altri paesi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;È dunque una evidente impostura sostenere che la guerra contro i Taliban in atto in Afghanistan è una guerra per la pace, per il benessere del popolo afghano e per la sconfitta del «terrorismo globale». Gli eufemismi umanitari di Barack Obama e dei suoi stretti collaboratori come il generale McChrystal non possono illudere o ingannare nessuno. La guerra in Afghanistan è sempre stata una «guerra terroristica» sotto false apparenze umanitarie ed è tuttora motivata da ragioni strategiche alla luce di una visione egemonica e neo-imperiale del mondo nel contesto dei processi di globalizzazione economica, politica e militare. È una strategia che dopo il crollo dell’Unione sovietica ha portato gli Stati Uniti e i loro alleati a una lunga serie di guerre di aggressione, che non sono state meno crudeli, violente e sanguinarie del global terrorism, e che non lo hanno sconfitto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Se tutto questo è vero, allora il primo passo politico e teorico da fare dovrebbe essere quello di rivedere in profondità la nozione stessa di «terrorismo internazionale». E domandarsi chi sono i terroristi da combattere, senza escludere l’ipotesi che terroristi siamo anzitutto noi occidentali, inclusi gli italiani.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-8070795116933468358?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/8070795116933468358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=8070795116933468358' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/8070795116933468358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/8070795116933468358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/09/stragi.html' title='stragi'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SreCl-Mk_wI/AAAAAAAAAZE/7AUjbhEbRL8/s72-c/lego-guns-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-5853764492286531990</id><published>2009-09-11T01:46:00.000-07:00</published><updated>2009-09-11T01:47:23.656-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerre e imperialismi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>NOI RICORDIAMO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SqoOevwhyeI/AAAAAAAAAY8/Cxt9wR5ejYQ/s1600-h/apicella11Settembre2009.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 265px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SqoOevwhyeI/AAAAAAAAAY8/Cxt9wR5ejYQ/s400/apicella11Settembre2009.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380128626226350562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-5853764492286531990?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/5853764492286531990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=5853764492286531990' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5853764492286531990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5853764492286531990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/09/noi-ricordiamo.html' title='NOI RICORDIAMO'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SqoOevwhyeI/AAAAAAAAAY8/Cxt9wR5ejYQ/s72-c/apicella11Settembre2009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-689193105079885164</id><published>2009-09-06T13:47:00.000-07:00</published><updated>2009-09-06T13:50:04.412-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerre e imperialismi'/><title type='text'>manifestiamoci</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Contro la guerra afghana costruiamo una grande manifestazione d’autunno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SqQgSgEfaFI/AAAAAAAAAY0/O5gNXX9FLe8/s1600-h/manifestazione-studentesca01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 287px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SqQgSgEfaFI/AAAAAAAAAY0/O5gNXX9FLe8/s400/manifestazione-studentesca01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5378459357205719122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;Fosco Giannini* Mariella Cao** Emilio Franzina*** Jacopo Venier****&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;Liberazione - 02-09-2009&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Abstract"&gt;Per il ritiro immediato delle truppe italiane e contro le spese militari.   Ma anche per rilanciare una lotta unitaria sulle questioni sociali&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; Una guerra che molti vorrebbero dimenticare è tornata a bussare alla nostra porta. La morte del caporal maggiore Alessandro Di Lisio e il ferimento di altri militari italiani è parte di una catena scientemente rimossa di assassinii di Stato che ha nella morte dell’ altro caporal maggiore Giovanni Bruno, 3 ottobre 2004, il suo primo, tragico, anello e che porta ormai a 14 le vittime del contingente italiano. Purtroppo solo questi tragici eventi hanno riacceso i riflettori dei nostri media e così si è potuto finalmente saper qualche cosa di più su quanto accade sul fronte afgano.&lt;br /&gt;Scopriamo così che il ruolo ambiguo che gli USA di Obama stanno giocando in Honduras , in Iran e – in modo più palese – in Afghanistan , con una svolta affatto pacifista, indica l’estrema difficoltà, legata agli oggettivi interessi in gioco, di produrre, dietro alla propaganda, una vera discontinuità rispetto all’amministrazione Bush.&lt;br /&gt;I militari italiani si muovono e combattono, infatti, in un quadro in cui proprio in queste ultime settimane gli USA hanno preparato ed eseguito il più grande attacco dei marines dai tempi del Vietnam. Non si può definire altrimenti, infatti, l’attuale strategia del Khanjar&lt;br /&gt;(il “colpo di spada”) che vede 4 mila nuovi soldati americani ( che si aggiungono agli altri 30 mila della pur breve era Obama e che portano l’intero contingente Usa a circa 70 mila effettivi), trasportati da 50 aerei ed elicotteri da guerra USA, di attaccare improvvisamente la strategica valle dell’Helmand, nel sud dell’Afghanistan.&lt;br /&gt;La guerra imperialista si è dunque totalmente riaccesa. L’Italia, con i suoi morti e i suoi feriti ( destinati purtroppo a crescere sotto l’offensiva sempre più vasta ed organizzata dei talebani) e con l’immenso spostamento di fondi sia verso il riarmo, sia verso il rafforzamento degli impegni sui fronti di guerra che verso l’ampliamento delle basi USA e NATO nel nostro paese, ne è totalmente coinvolta.&lt;br /&gt;iemerge ora, in tutta la sua verità, la denuncia contro la guerra afghana che già dal 2001 ha portato avanti il movimento italiano contro la guerra. Esso – emarginato, inascoltato e in rotta di collisione con le politiche governative fino allo scontro avvenuto con il Governo Prodi – affermava che la guerra USA in Afghanistan non era affatto la risposta all’attacco alle Torri Gemelle. Era ben altro. Attraverso l’obiettivo dichiarato di catturare Bin Laden, Bush scatenava la vera guerra: quella per il controllo mondiale del petrolio e delle fonti primarie di energia. Gli esponenti del movimento contro la guerra hanno sempre ricordato e reso noto l’intervento – svolto in un’audizione al sottocomitato per l’Asia e il Pacifico della Camera dei rappresentanti USA nel febbraio 1988 - del vicepresidente della “Unocal Corporation”; in quell’audizione il vicepresidente affermava che "la regione del Caspio contiene enormi riserve di idrocarburi intatte. Solo per dare un'idea delle proporzioni, le riserve di gas naturale accertate equivalgono a oltre 236 mila miliardi di piedi cubici. Le riserve petrolifere totali della regione potrebbero ammontare a oltre 60 miliardi di barili di petrolio. Alcune stime arrivano fino a 200 miliardi di barili. Nel 1995 la regione produceva solo 870.000 barili al giorno. Entro il 2010 le compagnie occidentali potrebbero aumentare la produzione fino a circa 4,5 milioni di barili al giorno, un aumento di oltre il 500% in soli 15 anni. Se questo dovesse accadere, la regione rappresenterebbe circa il 5% della produzione totale di petrolio al mondo. C'è tuttavia un grosso problema da risolvere: come portare le vaste risorse energetiche della regione ai mercati che ne hanno bisogno ''; e soprattutto – continuava l’esponente della “Unocal Corporation” - come gli USA possono controllare la distribuzione del greggio e del gas della regione, in particolare verso le economie emergenti dell'Asia che ne faranno sempre più richiesta. Scartata l'ipotesi di costruire oleodotti e gasdotti che possano attraversare la Cina (troppo lunghi e costosi e soprattutto non controllabili, appunto perché cinesi) conviene – chiudeva il vicepresidente della “UC” - passare per l' Afghanistan. Questo era e rimane il senso ultimo della guerra. Assieme ad un altro “senso”, strategicamente decisivo per gli Usa : allargare la NATO sino ai confini russi e cinesi, costruire basi NATO e USA anche all’interno dell’Afghanistan. Come è accaduto. Nella fase del governo Prodi, il movimento ( con alla testa Alex Zanotelli, Gino Strada, le aree più avanzate del movimento operaio e sindacale – confederale e di base - , le donne, gli uomini, le ragazze e i ragazzi dello “spirito di Genova”) non venne ascoltato. Questo errore drammatico non solo ha prodotto una grave ed ancora aperta ferita tra movimenti , partiti comunisti e sinistra, ma ha avuto anche come conseguenza la “militarizzazione” della politica estera, lo sdoganamento della guerra come strumento delle relazioni internazionali, il dilagare del bellicismo e l’esplodere delle spese militari. Di fronte all’escalation di una guerra, che gli stessi generali ormai ammettono non avere nulla a che fare con la lotta contro il terrorismo, occorre tornare tutti in piazza. Il movimento deve svolgere il suo ruolo sociale centrale contro le politiche di guerra e la subordinazione del governo italiano agli Usa e alla NATO; per ridare vita, speranza e senso alle forze comuniste e all’intera sinistra anticapitalista e d’alternativa. Per costruire le basi reali di una vittoria “ strategica ” ( non si vince “solo” battendo la destra : è questa la lezione che viene dal fallimento del governo Prodi), contro il governo Berlusconi e il berlusconismo diffuso, trasformando le spese folli per gli F-35 in assegni sociali per i lavoratori; spostando le risorse verso la decontaminazione delle aree di Aviano, Sigonella e soprattutto sarde, ridotte dalle basi USA e NATO a terre nuclearizzate a forte rischio di tumori e leucemie. Chi scrive lancia - dunque - una proposta : che la Federazione comunista e di sinistra che si è costituita lo scorso 18 luglio a Roma (assieme all’intero movimento pacifista, alle esperienze di lotta contro le basi americane e NATO in Sardegna, a Camp Derby, a Vicenza; assieme alle parti più avanzate della CGIL e della FIOM; ai sindacati di base e ad ogni altra soggettività comunista, antimperialista, anticapitalista e di movimento) si metta sin da ora al lavoro per organizzare a settembre/ottobre ( intrecciando le più vaste relazioni e seminando spirito unitario) una grande manifestazione a Roma contro la guerra, contro le spese militari e per il ritiro immediato dei soldati italiani dall’Afghanistan, unendo la lotta contro le politiche interventiste e di guerra alle sempre più gravi questioni sociali: il salario, la scala mobile, la Legge 30, le pensioni, il razzismo, lo stato sociale. Un “nuovo inizio” non può che cominciare dalla ripresa dell’iniziativa politica e sociale contro la guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Direzione nazionale Prc&lt;br /&gt;** Comitato sardo “ Gettiamo le Basi”&lt;br /&gt;***.Docente universitario, Gruppo consiliare provinciale “ Vicenza libera”&lt;br /&gt;**** Segreteria nazionale PdCI&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-689193105079885164?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/689193105079885164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=689193105079885164' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/689193105079885164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/689193105079885164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/09/manifestiamoci.html' title='manifestiamoci'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SqQgSgEfaFI/AAAAAAAAAY0/O5gNXX9FLe8/s72-c/manifestazione-studentesca01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2639084233616430032</id><published>2009-08-25T14:15:00.000-07:00</published><updated>2009-08-25T14:21:48.728-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>socialismi del XXI secolo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Matteo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-8.jpg" alt="" /&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Matteo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-9.jpg" alt="" /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL PROGRAMMA DI ALFABETIZZAZIONE IN ECUADOR&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SpRVzQB1RkI/AAAAAAAAAYs/EcqyLOSJr_k/s1600-h/presidente_rafael_correa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 369px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SpRVzQB1RkI/AAAAAAAAAYs/EcqyLOSJr_k/s400/presidente_rafael_correa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374014594324186690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Davide Matrone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giornalismo partecipativo - 25-8-2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista a Luis Galli, professore impegnato nel programma d’alfabetizzazione in Ecuador "Dolores Cacuango" (nella foto la leggendaria dirigente indigena). &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Quando ha avuto inizio il programma d’alfabetizzazione?"&lt;br /&gt;A novembre dello scorso anno. Un programma d’alfabetizzazione lanciato per la prima volta nella storia del Paese dall’attuale Governo.&lt;br /&gt;In questo momento ci sono 22 persone che stanno proseguendo e appartengono tutti alla comunità di Esperanza.&lt;br /&gt;Qui, purtroppo, nella provincia del Chimborazo c’è un’alta percentuale di analfabeti. Lo scopo di questo programma è quello di liberare, entro 4 – 5 anni il territorio dall’analfabetismo.&lt;br /&gt;Molti hanno imparato a scrivere e a leggere per la prima volta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"In quali giorni si svolgono le lezioni’"&lt;br /&gt;Le lezioni durano 2 ore al giorno, dal lunedì al giovedì. Al momento siamo due professori impegnati in questo programma, io e il collega Luiz Maria Remache.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Che titolo di studio avete?"&lt;br /&gt;Siamo entrambi diplomati.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"E prima di quest’attività cosa facevi?"&lt;br /&gt;Ero un contadino a tempo pieno e per guadagnare qualcosa lavoravo informalmente, ossia andavo nei centri urbani a vendere i prodotti agricoli.&lt;br /&gt;Ero spesso lontano da casa e non guadagnavo molto. Ora invece, grazie a questo programma, sono due anni che ho un lavoro stabile, lavoro nella comunità a pochi passi dalla mia famiglia e svolgo un’attività che mi inorgoglisce perchè mi sento utile a me stesso e soprattutto alla mia comunità.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Quanto guadagni al mese?"&lt;br /&gt;Il Ministero dell’Educazione mi da 150$ al mese&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Quanti educatori sociali sono stati coinvolti in questo programma?"&lt;br /&gt;Nella nostra provincia, cioè quella del Chimborazo, sono stati coinvolti 420 educatori sociali. Praticamente una bonifica nel campo dell’istruzione. Questi sono ovviamente tutti posti di lavoro in più. Siamo educatori che apparteniamo alle due Direzioni Educative, cioè a quella Hispanica e a quella Kichwa, con questo voglio dire che la metà insegna Kichwa e l’altra metà spagnolo (castigliano).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Il programma per i partecipanti gratuito?"&lt;br /&gt;Assolutamente si. Il Ministero dell’Educazione ci fornisce tutto il materiale necessario per svolgere al meglio il programma.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Cosa ne pensi della politica del Governo Correa in merito all’istruzione?"&lt;br /&gt;L’attuale Presidente Correa sta lavorando molto in questo senso. La maggior parte delle tasse che prima si pagavano sono gratuite e poi i professori devo aggiornarsi. A tal proposito si stanno organizzando dei corsi di aggiornamento e coloro che non parteciperanno saranno esclusi direttamente. Il nostro Presidente vuole innanzitutto che tutti siano istruiti. Sono d’accordo con quanto si sta facendo e quanto si propone di fare.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Quindi praticamente in passato non si è mai realizzato un programma d’alfabetizzazione?"&lt;br /&gt;Veramente sulla carta è stato proposto dalla fine degli anni 80 ma restava solo sulla carta. Nessun Governo si è mosso praticamente per la realizzazione di un programma d’alfabetizzazione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Il programma si chiama Dolores Cacuango, chi era?"&lt;br /&gt;Era una donna indigena di Cayambe che ha lottato per i diritti degli indigeni di questo paese. Qui la ricordano tutti anche perchè è morta recentemente all’età di 90 anni. In queste yerre ci sono stati molti uomini e donne indios che hanno lottato per i nostri diritti e noi continuiamo nel loro nome.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-2639084233616430032?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/2639084233616430032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=2639084233616430032' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2639084233616430032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2639084233616430032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/08/socialismi-del-xxi-secolo.html' title='socialismi del XXI secolo'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SpRVzQB1RkI/AAAAAAAAAYs/EcqyLOSJr_k/s72-c/presidente_rafael_correa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-4191742816417948051</id><published>2009-08-20T15:26:00.000-07:00</published><updated>2009-08-20T15:28:07.114-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><title type='text'>questo ed altro</title><content type='html'>&lt;span class="option"&gt;&lt;b&gt;IL SEGRETO DEL MIRACOLO ECONOMICO CINESE: IL GOVERNO POSSIEDE LE BANCHE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/So3N2008GuI/AAAAAAAAAYk/ZTu-FUYXntI/s1600-h/bank_of_china_0320.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 224px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/So3N2008GuI/AAAAAAAAAYk/ZTu-FUYXntI/s400/bank_of_china_0320.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5372176272300186338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ellen Brown&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;webofdebt.wordpress.com&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;i&gt;Le banche; cosa difficile da credere in un momento in cui abbiamo di fronte una crisi economica che sono state le banche stesse a creare – sono ancora la lobby più potente di Capitol Hill. Praticamente sono i proprietari del posto”&lt;/i&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;(Dick Durbin, senatore USA, capogruppo del Partito Democratico, 30 aprile 2009) &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Mentre gli Stati Uniti spendono trilioni di dollari per salvare il sistema bancario, lasciando languire l’economia, si parla della Cina come di un “miracolo economico” che è riuscito a sganciarsi dal resto del mondo. Mentre il resto del mondo affonda nella peggior recessione mai vista dagli anni ’30, la Cina ha mantenuto un fenomenale tasso di crescita annua dell’8%. Questo almeno secondo i rapporti, ma i commentatori nutrono dei dubbi. Si chiedono infatti come sia possibile una crescita simile in un momento in cui altri paesi la cui economia era fondata sulle esportazioni hanno sofferto vistosi cali e si trovano ancora in fase di depressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’economista &lt;a href="http://therealnews.com/t/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=31&amp;amp;Itemid=74&amp;amp;jumival=4060"&gt;Richard Wolff&lt;/a&gt; osserva con tono scettico:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;“Oggi il mondo si trova in una situazione di crisi capitalistica globale. Dappertutto i consumi calano. Dappertutto la gente acquista meno beni, inclusi quelli cinesi. Com’è possibile che in una società così dipendente dall’economia mondiale si possa avere oggi una crescita esplosiva? Il loro mercato azionario si trova oggi ad un livello 100 volte più alto del suo minimo. Non esiste nulla di lontanamente paragonabile in nessuna altra parte del mondo, certamente non negli Stati Uniti e in Europa. Com’è possibile? Se dovessimo credere a ciò che dicono i cinesi, dovremmo anche credere che nell’arco di pochi mesi, al massimo un anno, non di più, essi sarebbero stati in grado di trasformare la loro economia da centrale fondata sulle esportazioni a meccanismo industriale basato sul consumo interno. In nessun paese del mondo una cosa del genere ha mai richiesto meno di alcuni decenni”.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Com’è possibile che il progetto cinese di ripresa economica funzioni così bene, mentre i nostri non funzionano per nulla? Forse la risposta è semplice: la Cina non ha mai permesso al proprio sistema bancario di sottomettere l’economia produttiva. Le banche cinesi lavorano per il popolo, anziché il contrario. Così afferma Samah El-Shahat, conduttrice del network inglese di Al Jazeera con una laurea in economia all’Università di Londra. In un &lt;a href="http://english.aljazeera.net/focus/chinabuystheworld/2009/08/200981084418740760.html"&gt;articolo&lt;/a&gt; del 10 agosto intitolato “In Cina il popolo viene prima delle banche”, scrive:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;“Quella cinese è l’unica grande economia in cui il fossato – la separazione tra il settore finanziario e il mondo abitato dalla gente comune e dalle loro imprese – non esiste. Entrambi i mondi stanno attraversando una nuova fase di boom economico e questo grazie al modo in cui il governo ha saputo gestire le proprie banche. La Cina non ha permesso al proprio settore bancario di diventare così potente, così influente, così enorme da poter dettare legge e poter imporre salvataggi. In parole povere, il governo ha preferito interessarsi del proprio popolo e anteporre le sue esigenze a quelle di qualsiasi altro gruppo d’interessi. E’ per questo che le banche cinesi continuano a prestare denaro alle persone e alle loro imprese in quantità record”&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ciò che Wolff chiama “crisi capitalista globale” è in realtà una crisi del credito: ma in Cina, a differenza che negli Stati Uniti, il credito continua a fluire liberamente, non solo verso il settore finanziario, ma verso l’industria e le amministrazioni locali. Le banche di proprietà dello Stato hanno massicciamente incrementato i prestiti, e le amministrazioni locali e le aziende di Stato li ricevono su larga scala. La Banca Popolare della Cina stima che l’ammontare complessivo dei prestiti nella prima metà del 2009 sia stato di 1,08 trilioni di dollari, il 50% in più dei prestiti erogati nel 2008. Anche la Federal Reserve americana ha erogato prestiti record, ma essi sono stati destinati principalmente al salvataggio del settore finanziario, lasciando Main Street all’asciutto. Scrive la El-Shahat:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;“In Inghilterra e negli Stati Uniti il settore finanziario è in fase di boom, mentre il mondo della gente normale sembra andare di male in peggio, la disoccupazione cresce, gli affari ristagnano e i pignoramenti immobiliari non si fermano. Sembra quasi che Wall Street e Main Street esistano su diversi pianeti. E ciò dipende in larga parte dal fatto che le banche continuano a non prestare denaro alla gente comune. In Inghilterra e negli Stati Uniti le banche si sono appropriate del denaro dei contribuenti e del denaro facile proveniente dagli alleggerimenti quantitativi delle banche centrali. Lo utilizzano per sostenere se stesse e per ripulire i propri bilanci, piuttosto che per prestarlo alla gente. Le banche si sono appropriate di quel denaro e i nostri governi non hanno fatto assolutamente nulla per impedirlo. Anzi, sono stati complici nel consentire che ciò avvenisse”&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Crepe nella muraglia cinese?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L’economia cinese non è perfetta. La spinta verso il profitto, soprattutto ad opera di capitali d’investimento stranieri, ha incoraggiato gli azzardi speculativi, con investimento di grandi quantità di denaro in appartamenti di lusso e altri tipi di beni immobiliari che la maggior parte delle persone non può permettersi. I lavoratori cinesi si lamentano oggi del &lt;em&gt;troppo &lt;/em&gt;capitalismo, visto che sono ora costretti a pagare per l’abitazione, per le cure sanitarie e per l’istruzione superiore, tutte cose che un tempo venivano fornite dallo Stato. E benché si stiano facendo degli &lt;a href="http://www.lewrockwell.com/orig6/rogers1.html"&gt;sforzi&lt;/a&gt; per rendere disponibili una maggior quantità di prestiti alle piccole e medie aziende, le industrie di Stato e le grandi corporazioni ricevono ancora la maggior parte dei prestiti erogati. Questo perché alle banche è stato ordinato di restringere i propri standard per l’accesso al credito, e naturalmente le grandi aziende comportano rischi minori. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Wolff è convinto che il “miracolo” cinese sia una bolla destinata a scoppiare con conseguenze catastrofiche. Storicamente, tuttavia, ogni volta che una bolla economica è scoppiata all’improvviso ciò è avvenuto perché era stata punta dagli speculatori. Quando nel 1990 scoppiò la bolla del mercato giapponese, e quando altri paesi asiatici seguirono lo stesso destino nel 1998, ciò avvenne perché gli speculatori stranieri riuscirono ad aggredire le loro valute con derivativi esotici. Le vittime tentarono di difendersi acquistando le proprie valute nazionali con le riserve in valuta estera, ma le riserve andarono ben presto esaurite. Oggi la Cina ha accumulato una tale quantità di riserve in dollari che sarebbe molto difficile agli speculatori fare la stessa cosa con il mercato azionario cinese. Un declino graduale del mercato azionario dovuto a forze naturali del mercato stesso è qualcosa che un’economia può agevolmente sopportare.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Inversione dei ruoli economici?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Almeno per il momento, il piano di ripresa cinese sta funzionando molto meglio di quello americano e inglese; e il principale motivo per cui sta funzionando meglio è il fatto che il governo tiene in pugno il proprio settore bancario. Il governo può manovrare il meccanismo del credito bancario in modo da favorire le imprese pubbliche e il commercio, poiché realmente &lt;em&gt;possiede&lt;/em&gt; le banche o buona parte di esse. Ironicamente questa caratteristica dell’economia cinese avrebbe consentito alla Cina di avvicinarsi all’ideale capitalistico americano degli inizi ancor più degli stessi Stati Uniti. La Cina viene spesso definita comunista, ma non è mai stata comunista nel senso inteso dai libri di testo, e oggi lo è ancor meno di prima. Deng Xiaoping, leader del Partito Comunista Cinese, che dopo il 1978 aprì la Cina agli investimenti stranieri, disse una volta che non importa di che colore sia il gatto, purché riesca ad acchiappare i topi. Quale che sia la definizione appioppata all’economia cinese, resta il fatto che essa fornisce oggi un’impalcatura che incoraggia efficacemente l’imprenditoria.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Jim Rogers è un investitore e analista finanziario americano espatriato, che oggi ha la propria base a Singapore. Nel 2004 scrisse un &lt;a href="http://www.lewrockwell.com/orig6/rogers1.html"&gt;articolo&lt;/a&gt; intitolato “L’ascesa del capitalismo rosso”:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;“Alcuni dei migliori capitalisti del mondo vivono nella Cina comunista... Non importa per quanto tempo ancora i leader cinesi insisteranno a definirsi comunisti, essi sembrano assai indaffarati a creare l’economia capitalista che dominerà il mondo”&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nel frattempo gli USA sono sprofondati in ciò che Rogers chiama “socialismo per ricchi”. Quando le normali aziende americane fanno bancarotta, esse vengono lasciate sole ad affrontare la giungla d’asfalto; ma se vanno in bancarotta banche considerate “troppo grosse per fallire”, allora siamo noi contribuenti a dover pagare le perdite, mentre ai proprietari delle banche viene consentito di tenersi i profitti e di continuare ad utilizzarli per le loro speculazioni. Il salvataggio di Wall Street con denaro dei contribuenti rappresenta una radicale violazione dei princìpi del capitalismo, una violazione che ha cambiato volto all’economia americana. Il capitalismo che ci insegnavano a scuola parlava di Mamma e Papà negozianti, di fattorie a conduzione familiare, di piccoli imprenditori che potevano competere su un livello di parità. Il ruolo del governo era quello di definire le regole e di assicurarsi che ognuno giocasse rispettandole. Ma non è questa la storia del capitalismo che vediamo oggi. Mamma e Papà negozianti sono stati stritolati da gigantesche catene di ipermercati e mega-industrie; le piccole fattorie a conduzione familiare sono state rilevate dalle multinazionali dell’agro-business; e le banche di Wall Street sono diventate così potenti che oggi i deputati si lamentano per il fatto che sono le banche ad essere proprietarie del Congresso. I colossi bancari e le corporazioni hanno riscritto le regole per i propri fini. La sana competizione è stata rimpiazzata da una forma di capitalismo predatorio in cui il pesce piccolo viene sistematicamente inghiottito dagli squali. Il risultato è un gap sempre più ampio tra ricchi e poveri che rappresenta il più colossale esempio di trasferimento della ricchezza della storia.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; La soluzione cinese, di fronte a un sistema bancario finito in bancarotta, sarebbe quella di nazionalizzare le banche stesse, non soltanto i loro debiti. Se anche gli USA adottassero un simile approccio, noi, il popolo, potremmo davvero ottenere qualcosa di valido in cambio del nostro investimento: un sistema bancario stabile e affidabile che appartenga alla gente. Se la parola “nazionalizzare” sembra poco americana, sostituitela con “di proprietà pubblica e operante nel pubblico interesse”, come le biblioteche pubbliche, i parchi pubblici e i pubblici tribunali. Dobbiamo togliere i nostri dollari a Wall Street e restituirli a Main Street e possiamo farlo solo spezzando questo monopolio bancario privato finito fuori controllo e riaffidando il controllo sul denaro e sul credito al popolo stesso. Se i cinesi possono avere il meglio dei due mondi, possiamo averlo anche noi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-4191742816417948051?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/4191742816417948051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=4191742816417948051' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4191742816417948051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4191742816417948051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/08/questo-ed-altro.html' title='questo ed altro'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/So3N2008GuI/AAAAAAAAAYk/ZTu-FUYXntI/s72-c/bank_of_china_0320.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-5958605819991785478</id><published>2009-08-18T14:37:00.000-07:00</published><updated>2009-08-18T14:41:55.569-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><title type='text'>in gabbia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:15;color:black;"   &gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Le “gabbie salariali” della Lega sono contro i lavoratori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sosft3JIacI/AAAAAAAAAYc/BoiGImJrHRw/s1600-h/operaio+e+gru.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 324px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sosft3JIacI/AAAAAAAAAYc/BoiGImJrHRw/s400/operaio+e+gru.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5371421853326272962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Primomaggio - Agosto 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il “dibattito ferragostano” sulla reintroduzione - proposta dalla Lega - delle cosiddette “gabbie salariali” è un dibattito per alcuni versi surreale; eppure, anche le sciocchezze estive “calderole” possono essere prese come spunto per svolgere una serie di riflessioni importanti.Come è noto, l’abolizione delle gabbie salariali è stata un conquista che il movimento dei lavoratori ha realizzato nell’arco di molti anni. Le “gabbie salariali” erano uno dei tanti elementi di “sperequazione” (cioè di diversificazione tra lavoratori) che il fascismo aveva lasciato in eredità alla fine della seconda guerra mondiale. Le differenze salariali erano basate non solo sulla residenza (al Nord si percepiva un salario maggiore, a parità di lavoro, rispetto al Sud e c'erano differenze anche tra una zona e l'altra dello stesso Nord), ma erano basate anche sulle differenze di età (i giovani erano pagati meno degli “anziani”), sulla differenza di genere (le donne erano pagate meno degli uomini). Quella dell’uguaglianza salariale (“a pari lavoro, pari salario”) non fu solo una conquista di equità, ma anche la risposta alla volontà del padronato di usare i differenziali salariali come strumento di ricatto verso i lavoratori. Certo, fu una conquista mai realizzata integralmente, ma rimasta spesso solo sulla carta.      La reintroduzione delle gabbie salariali viene oggi riproposta dalla Lega, ma non è una novità. Il secondo governo Berlusconi ci aveva già provato con i decreti 848 e 848bis nel 2001, senza peraltro riuscirci. Non solo, come segnalavamo già qualche mese fa, l'accordo del 22 gennaio 2009 sul modello di contrattazione collettiva nazionale (cosiddetta “riforma del CCNL”) prevedeva, attraverso il meccanismo della “deroga” la possibilità di diversificare su base territoriale addirittura l'intero contratto nazionale e non solo la sua parte salariale[1]. Questo spiega, tra le altre cose, la freddezza – se non addirittura la contrarietà - di Confindustria verso la proposta della Lega. Avendo già a disposizione gli strumenti per realizzare nella sostanza ciò che propone la Lega, i padroni e i loro amici sindacali non hanno alcun interesse ad “accendere i riflettori” su un tema molto delicato solo per consentire ad un partito politico di guadagnare consensi elettorali.      Se usciamo dalla logica strettamente contrattuale/legislativa e scendiamo nel più vasto “mondo reale” osserviamo che con il dilagare dei contratti “atipici” (prendiamo ad esempio i co.co.pro.) in cui non esistono livelli retributivi di riferimento, ma tutto è lasciato alla “libera contrattazione delle parti” ovvero alla possibilità dei padroni di prendere per il collo i lavoratori, la diversificazione territoriale del salario è già in atto. Vigendo la “legge bronzea” del mercato le zone a minore opportunità lavorativa offrono retribuzioni medie più basse di quelle dove le opportunità sono maggiori. Su scala internazionale la cosa è visibilissima quando confrontiamo, solo per fare un esempio, le retribuzioni dei lavoratori europei e quelle dei lavoratori africani o asiatici. Si vede ancora bene la differenza tra i salari italiani e quelli rumeni. Ma, indipendentemente da quello che dice la Lega, differenze di salario sussistono anche tre la varie aree del paese. Ad esempio, la CGIA di Mestre ha prodotto uno studio sulle retribuzioni in Italia nel quale ha dimostrato che il salario medio cala man mano che ci si sposta verso Sud[2].      Ma ci sono anche riduzioni del salario su base territoriale che sono state attuate in altri modi meno eclatanti, ma altrettanto concreti. Si pensi agli accordi (sottoscritti da CGIL-CISL-UIL) per l'avvio dello stabilimento FIAT di Melfi: livelli contrattuali più bassi (e infatti la principale richiesta della famosa “mobilitazione dei 21 giorni” del 2004 era quella di avere salari uguali a quelli del resto del gruppo FIAT), diritti semi-azzerati con totale libertà da parte dell'azienda di applicare turnazioni arbitrarie e di erogare provvedimenti disciplinari a man bassa.      Dicevamo all'inizio che il dibattito sulla reintroduzione delle “gabbie salariali” è surreale perché dietro ad una proposta che potrebbe apparire a prima vista nell'interesse dei lavoratori del Nord e persino “formalmente equanime” (a parità di lavoro, parità di condizioni di vita, laddove la sola “parità del salario” si rivelerebbe uno svantaggio per chi risiede nelle zone che hanno un costo della vita medio più alto[3]) si cela invece una proposta che colpirebbe non solo i lavoratori del Sud, ma anche quelli del Nord, favorendo solo il padronato.      Come riconosce anche Luciano Gallino[4], la riduzione del salario al Sud avrebbe come effetto, ovviamente, quello di far accorrere un gran numero di “terroni” al Nord (così come l'afflusso crescente di immigrati non è che l'effetto del progressivo impoverimento dei loro paesi d'origine).    Come Gallino, anche Bossi e Calderoli - pur non essendo delle aquile - sanno bene che per la “legge” dei vasi (sociali) comunicanti, così come i capitalisti inseguono il massimo saggio di profitto, allo stesso modo i lavoratori inseguono il massimo “saggio di salario”. Ricattati dalla mancanza di lavoro e dai bassi salari nelle loro zone di origine, gli immigrati dal Sud sarebbero disposti a lavorare a condizioni contrattuali peggiori di quelle offerte ai “nordici”; questo permetterebbe ai padroni di ricattare i nordici per costringerli ad accettare le condizioni contrattuali (precarie) e salariali offerte ai “sudisti”.   E questo è il primo ricatto. Ma ci può essere un altro tipo di ricatto per il quale non c'è neppure bisogno della presenza al Nord di lavoratori meridionali. Un imprenditore potrebbe, ad esempio, presentarsi in azienda e minacciare il trasferimento delle produzioni/attività al Sud (dove i costi della forza-lavoro sono più bassi, dove il costo del denaro è minore, dove si può accedere agli sgravi contributivi e fiscali previsti per le zone di crisi...) e poi ipotizzare la sospensione del trasferimento se i lavoratori del Nord fossero disposti ad accettare una riduzione dello stipendio, ecc... Non è un esempio remoto. È un esempio già in atto (vedo l'esempio della FIAMM di Montecchio in Veneto). La reintroduzione delle gabbie salariali renderebbe questa possibilità ancora più concreta.        Ecco come la diversificazione salariale agirebbe sul mercato del lavoro spingendo verso il basso le retribuzioni, non solo dei lavoratori del Sud, ma anche dei lavoratori del Nord. E come questo aprirebbe un circolo vizioso (perché una volta ridotte le retribuzioni al Nord si dovrebbe tornare a diminuire quelle del Sud “in nome dei diversi costi”, ecc...) e così via.   Questi esempi destituiscono completamente di fondamento l'auto-rappresentazione che la Lega cerca di offrire di sé come di un partito interclassista che “fa gli interessi del Nord”. Certo, molti operai votano Lega, ma questo avviene perché non hanno capito nulla della natura di classe di quel partito e si lasciano abbindolare dalle roboanti frasi razziste e xenofobe dei suoi beceri esponenti. Questi operai che si accontentano di “brutte parole” senza neppure avere riscontri effettivi nei propri interessi sociali fanno veramente pena e testimoniano quale sia il livello di disorientamento nel quale si trovano i lavoratori in questa fase, grazie anche alle continue porcate fatte dalla cosiddetta “sinistra”.      Soluzioni non ce ne sono. Dove vige il mercato capitalistico sono i capitalisti che vincono. Punto e basta.   Magari i lavoratori – del Nord e del Sud – potrebbero evitare di sottoscrivere il proprio sfruttamento continuando a votare e sostenere (più o meno convintamente) i partiti attualmente esistenti che sono tutti (da destra a “sinistra”) più o meno amici del padrone e, di conseguenza, più o meno nemici dei lavoratori. Dovrebbero fare come i padroni: difendere i propri interessi come classe sociale, contro le classi che hanno opposti interessi. Ma questa si chiama lotta di classe e di questi tempi non va molto di moda. È roba del passato, roba ormai tramontata. Peccato, perché invece lo sfruttamento della fatica, del cervello, della vita dei lavoratori - italiani ed immigrati - quello non tramonta mai.     &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoBodyText" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;color:black;"   &gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-5958605819991785478?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/5958605819991785478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=5958605819991785478' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5958605819991785478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5958605819991785478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/08/in-gabbia.html' title='in gabbia'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sosft3JIacI/AAAAAAAAAYc/BoiGImJrHRw/s72-c/operaio+e+gru.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-811994972485598285</id><published>2009-08-10T03:37:00.000-07:00</published><updated>2009-08-10T03:42:02.598-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi energetica'/><title type='text'>fatti concreti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Solare, Cina e India avanti tutta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sn_5VgrOwTI/AAAAAAAAAYU/O4bRr7bU4B8/s1600-h/sole.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 190px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sn_5VgrOwTI/AAAAAAAAAYU/O4bRr7bU4B8/s400/sole.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368283428792746290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Vincenzo Ferrara&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;Terra - 10-08-2009&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dopo le ambigue enunciazioni degli Otto grandi a L’Aquila, i Paesi emergenti partono all’attacco. L’India ha varato un gigantesco piano di sviluppo dell’energia solare e di riduzione delle emissioni di gas serra, battezzato “National solar mission”, che la renderà la prima potenza solare mondiale con 20mila MW da realizzare al 2020 e un investimento di circa 20 miliardi di dollari, ma con sviluppi successivi fino a 100mila MW al 2030, e 200mila al 2050. Il piano punta principalmente sul solare “a concentrazione”, una tecnologia italiana sviluppata in Enea dal premio Nobel Carlo Rubbia negli anni della sua presidenza.&lt;span id="more-200"&gt;&lt;/span&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;E questo progetto punterà anche sull’energia distribuita e sulle reti intelligenti di energia: le cosiddette smart grids, attraverso cui produttori e consumatori sono interconnessi per ottenere il massimo dell’efficienza energetica. Ma, perché l’India vuole fare questo?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Perché conviene economicamente (l’energia solare è gratis), perché permette lo sviluppo di nuove tecnologie che renderebbero l’India leader mondiale sul solare (detenere brevetti e vendere royality), ma soprattutto perché l’India intende presentarsi al tavolo di Copenaghen, nel dicembre prossimo, con fatti concreti: non solo il proprio impegno nella lotta contro i cambiamenti del clima, ma anche la richiesta ai Paesi industrializzati di investimenti in India, in cambio di crediti alle emissioni. Ma se l’India avanza a grandi passi verso le energie rinnovabili e le nuove tecnologie energetiche, la Cina non è da meno.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il capo dei negoziatori cinesi sul clima, l’ambasciatore Yu Qingtai, ha fatto sapere, subito dopo l’annuncio dell’India, che, allo stato attuale, la Cina è il primo produttore mondiale di energia idroelettrica e da fonte solare, è il quarto produttore mondiale da fonte eolica e nei prossimi 10 anni un sesto del fabbisogno energetico cinese sarà assicurato da fonti rinnovabili. Inoltre, la Cina negli ultimi 4 anni ha aumentato tanto rapidamente la propria efficienza energetica da ridurre del 10% l’intensità di energia (il rapporto tra consumo di energia e prodotto interno lordo), riduzione che supererà il 20% nel 2020.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il problema cinese non è, infatti, quello di mettere in discussione la necessità di puntare all’efficienza energetica, all’uso delle fonti rinnovabili e alle tecnologie di abbattimento delle emissioni di gas serra. Il problema prioritario della Cina è quello della responsabilità nei confronti del riscaldamento globale. I Paesi industrializzati devono smetterla di fare declamazioni di principio a cui non seguono fatti concreti, perché la Cina risponderà con fatti concreti solo a fatti concreti. Il tempo delle chiacchiere è finito.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;E se i Paesi industrializzati, a cominciare da Usa, Germania e Gran Bretagna, hanno capito l’antifona, che aria tira in Italia? Il governo che ci guida non crede al solare, una cosa da “meridionali” del mondo, quali sono gli indiani e i cinesi, che, tra l’altro, si comportano proprio come i terroni nostrani: tutti fannulloni, e invasati di pizza, mandolino e “o sole mio”.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il governo, attraverso un organo di saggezza suprema, qual è la commissione Ambiente del Senato, sta lavorando per ripristinare la verità. Alcuni giorni fa ha chiarito, con una mozione, che l’energia solare è solo una balla e che gli impianti solari occupano spazio prezioso per la cementificazione del territorio e delle coste.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per chi obietta che le tecnologie solari “a concentrazione” sono già un settore di punta per l’Italia, il governo risponde che è troppo costosa e irrealizzabile, perciò Rubbia decise di emigrare in Spagna. Il governo ha voluto ripristinare la verità anche sul fatto che il solare sia una valida alternativa per combattere i cambiamenti del clima. Lo stesso organo di saggezza suprema del Senato ha stabilito, alcuni mesi fa, a maggioranza, che i cambiamenti climatici non esistono.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;I cambiamenti climatici sono la più colossale bugia degli ambientalisti del no, coalizzati a livello mondiale per portare al sottosviluppo le società avanzate. Bene ha fatto George Bush a eliminare le armi di distruzioni di massa che deteneva la Nasa sotto forma di foto satellitari che mostravano i ghiacci artici in liquefazione, così come bene ha fatto a depurare da allarmismi inutili i rapporti scientifici sui cambiamenti del clima che arrivavano alla Casa Bianca.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;E siccome non c’è due senza tre, l’organo di saggezza suprema del Senato dovrà presto pontificare anche sulla sfericità della Terra. Finalmente sarà ripristinata una verità nota da almeno 5.000 anni, ma cancellata dagli ambientalisti del no: la Terra non è sferica, ma piatta!&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Personaggi eversivi come Copernico, Galileo, Keplero, che diffondevano idee terroristiche in questo campo sarebbero da mandare al rogo subito: ora per allora. Infine, basta con lo sviluppo sostenibile, l’ultima bugia dei moderni ambientalisti del no, per opporsi agli ambientalisti del sì, alle grandi opere, alle centrali a carbone e al nucleare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Un altro pronunciamento, sempre da parte dello stesso organo di saggezza suprema del Senato, stabilirà, finalmente, una verità incontrovertibile: solo le pillole del Viagra garantiscono lo sviluppo sostenibile per tutti. E la tv di Stato, sempre attenta al “verbo” del governo, conierà subito il tormentone pubblicitario: “No Viagra? No sviluppo sostenibile!”&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-811994972485598285?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/811994972485598285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=811994972485598285' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/811994972485598285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/811994972485598285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/08/fatti-concreti.html' title='fatti concreti'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sn_5VgrOwTI/AAAAAAAAAYU/O4bRr7bU4B8/s72-c/sole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-6738375477407137805</id><published>2009-07-31T03:38:00.000-07:00</published><updated>2009-07-31T03:42:49.873-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='istruzione'/><title type='text'>rivogliamo i nostri soldi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;E la chiamano meritocrazia&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;" class="title"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;&lt;span class="author"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SnLKfVNNTXI/AAAAAAAAAYE/8EwEM4N4U4Q/s1600-h/the_study__by_m0thyyku.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 327px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SnLKfVNNTXI/AAAAAAAAAYE/8EwEM4N4U4Q/s400/the_study__by_m0thyyku.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5364572745768979826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="author"&gt;Fabio de Nardis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="author"&gt;liberazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;      &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il governo dà il via libera alla ripartizione del fondo premiale di 525 milioni destinato alle università “virtuose””ed è subito polemica. La Gelmini lo spaccia come un grande risultato. Finalmente le Università vengono premiate in base ai risultati ottenuti sul piano della ricerca e della didattica, eppure non mancano le contraddizioni. Quasi tutte le università del mezzogiorno subiranno un ulteriore diminuzione delle risorse già ridotte ai minimi termini dalla legge 133 che, ricordiamolo, prevede un taglio dei finanziamenti pubblici pari a 1,5 miliardi di euro. Risultati eccellenti li ottengono invece alcuni atenei del Nord, come l’università di Trento o i politecnici di Milano e Torino. &lt;span id="more-117"&gt;&lt;/span&gt;Un duro colpo lo ricevono università prestigiose come La Sapienza di Roma (il più grande ateneo d’Europa), l’Orientale di Napoli, l’università di Bari e di Perugia. Eppure, andando a guardare i parametri di valutazione, ci rendiamo conto come le carte siano truccate.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;In merito alla qualità della ricerca, si è tenuto conto, per il 50%, delle valutazioni del Civr relative al triennio 2001-2003, penalizzando le università più giovani, come quella di Foggia che nasceva un paio di anni prima. Un altro 50% della valutazione si è basato sul criterio dei finanziamenti ottenuti da enti esterni o dalla Comunità europea. Questo parametro privilegia le università monotematiche, come sono appunto i politecnici, rispetto alle università generaliste che coprono ogni campo dell’umana conoscenza, dalle scienze fisiche alle scienze umane e sociali. Inoltre va detto che scrivere un progetto di ricerca europeo non è facile, non basta un team di ricerca all’avanguardia. Occorre interpretare il linguaggio della burocrazia di Bruxelles anche grazie a strutture apposite in grado di accompagnare i ricercatori per tutto il percorso di compilazione del progetto. Il governo nulla ha fatto in questo campo. L’università di Trento è stata lungimirante ma non va dimenticato che si trova in una provincia a statuto speciale, in possesso di una quantità di risorse superiori a quelle di qualsiasi altro ateneo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nessuna considerazione è stata fatta sul contesto in cui alcuni atenei si trovano ad operare. Facile ottenere finanziamenti quando ci si trova in un territorio caratterizzato da un tessuto imprenditoriale e finanziario diffuso; diversa è la situazione in quelle province, quasi sempre meridionali, dove tali opportunità non esistono ma l’università riesce comunque a svolgere il ruolo di stimolo allo sviluppo territoriale e di emancipazione sociale per migliaia di cittadini e cittadine.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Addirittura un parametro di valutazione è stato la quota di laureati che trovano un’occupazione a tre anni dal conseguimento della laurea. Eppure questo dato non dipende dagli atenei ma dal tessuto sociale. Se a Trento esiste complessivamente un tasso di disoccupazione poco superiore al 2% mentre nella maggior parte delle province meridionali supera il 15%, è chiaro che in queste realtà le opportunità sociali siano molto ridotte e non per responsabilità del sistema universitario.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nessuna considerazione viene poi fatta sul tipo di occupazione che sovente non corrisponde al percorso di studi scelto, ma di per sé rappresenta un ripiego, senza contare il numero oscuro dei lavoratori in nero, specie al Sud, che sono fuori statistica. Pesa poi la percentuale dei fuori-corso, che guarda caso sono perlopiù studenti lavoratori; o la quota di docenti interni, e non dunque presi a contratto, per coprire gli insegnamenti previsti nei corsi di laurea. Ma come pretende il governo di far sì che tutte le università si adeguino a questi standard, di per sé opinabili, se poi taglia risorse e blocca i nuovi reclutamenti? Arriva a riguardo la notizia dello sblocco dei concorsi banditi il 30 giugno 2008. Ci aspettiamo che il governo dia immediatamente mandato per la formazione delle commissioni, dopo aver fermato tutto per oltre un anno a causa di una riforma dei meccanismi concorsuali che alla fine poco incide sulle incrostazioni baronali presenti in tutti gli atenei italiani.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Insomma, dietro a questa classificazione ben poco virtuosa, si nasconde il progetto regressivo di un governo che punta a distruggere l’università pubblica valorizzando degli pseudo-poli di eccellenza che tagliano fuori centinaia di migliaia di studenti proletari che mai si potrebbero permettere la de-regionalizzazione o il pagamento di maxi-tasse come quelle che saranno applicate nei prossimi anni per far fronte ai pesanti tagli previsti dalla passata finanziaria.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il risultato? Che grandi università del centro-sud, all’interno delle quali si sviluppano settori di eccellenza, come La Sapienza di Roma, l’università del Salento, l’Orientale di Napoli rischiano il fallimento, mentre al settimo posto nella classifica di virtuosità troviamo l’università di Roma “Foro Italico” che con i suoi 2000 studenti e 60 docenti e la sola Facoltà di Scienze Motorie (ex Isef) otterrà un significativo incremento dei finanziamenti. Come dire: nell’era di Berlusconi, lo sport è la metafora della politica italiana. Cosa importa se interi dipartimenti di fisica, medicina e scienze tecnologiche chiuderanno nel giro di pochi anni? Ma il Governo non gioisca, il movimento è pronto a scaldare l’autunno.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-6738375477407137805?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/6738375477407137805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=6738375477407137805' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6738375477407137805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6738375477407137805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/07/rivogliamo-i-nostri-soldi.html' title='rivogliamo i nostri soldi'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SnLKfVNNTXI/AAAAAAAAAYE/8EwEM4N4U4Q/s72-c/the_study__by_m0thyyku.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-7297360616469509454</id><published>2009-07-27T01:41:00.000-07:00</published><updated>2009-08-05T03:41:28.064-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antifascismo'/><title type='text'>ora e sempre resistenza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;MALGA ZONTA   &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;14 15 16 Agost&lt;/span&gt;o&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms,sans-serif;" &gt;WEEK END ANTIFASCISTA!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms,sans-serif;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sm1pJhG-z0I/AAAAAAAAAXs/lZgtiqfm1mY/s1600-h/front_def.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 284px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sm1pJhG-z0I/AAAAAAAAAXs/lZgtiqfm1mY/s400/front_def.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5363058343495520066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SnlhtUmlhQI/AAAAAAAAAYM/-ezrBlbNdD8/s1600-h/retro_defNuovo+copia2222.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 284px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SnlhtUmlhQI/AAAAAAAAAYM/-ezrBlbNdD8/s400/retro_defNuovo+copia2222.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5366427862241215746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;clicca sulle immagini per ingrandirle&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;&lt;u&gt;programma&lt;/u&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;VENERDI 14 AGOSTO&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;ore 18:00 &lt;i&gt;"Ricordare per Resistere"&lt;/i&gt; Dott. Ludd incontra &lt;b&gt;Ezio Simini&lt;/b&gt; (Storico)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;ore 20:00 Cena in compagnia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;ore 21:00 Musica con &lt;b&gt;Matteo Poggia&lt;/b&gt; e DJ Set Dott. Ludd&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;SABATO 15 AGOSTO&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;ore 12:00 Pranzo in compagnia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;ore 14:00 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;"La brigata Garemi e l'estate del '44"&lt;/i&gt; Dott. Ludd incontra &lt;b&gt;Ugo De Grandis&lt;/b&gt; (storico)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;ore 16:00 Canti di resistenza, lavoro, emigrazione e guerra con &lt;b&gt;Pane e Guerra&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;Campeggio libero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;Stand Gastronomico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms,sans-serif;"&gt;Musica, Festa e Antifascismo in compagnia&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;amp;source=s_q&amp;amp;hl=it&amp;amp;geocode=&amp;amp;q=malga+zonta+folgaria&amp;amp;sll=41.442726,12.392578&amp;amp;sspn=23.246317,44.780273&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;ll=45.819229,11.268539&amp;amp;spn=0.326364,0.699692&amp;amp;z=11"&gt;clicca qui per la mappa&lt;/a&gt;&lt;/u&gt; (l'indicatore esatto è "A")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;organizzato da:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANPI Magrè&lt;br /&gt;ANPI Malo&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;Giovani Comunisti Schio&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ludd - Associazione Culturale&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-7297360616469509454?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/7297360616469509454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=7297360616469509454' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7297360616469509454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7297360616469509454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/07/malga-zonta-14-15-16-agost-o-week-end.html' title='ora e sempre resistenza'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sm1pJhG-z0I/AAAAAAAAAXs/lZgtiqfm1mY/s72-c/front_def.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-1837657453641085788</id><published>2009-07-24T06:23:00.000-07:00</published><updated>2009-07-24T06:29:49.854-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerre e imperialismi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><title type='text'>golpe in Honduras</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="grey"  style="font-size:180%;"&gt;&lt;b&gt;La destra colpisce ancora&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Smm20Zxch7I/AAAAAAAAAXk/HZaYJijx-i4/s1600-h/Honduras.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Smm20Zxch7I/AAAAAAAAAXk/HZaYJijx-i4/s400/Honduras.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362017842749015986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Immanuel Wallerstein&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il manifesto - 19-07-2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="grey-l"&gt;In America latina gli Usa non sono più in grado di imporsi, ma tutti si aspettano che stiano dalla loro parte. E Obama oscilla. Il caso Zelaya&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La presidenza di George W. Bush è stata il momento del maggior successo elettorale dei partiti politici di sinistra in America Latina negli ultimi due secoli. La presidenza di Barack Obama rischia di essere il momento della rivincita della destra in America Latina.&lt;br /&gt;La ragione potrebbe essere la stessa: una combinazione tra il declino della potenza americana e la perdurante centralità degli Stati Uniti nella politica mondiale. Gli Usa, allo stesso tempo, non sono in grado di imporsi, e malgrado ciò tutti si aspettano che scendano in campo dalla loro parte.&lt;br /&gt;Cosa è successo in Honduras? L'Honduras è da molto tempo uno dei pilastri delle oligarchie latino-americane: una classe dominante arrogante e mai pentita, dotata di stretti legami con gli Usa e sede di una importante base militare americana. L'esercito honduregno è stato selezionato in modo da evitare qualsiasi traccia di simpatie populiste tra i suoi membri.&lt;br /&gt;Nelle ultime elezioni era stato eletto presidente Manuel («Mel») Zelaya. Un prodotto delle classi dominanti, ci si aspettava da lui che continuasse a interpretare il suo ruolo come sempre. Lui invece, con le sue politiche, si è spostato a sinistra. Ha avviato programmi interni facendo davvero qualcosa per la stragrande maggioranza della popolazione, come costruire scuole in aree rurali remote, aumentare il salario minimo, aprire strutture sanitarie. Aveva cominciato il suo mandato sostenendo l'accordo di libero commercio con gli Usa, ma due anni dopo è entrato nell'Alba, l'organizzazione interstatale fondata da Hugo Chavez, e di conseguenza l'Honduras ha ottenuto il petrolio a basso costo proveniente dal Venezuela.&lt;br /&gt;Poi Zelaya ha proposto di tenere un referendum consultivo chiedendo alla popolazione se riteneva una buona idea convocare un organismo per rivedere la costituzione. L'oligarchia ha gridato che Zelaya cercava di cambiare la costituzione per poter essere eletto ancora. Ma questo era chiaramente pretestuoso, dato che il referendum doveva tenersi nel giorno dell'elezione del suo successore.&lt;br /&gt;Perché allora i militari hanno messo a segno un colpo di stato con il sostegno della Corte suprema, del Parlamento honduregno e delle gerarchie cattoliche?&lt;br /&gt;Due i fattori determinanti: la loro visione di Zelaya e la loro visione degli Stati Uniti. Negli anni '30 del Novecento, la destra statunitense attaccò Franklin Roosevelt accusandolo di essere «un traditore della sua classe». Per l'oligarchia honduregna, Zelaya è questo: «Un traditore della sua classe», uno che andava punito per dare l'esempio agli altri.&lt;br /&gt;E gli Stati Uniti? Quando si è verificato il golpe, alcuni scomposti commentatori della sinistra attivi nella blogosfera l'hanno definito «il golpe di Obama». Questo significa non cogliere il punto di ciò che è successo. Né Zelaya né i suoi sostenitori nelle piazze, e nemmeno Chavez o Fidel Castro, hanno una visione così semplicistica. Tutti loro notano la differenza tra Obama e la destra Usa (leader politici o personaggi dell'esercito) e hanno ripetutamente espresso una analisi molto più sfumata.&lt;br /&gt;Com'è abbastanza evidente, l'ultima cosa che l'amministrazione Obama voleva era questo golpe. Esso è stato un tentativo di forzare la mano a Obama. Senza dubbio vi è stato l'incoraggiamento di figure chiave della destra americana come Otto Reich, l'ex consigliere cubano-americano di Bush, e l'International Republican Institute: qualcosa di simile al tentativo di Saakashvili di forzare la mano agli Usa in Georgia, quando invase l'Ossezia del sud. Anche in quel caso c'era stata la connivenza della destra Usa. Il piano non funzionò perché le truppe russe lo impedirono.&lt;br /&gt;Da quando c'è stato il colpo di stato in Honduras, Obama oscilla. Oggi la destra honduregna e quella americana non sono affatto soddisfatte di essere riuscite a rovesciare la politica Usa, come dimostrano alcune loro vergognose dichiarazioni. Il ministro degli esteri del governo golpista, Enrique Ortez, ha definito Obama «un negrito que sabe nada de nada».&lt;br /&gt;Si discute su quanto l'espressione «negrito» sia spregiativa in spagnolo. Io la tradurrei con il definire Obama «un nigger (un negro) che non sa assolutamente niente». In ogni caso, l'ambasciatore americano ha protestato energicamente per l'insulto.&lt;br /&gt;Ortez si è scusato per la sua «espressione infelice» ed è stato assegnato ad altro incarico nel governo. Ha anche concesso un'intervista a una stazione televisiva honduregna in cui ha affermato: «Non ho pregiudizi razziali; mi piace il negretto della piantagione che è alla presidenza degli Stati Uniti».&lt;br /&gt;La destra statunitense è indubbiamente più educata ma non meno sprezzante nei confronti di Obama. Secondo il senatore repubblicano Jim DeMint, la deputata repubblicana cubano-americana Ileana Ros-Lehtinen, e l'avvocato conservatore Manuel A. Estrada, il colpo di stato è giustificato perché non sarebbe un colpo di stato, ma solo una difesa della costituzione honduregna. E la blogger di destra Jennifer Rubin il 13 luglio ha intitolato un pezzo «Obama ha torto, torto, torto sull'Honduras». L'equivalente honduregno di Rubin, Ramón Villeda, ha pubblicato una lettera aperta a Obama l'11 luglio, secondo cui «non è la prima volta che gli Usa fanno un errore abbandonando, in momenti critici, un alleato e amico». Nel frattempo, Chavez sta chiedendo al Dipartimento di Stato di «fare qualcosa».&lt;br /&gt;La destra honduregna cerca di guadagnare tempo, fino allo scadere del mandato di Zelaya. Se raggiungerà questo obiettivo avrà vinto. E la destra guatemalteca, quella salvadoregna, quella nicaraguense osservano da dietro le quinte: non vedono l'ora di dare il via al colpo di stato contro i loro governi non più di destra.&lt;br /&gt;Il golpe honduregno va collocato nel contesto più ampio di ciò che sta avvenendo in tutta l'America latina. È possibile che la destra vinca le elezioni quest'anno e l'anno prossimo in Argentina e Brasile, forse anche in Uruguay, e molto probabilmente in Cile. Tre importanti analisti del Cono Sur hanno pubblicato le loro spiegazioni.&lt;br /&gt;Il meno pessimista, il politologo argentino Atilio Boron, parla della «futilità del golpe». Il sociologo brasiliano Emir Sader dice che l'America Latina è di fronte a una scelta: «Radicamento dell'antineoliberismo o restaurazione conservatrice». Il giornalista uruguaiano Raúl Zibechi titola la sua analisi «l'irresistibile decadenza del progressismo». Zibechi in effetti pensa che potrebbe essere troppo tardi per l'alternativa di Sader. Le deboli politiche economiche dei presidenti Lula, Vazquez, Kirchner e Bachelet (del Brasile, dell'Uruguay, dell'Argentina e del Cile) hanno rafforzato la destra (che egli ritiene stia adottando lo stile di Berlusconi) e diviso la sinistra.&lt;br /&gt;Quanto a me, penso ci sia una spiegazione più lineare. La sinistra è andata al potere in America latina per la distrazione degli Usa e perché l'economia attraversava un momento positivo. E viene biasimata perché è al potere, anche se di fatto i governi di sinistra possono fare poco per l'economia mondiale.&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti possono fare qualcosa di più riguardo al colpo di stato? Naturalmente sì. Prima di tutto, Obama può definire ufficialmente golpe il golpe. Questo farebbe scattare una legge degli Usa, e tutta l'assistenza all'Honduras verrebbe tagliata. Può interrompere le relazioni in corso tra il Pentagono e l'esercito honduregno. Può ritirare l'ambasciatore americano. Può dire che non c'è niente su cui negoziare, invece di insistere sulla «mediazione» tra il governo legittimo e i golpisti.&lt;br /&gt;Perché non fa tutto questo? Anche qui, è molto semplice. Obama ha in agenda almeno altre quattro questioni estremamente urgenti: la conferma di Sonia Sotomayor alla Corte suprema; il perdurante conflitto in Medio Oriente; il suo bisogno di far approvare la riforma sanitaria entro quest'anno; e improvvisamente, una pressione enorme per l'avvio di indagini sulle illegalità dell'amministrazione Bush. Mi dispiace, ma l'Honduras è al quinto posto: così oscilla Obama. E nessuno sarà felice. Zelaya potrebbe essere rimesso al posto che gli spetta legalmente, ma forse solo fra tre mesi. Troppo tardi. Tenete d'occhio il Guatemala.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Copyright Immanuel Wallerstein, distribuito da Agence Global&lt;br /&gt;Traduzione Marina Impallomeni&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-1837657453641085788?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/1837657453641085788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=1837657453641085788' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/1837657453641085788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/1837657453641085788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/07/la-destra-colpisce-ancora-immanuel.html' title='golpe in Honduras'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Smm20Zxch7I/AAAAAAAAAXk/HZaYJijx-i4/s72-c/Honduras.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-9138804698943963367</id><published>2009-06-27T15:38:00.000-07:00</published><updated>2009-06-27T15:40:13.659-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerre e imperialismi'/><title type='text'>qui iran</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;" class="sopra"&gt;   &lt;div class="titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Iran: la bufala delle “elezioni rubate”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;James Petras&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.ilbriganterosso.info/public/iran.jpg" alt="" align="right" border="1" /&gt;      &lt;div align="justify"&gt;“Il cambiamento significa per i poveri pane e lavoro, non meno regole sul modo di vestirsi né ricreazioni miste per ragazzi e ragazze all’ora di intervallo. La politica in Iran ha molto più a che vedere con la lotta di classe che con la religione”. Financial Times, editoriale (articolo di fondo) del 15 giugno 2009.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Accade di rado che le elezioni in cui la Casa Bianca ha un interesse e che vedono la sconfitta elettorale del candidato filostatunitense, non vengano denunciate come illegittime da parte di tutta l'elite politica e mediatica. Di recente, la Casa Bianca e il campo alleato hanno inveito contro le libere (e monitorate) elezioni in Venezuela e Gaza, mentre costruiscono bellamente il “successo elettorale” in Libano, nonostante la coalizione guidata da Hezbollah abbia conseguito oltre il 53% dei voti. &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Le elezioni in Iran del 12 giugno 2009 costituiscono un esempio paradigmatico: il presidente uscente, il nazional-populista Mahmoud Ahmadinejad (MA) ha ricevuto il 63,3% dei consensi (24,5 milioni di voti), mentre il candidato dell'opposizione liberale sostenuto dall'occidente Hossein Mousavi (HM) ha ricevuto il 34,2% dei consensi (13,2 milioni di voti, metà del 63%). Le elezioni presidenziali in Iran hanno registrato un record di affluenza alle urne superiore all'80% degli elettori, tra cui l'inedita partecipazione al voto di 234.812 iraniani all'estero, ripartiti tra 111.792 sostenitori di HM e 78.300 di MA. L'opposizione guidata da HM non ha accettato la sconfitta e ha organizzato una serie di dimostrazioni di massa che hanno assunto risvolti violenti: dall'incendio e la distruzione di automobili, banche, edifici pubblici e scontri armati con la polizia e altre autorità. Quasi l'intero spettro degli opinion makers occidentali, compresi tutti i principali media tradizionali ed elettronici, i principali siti web liberali, radicali, libertari e conservatori, sono stati portavoce della denuncia di brogli elettorali rivendicata dall'opposizione. Neo-conservatori, conservatori libertari e trotskisti si sono uniti ai sionisti nell'acclamare l'opposizione come avanguardia di una rivoluzione democratica. Democratici e repubblicani condannano l'attuale regime, rifiutano di riconoscere il risultato delle elezioni e apprezzano gli sforzi dei manifestanti per rovesciare il risultato elettorale. Il New York Times, la CNN, il Washington Post, il Ministero degli Esteri israeliano e l'intera leadership dei Presidents of the Major American Jewish Organizations chiedono sanzioni esemplari contro l'Iran e ravvisano “l'inutilità” della proposta di dialogo con l'Iran di Obama.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;La bufala del broglio elettorale&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;I leader occidentali respingono i risultati perché “sapevano” che il loro candidato riformista non poteva perdere. Per mesi hanno pubblicato quotidianamente interviste, editoriali (articoli di fondo) e rapporti dal campo “documentando” i fallimenti dell'amministrazione Ahmadinejad: testimonianze di religiosi, ex funzionari, commercianti e soprattutto donne e giovani delle città con un inglese fluente, destinavano Mousavi a una schiacciante vittoria. La vittoria di Mousavi era descritta come il trionfo delle “voci moderate”, almeno secondo il vacuo cliché della Casa Bianca. Personalità di spicco del mondo accademico liberale deducono che la conta dei voti sia stata manipolata perché Mousavi ha perso nella sua enclave etnica: tra gli azeri. Altri studiosi sostengono, sulla base di interviste agli studenti universitari appartenenti ai ceti medi e alti dei quartieri a nord di Teheran, che il “voto giovanile” era largamente favorevole al candidato “riformista”.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;La cosa più sorprendente nella condanna unanime dell'Occidente rispetto alla denuncia di brogli è che a distanza di una settimana dallo spoglio dei voti, non sia stato prodotto un solo straccio di prova, documentato o anche frutto di osservazioni. Durante tutta la campagna elettorale, non è stata sollevata alcuna accusa credibile (ma nemmeno dubbia) di manipolazione degli elettori. Fintanto che i media occidentali sono stati convinti, dalla loro stessa propaganda, di un imminente vittoria per il loro candidato, il processo elettorale è stato descritto come altamente competitivo, animato da diffusi dibattiti e da un'inedita attività pubblica che non ha incontrato ostacoli da parte del “proselitismo di stato”. Era così ferma questa loro fede in uno svolgimento aperto e libero delle elezioni che i leader occidentali e i mezzi di comunicazione di massa erano convinti che il loro candidato avrebbe vinto.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;I media occidentali si sono affidati ai propri giornalisti che davano ampia copertura alle manifestazioni di massa dei sostenitori dell'opposizione, mentre ignoravano o sminuivano l'enorme consenso per Ahmadinejad. Peggio ancora, i media occidentali hanno ignorato la composizione di classe delle due fazioni: il presidente uscente ha tratto sostegno dalla ben più numerosa classe povera operaia, contadina, artigiana e da settori del pubblico impiego, mentre la maggior parte dei manifestanti dell'opposizione provenivano dalla classe media e alta degli studenti, dell'impresa e del ceto professionale.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Inoltre, la maggior parte degli opinionisti e giornalisti occidentali di stanza a Teheran, estrapolavano le loro proiezioni dalle osservazioni nella capitale; pochi si sono avventurati nelle province, nelle città e nei villaggi di piccole e medie dimensioni dove Ahmadinejad ha la base del suo consenso di massa. Infine l'opposizione è costituita da una minoranza di studenti attivisti facili da mobilitare per le manifestazioni nelle piazze, mentre Ahmadinejad ha il sostegno della maggior parte dei giovani lavoratori e casalinghe, che esprime la propria posizione nell'urna e ha poco tempo o scarsa inclinazione per impegnarsi nella politica di piazza.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Un certo numero di giornalisti “esperti”, compreso Gideon Rachman del Financial Times, rivendica come prova dei brogli elettorali il fatto che Ahmadinejad abbia ottenuto il 63% dei voti nella provincia di lingua azera, contro un avversario, Mousavi, di etnia azera. Il presupposto semplicistico è che l'identità etnica o l'appartenenza a un gruppo linguistico rappresenti l'unica possibile scelta di voto, piuttosto che altri interessi sociali o di classe. Una valutazione più attenta del voto della regione iraniana dell'Azerbaigian occidentale, rivela che Mousavi ha vinto solo nella città di Shabestar tra il ceto medio e superiore (peraltro con un margine contenuto) e che è stato sonoramente sconfitto nelle più ampie aree rurali dove le politiche di redistribuzione del governo Ahmadinejad hanno aiutato la popolazione di etnia azera a cancellare debiti, ottenere crediti a basso costo e facili prestiti per gli agricoltori. Utilizzando i suoi legami etnici, Mousavi ha conquistato nella regione dell'Azerbaigian occidentale solo il voto urbano. Nella provincia di Teheran densamente popolata, Mousavi ha battuto Ahmadinejad nei centri urbani di Teheran e Shemiranat ottenendo il voto della classe media e superiore, ma perdendo ampiamente tra la classe operaia delle periferie, delle piccole città e delle zone rurali.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Il paradigma superficiale e distorto del “voto etnico” adottato da scrittori del Financial Times e del New York Times per sostenere la tesi che la vittoria di Ahmadinejad fosse un “voto rubato” è abbinato al volontario e deliberato rifiuto dei media di riconoscere la validità di un rigoroso sondaggio d'opinione condotto da due esperti degli Stati Uniti solo tre settimane prima delle elezioni, che dimostrava il vantaggio di Ahmadinejad con un margine di 2 a 1, addirittura superiore a quello della vittoria elettorale del 12 giugno. Questo sondaggio ha rivelato che tra gli azeri, Ahmadinejad era favorito con un margine di 2 a 1 su Mousavi, dimostrando come gli interessi di classe rappresentati da un candidato possano superare l'identità etnica degli altri candidati (Washington Post, 15 giugno 2009). Il sondaggio ha anche dimostrato come le questioni di classe, in ogni fascia di età, sono più influenti nel plasmare le preferenze politiche degli “stili di vita generazionali”. Secondo questo sondaggio, oltre i due terzi dei giovani iraniani sono troppo poveri per avere accesso a un computer e la fascia d'età compresa tra 18 e 24 anni “costituisce il blocco da cui Ahmadinejad ha tratto più voti” (Washington Post 15 giugno 2009). L'unico gruppo che ha sempre favorito Mousavi, è quello degli studenti universitari e laureati, titolari di imprese e la media e alta borghesia. Il “voto giovanile”, che i media occidentali elogiavano come “riformista” , costituisce una netta minoranza di meno del 30%, ma è di estrazione privilegiata; un gruppo che utilizza ampiamente la lingua inglese e ha relazioni in esclusiva con i media occidentali. La loro presenza rilevante tra i giornali occidentali ha creato la “sindrome di Teheran del Nord”, in riferimento all’enclave in cui vivono gli studenti delle classi agiate. Fini oratori, ben vestiti e con un inglese fluente, sono stati sonoramente battuti nel segreto dell'urna.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;In generale, Ahmadinejad ha ottenuto un ottimo risultato nelle province dedite alla produzione di petrolio e della chimica: qui potrebbe riflettersi l'opposizione degli operai dei settori al programma riformista che conteneva proposte di privatizzazione delle imprese pubbliche. Anche dalle province di confine è arrivato un ampio consenso conseguente all'enfasi posta da Ahmadinejad al rafforzamento della sicurezza nazionale per contrastare le minacce degli Stati Uniti e di Israele, alla luce di una escalation degli attacchi terroristici provenienti dal Pakistan finanziati dagli USA e delle incursioni dal Kurdistan iracheno sostenute da Israele, che ha determinato la morte di cittadini iraniani. Il sostegno e il massiccio finanziamento dei gruppi autori degli attacchi costituivano la politica ufficiale degli Stati Uniti di Bush. Essa non è stata ripudiata dal Presidente Obama e in effetti è andata intensificandosi in vista delle elezioni.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Quello che i commentatori occidentali e i loro protetti iraniani hanno ignorato è il forte impatto che le devastanti guerre degli Stati Uniti e l'occupazione in Iraq e in Afghanistan hanno sull'opinione pubblica iraniana: la forte posizione di Ahmadinejad sulle questioni della difesa contrasta le deboli posizioni in materia dell'opposizione filo-occidentale.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;La grande maggioranza degli elettori hanno sostenuto il presidente uscente probabilmente perché ritengono che gli interessi di sicurezza nazionale, l'integrità del paese e il sistema di sicurezza sociale, con tutti i suoi difetti e gli eccessi, possano essere difesi e migliorati con Ahmadinejad anziché dai tecnocrati del ceto alto appoggiati dai giovani privilegiati che guardano all'Occidente e che premiano gli stili di vita individuali più che i valori di comunità e di solidarietà.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;La demografia del voto rivela una vera e propria polarizzazione di classe che contrappone chi ha un reddito alto ed è favorevole al libero mercato, al capitalismo, ed è individualista e chi fa parte della classe operaia con ha un reddito basso, è inserito nella sua comunità ed è favorevole a un'economia “morale” in cui l'usura e la speculazione sono limitate da precetti religiosi. Gli attacchi degli economisti di opposizione alla politica di spesa sociale del governo, di credito e sussidi per i prodotti alimentari di base hanno poca presa sulla maggioranza degli iraniani che beneficiano di tali programmi. Lo Stato è visto da loro come protettore e benefattore dei lavoratori poveri contro il mercato, che rappresentano la ricchezza, il potere, il privilegio e la corruzione. L'attacco dell'opposizione all'intransigente politica estera del regime che “anela” l'Occidente riecheggia solo tra gli studenti universitari liberali e nei gruppi che lavorano nel settore del commercio con l’estero. Molti iraniani hanno percepito il potenziamento delle proprie forze armate da parte del regime come baluardo che ha impedito l'attacco americano o israeliano.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;La misura della sconfitta dovrebbe dirci come l'opposizione sia lontana dalle preoccupazioni vitali della popolazione. Dovrebbe ricordare all'opposizione che spostandosi verso l'occidente, si è allontanata dalle questioni quotidiane di sicurezza, di abitazione, dell'occupazione e di sussidi sui prezzi dei prodotti alimentari che rendono la vita sopportabile a coloro che vivono al di sotto della classe media e fuori dai cancelli privilegiati dell'Università di Teheran.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Il successo elettorale di Amhadinejad, visto in una prospettiva storica comparativa non dovrebbe sorprendere. In contesti elettorali simili dove i nazional-populisti si confrontano con i liberali filo-occidentali, hanno vinto i populisti. Un esempio è Peron in Argentina e, più di recente, Chavez in Venezuela, Evo Morales in Bolivia e anche Lula da Silva in Brasile, i quali hanno dimostrato la capacità di riscuotere un consenso attorno al 60% in libere elezioni. La maggioranza in questi paesi predilige la sicurezza sociale ai liberi mercati, la sicurezza nazionale all'allineamento con gli imperi militari.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Le conseguenze della vittoria elettorale di Ahmadinejad sono aperte al dibattito. Gli Stati Uniti potrebbero giungere alla conclusione che continuare a sostenere una vociferante, ma ampiamente sconfitta, minoranza ha poche prospettive per garantire concessioni in materia di arricchimento nucleare e l'abbandono dell'appoggio iraniano a Hezbollah e Hamas. Un approccio realistico potrebbe essere quello di aprire un ampio dibattito con l'Iran, riconoscendo, come ha rilevato di recente il Senatore Kerry, che l'arricchimento dell'uranio non è una minaccia esistenziale per chiunque. Questo approccio differisce nettamente da quello dei sionisti americani, radicati nel regime di Obama, che seguendo le indicazioni di Israele spingono per una guerra preventiva con l'Iran usando il pretesto che non è possibile negoziare con il governo “illegittimo” di Teheran che “ha rubato un'elezione”.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Gli eventi recenti suggeriscono che i leader politici in Europa, e anche alcuni a Washington, non accettano la linea dei mezzi di comunicazione di massa sionisti secondo cui “il voto è stato rubato”. La Casa Bianca non ha sospeso la sua offerta di negoziati con il nuovo governo rieletto ma si è concentrata sulla repressione della protesta (più che sul conteggio dei voti). Analogamente, le 27 nazioni dell'Unione Europea hanno espresso “profonda preoccupazione per la violenza” e hanno invocato che le “aspirazioni del popolo iraniano siano raggiunte attraverso mezzi pacifici e che la libertà di espressione sia rispettata” (Financial Times 16 giugno 2009 p.4). Ad eccezione della Francia di Sarkozy, nessun leader UE ha messo in discussione l'esito del voto.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;L’imprevisto è la reazione di Israele: Netanyahu ha indicato ai suoi seguaci sionisti statunitensi che dovrebbero usare la bufala dei “brogli elettorali” per esercitare la massima pressione sul regime di Obama per impedire che venga messo in atto qualsiasi programma che possa incontrare il rieletto regime di Ahmadinejad.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Paradossalmente, i commentatori USA (di sinistra, destra e centro) che hanno partecipato alla bufala della frode elettorale forniscono inavvertitamente a Netanyahu e ai suoi seguaci americani delle argomentazioni: dove loro vedono guerre di religione, noi vediamo lotta di classe, dove loro vedono la frode elettorale, noi vediamo la destabilizzazione imperialista.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Prof. James Petras - &lt;a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;amp;aid=14018"&gt;Global Research&lt;/a&gt; - Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-9138804698943963367?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/9138804698943963367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=9138804698943963367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/9138804698943963367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/9138804698943963367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/06/qui-iran.html' title='qui iran'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-3964582217160470030</id><published>2009-05-28T09:42:00.000-07:00</published><updated>2009-05-28T09:43:38.820-07:00</updated><title type='text'>variazione programma</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si comunica che, a causa della necessità di seguire il G8 immigrazione a Roma, sabato all'assemblea non sarà presente Stefano Galieni.&lt;br /&gt;Al suo posto, per confrontarsi sullo stesso tema, ci sarà Leonardo Arnau, Presidente di Giuristi Democratici di Padova.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-3964582217160470030?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/3964582217160470030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=3964582217160470030' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3964582217160470030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3964582217160470030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/05/variazione-programma.html' title='variazione programma'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-6260139660278185712</id><published>2009-05-24T05:17:00.000-07:00</published><updated>2009-05-28T09:43:52.551-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>iniziativa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sabato 30 Maggio ore 16.00, Circolo Operaio "Il Bruco", Magrè (Schio&lt;/span&gt;)&lt;/div&gt;  &lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;QUANDO UNA RONDA NON FA PRIMAVERA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;lavoro, immigrazione, razzismo - Cos'è la sicurezza?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;ASSEMBLEA con:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;ANNALISA MURGIA, collaboratrice di ricerca presso l'Università degli Studi di Trento, esperta di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STEFANO GALIENI, giornalista di Liberazione, esperto di immigrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sicurezza. È questo il tema centrale su cui si è concentrato il dibattito politico e mass-mediatico italiano negli ultimi anni. Ci hanno detto, infatti, che avrebbero reso più sicure le nostre città dagli immigrati che puzzano, rubano e uccidono. Ci hanno detto che chi elemosina o lava i vetri delle automobili è un delinquente che merita di essere punito. Ci hanno detto che l'Italia non è un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;paese multi-etnico, e se un po' lo è, ci penseranno le ronde dei “bravi cittadini” a rimettere le cose a posto. Ci hanno detto che quei barbari non possono stare qui da noi se non hanno un reddito minimo oppure se non possiedono un lavoro. E con la crisi economica poi. Non vorranno mica rubare il lavoro agli italiani, no? Ci hanno detto che l'esercito a presidiare le città avrebbe risolto ogni problema. Ci hanno detto che con loro saremmo stati sicuri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma cos'è la sicurezza? Non si usa spesso questo termine strumentalmente, per alimentare la paura?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;No. Sicuramente c'è qualcosa di cui aver paura. Fanno paura i tre morti e più al giorno sul posto di lavoro, la precarietà che impedisce ai giovani di programmarsi un futuro, i licenziamenti giustificati con la crisi economica, il clima di intolleranza e il razzismo che si ripercuote sul diverso, sull'altro -l'immigrato, il barbone, il comunista, il rasta-. È di questo che vogliamo parlare nell'assemblea di sabato 30, di questo e delle vie di uscita da una tale situazione, delle soluzioni per vincere la precarietà - del lavoratore, del migrante, del giovane – e per poter costruire un presente e un avvenire certi, giusti. Sicuri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Shk7RDctVEI/AAAAAAAAAXc/9m7m6Zbpv8M/s1600-h/sicurezza1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 282px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Shk7RDctVEI/AAAAAAAAAXc/9m7m6Zbpv8M/s400/sicurezza1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339363997393966146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;clicca sull'immagine per ingrandire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-6260139660278185712?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/6260139660278185712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=6260139660278185712' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6260139660278185712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/6260139660278185712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/05/iniziativa.html' title='iniziativa'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Shk7RDctVEI/AAAAAAAAAXc/9m7m6Zbpv8M/s72-c/sicurezza1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2391822893871862340</id><published>2009-05-10T06:10:00.000-07:00</published><updated>2009-05-10T06:20:19.121-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>FESTA COMUNISTA</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p  style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;SABATO 16 MAGGIO 2009&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;       &lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: center; color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;PRESSO IL CIRCOLO OPERAIO "IL BRUCO" MAGRE' - SCHIO (VI)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: center; color: rgb(255, 255, 255);font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:7;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTA               PER IL RITORNO DI UNA VOCE DI SINISTRA IN CONSIGLIO COMUNALE A SCHIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p  style="font-weight: bold;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;div  style="text-align: center;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORE 19,30 : CENA COMUNISTA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;Per info e prenotazione obbligatoria inviare mail a : prcschio@libero.it&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;       oppure tel. 0445/527138 - 338/9029564&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,Helvetica,Geneva,Swiss,SunSans-Regular;font-size:180%;"  &gt;&lt;b&gt;      &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,Helvetica,Geneva,Swiss,SunSans-Regular;font-size:6;color:red;"   &gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ORE 22,00 : CONCERTO CON&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SgbTNWP0E4I/AAAAAAAAAXU/6MXCn6pD2r8/s1600-h/LADIES.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 151px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SgbTNWP0E4I/AAAAAAAAAXU/6MXCn6pD2r8/s400/LADIES.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334183034930598786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;FOLK ROCK BAND ( cover modena city ramblers - skap .. )&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Matteo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Matteo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-1.jpg" alt="" /&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Matteo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-2.jpg" alt="" /&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Matteo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-3.jpg" alt="" /&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Matteo/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-4.jpg" alt="" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-2391822893871862340?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/2391822893871862340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=2391822893871862340' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2391822893871862340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2391822893871862340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/05/festa-comunista.html' title='FESTA COMUNISTA'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SgbTNWP0E4I/AAAAAAAAAXU/6MXCn6pD2r8/s72-c/LADIES.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2321521332121666794</id><published>2009-05-10T06:05:00.000-07:00</published><updated>2009-05-10T06:06:01.034-07:00</updated><title type='text'>se fossi una banca...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SgbRKNCShjI/AAAAAAAAAXM/MB4rp3u-GtA/s1600-h/volantone-petizione-DEF-1.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; 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display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 248px; height: 350px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SfIyt6zgJOI/AAAAAAAAAXE/Wh276IONJLM/s400/senza+comunisti+nessuna+liberazione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328377073593492706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-5832252468776079573?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/5832252468776079573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=5832252468776079573' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5832252468776079573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5832252468776079573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/04/partigiani-sempre.html' title='partigiani sempre'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SfIyt6zgJOI/AAAAAAAAAXE/Wh276IONJLM/s72-c/senza+comunisti+nessuna+liberazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2356912921672192638</id><published>2009-04-15T04:28:00.000-07:00</published><updated>2009-04-15T04:29:41.987-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terremoto in abruzzo'/><title type='text'>un aiuto subito</title><content type='html'>&lt;embed src="http://www.pdcitv.it/nvembed.swf?config=http://www.pdcitv.it/nuevo/econfig.php?key=9b97f706ec9148ce48d8" width="450" height="360" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" type="application/x-shockwave-flash" /&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-2356912921672192638?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/2356912921672192638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=2356912921672192638' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2356912921672192638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2356912921672192638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/04/un-aiuto-subito.html' title='un aiuto subito'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-469390529543806601</id><published>2009-04-06T06:37:00.000-07:00</published><updated>2009-04-06T06:38:48.077-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='istruzione'/><title type='text'>gelmini non fa rima con bambini</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SdoFx_25i0I/AAAAAAAAAW8/a1ZTeaBnEHk/s1600-h/volantino+gelmini+copia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SdoFx_25i0I/AAAAAAAAAW8/a1ZTeaBnEHk/s400/volantino+gelmini+copia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321572266205088578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-style: italic;"&gt;clicca sull'immagine per ingrandire&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-469390529543806601?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/469390529543806601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=469390529543806601' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/469390529543806601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/469390529543806601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/04/gelmini-non-fa-rima-con-bambini.html' title='gelmini non fa rima con bambini'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SdoFx_25i0I/AAAAAAAAAW8/a1ZTeaBnEHk/s72-c/volantino+gelmini+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2082653325198982620</id><published>2009-04-03T05:39:00.000-07:00</published><updated>2009-04-03T05:52:50.928-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><title type='text'>chi la pagherà la crisi?</title><content type='html'>&lt;div class="sopra"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;L’Italia è una Repubblica “antimeritocratica” fondata su lavoro… precario&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SdYEmr3vzqI/AAAAAAAAAW0/LESlI0fvqUU/s1600-h/Assistant_Manager_by_JeanFrancois.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 304px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SdYEmr3vzqI/AAAAAAAAAW0/LESlI0fvqUU/s400/Assistant_Manager_by_JeanFrancois.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320445072442904226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lucio Garofalo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;" class="piccolo"&gt;&lt;br /&gt;3-4-2009&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilbriganterosso.info/dblog/storico.asp?s=Lucio+Garofalo"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;A volte mi chiedo perché in Italia (come altrove) la cosiddetta “meritocrazia” viene invocata solo nei riguardi dei lavoratori subordinati e dipendenti, che sono sempre più soggetti e vincolati a parametri di efficienza produttiva, vale a dire per costringerli a farsi sfruttare in modo crescente, mentre tali principi meritocratici non valgono e non vengono applicati nei confronti dei quadri e dei livelli padronali, ossia per i megadirigenti e i supermanager che percepiscono profitti e compensi abnormi a prescindere dal rendimento e dai risultati ottenuti. Si pensi, ad esempio, al caso dei dirigenti responsabili del fallimento dell’Alitalia o ad altri scandali e bancarotte indubbiamente eclatanti nella storia recente. &lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;È  evidente che un sistema economico che pretenda di essere meritocratico (solo a chiacchiere) non potrebbe conciliarsi con la realtà di un paese clamorosamente ingiusto e sperequato, eccezionalmente sprecone, corrotto e mafioso come l’Italia. Un assetto economico privo di ogni criterio di giustizia sociale e materiale, di democrazia economica e di equa redistribuzione del reddito nazionale, in cui si registrano comportamenti furbeschi, spregevoli e cialtroneschi e in cui si evidenzia il primato mondiale dell’evasione fiscale, in cui si pretende di imporre a lavoratori già fortemente precarizzati e sottosalariati uno standard di meritocrazia e di efficienza produttiva in senso unilaterale, rischia di degenerare in modo ineluttabile, provocando iniquità, divaricazioni e sperequazioni assolutamente crescenti e inaccettabili, scatenando contraddizioni sociali drammatiche ed esplosive. Specialmente in una fase storica segnata da una grave crisi economico-recessiva come quella attuale, una crisi che è di natura sistemica e strutturale, diffusa su scala globale.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Pensare (ingenuamente) di introdurre una concezione meritocratica in Italia, come dappertutto, equivale a compiere una vera rivoluzione sociale e materiale, etica e culturale.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;Ritengo che proprio per adottare un regime di autentica meritocrazia sia necessario promuovere e sostenere una profonda trasformazione sia nell’assetto sociale che nella mentalità dominante, attuando un cambiamento radicale ed epocale sul versante economico-strutturale e politico-culturale.&lt;/div&gt; &lt;div align="justify"&gt;In altri termini, la vera meritocrazia è possibile solo in una società formata da lavoratori liberi ed uguali, vale a dire in una società comunista: “una società dove ognuno produce secondo le sue possibilità e riceve secondo i suoi bisogni”. Questo è un modello di società estremamente meritocratica, prima ancora che democratica… Dunque, l'antitesi tra comunismo e meritocrazia è solo apparente. Con buona pace (e scandalo) dei ciarlatani e dei farisei dell’ideologia filo-capitalista: mi riferisco ai falsi liberisti, ai finti fautori e apologeti del sistema meritocratico quali, ad esempio, Berlusconi, Tremonti, Tronchetti Provera &amp;amp; soci.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-2082653325198982620?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/2082653325198982620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=2082653325198982620' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2082653325198982620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2082653325198982620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/04/chi-la-paghera-la-crisi.html' title='chi la pagherà la crisi?'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SdYEmr3vzqI/AAAAAAAAAW0/LESlI0fvqUU/s72-c/Assistant_Manager_by_JeanFrancois.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-313298026425864856</id><published>2009-03-29T10:24:00.000-07:00</published><updated>2009-04-20T05:38:00.766-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><title type='text'>comunisti uniti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sc-xC0RkMSI/AAAAAAAAAWs/CgRmYx9deks/s1600-h/simbolo2.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sc-xC0RkMSI/AAAAAAAAAWs/CgRmYx9deks/s400/simbolo2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318664346898018594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Una lista comunista per uscire dalla crisi a sinistra&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sc-u_6eJaiI/AAAAAAAAAWk/p_DoOJ2ANSY/s1600-h/simbolo.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;Paolo Ferrero&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;rifondazione.it - 28-03-2009&lt;/p&gt;  &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi abbiamo presentato il simbolo e dato vita a una lista di sinistra, anticapitalista che unisce quattro forze politiche (Prc, Pdci, Socialismo 2000, Consumatori uniti) in una comune proposta politica per l'Europa.&lt;br /&gt;Lo abbiamo fatto e continuereremo a farlo anche attraverso il contributo e le candidature di molti esponenti della sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del movimento femministra e ambientalista, del movimento lgbtq e pacifista. Questa lista, che lavora per un'uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economia, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà, rappresenterà un importante raggruppamento anticapitalista, comunista, socialista di sinistra, ambientalista in Italia e in Europa, e si ritrova intorno ai valori e ai simboli storici del movimento operaio italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vota la nostra lista saprà da subito dove andranno a sedere i nostri eletti e rappresentanti: nel gruppo del Gue/Ngl e nella Sinistra Europea, e cioè all'opposizione delle politiche liberiste di Maastricht e di Lisbona che hanno prodotto l'attuale devastante crisi economica europea e mondiale, politiche che vengono da molti anni votate e sostenute da tutti gli altri gruppi politici eletti in Europa, dai popolari ai socialisti passando per i liberali. Una vera "grande coalizione" liberista e antipopolare che vede e vedrà unite tutte quelle forze politiche che oggi fanno finta di contrapporsi in Italia, dalla Pdl di Fini e Berlusconi al Pd di Franceschini, passando per Di Pietro e Casini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vota la nostra lista invece vuole uscire da sinistra dalla crisi in Italia come in Europa da sinistra, tenendo assieme diritti sociali e diritti civili, chiedendo il pieno rispetto delle libertà dell'individuo nel campo sessuale come in quello etico insieme a un forte intervento pubblico in economia e alla nazionalizzazione delle banche, lottando per un'Europa libera, giusta e socialmente avanzata, ma anche per un'Europa neutrale e pacifista in politica estera, non asservita alle politiche della Nato, per una politica di pace e di democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro dunque non è un cartello elettorale ma una proposta politica precisa: riteniamo che si possa uscire dalla crisi, in Italia e in Europa, promuovendo più libertà e più eguaglianza, contro le politiche di un governo di destra che invece punta al totale e sfrenato liberismo e deregulation in economia ma che promuove politiche anti-liberali e totalitarie nel campo dei diritti civili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tal fine le quattro forze politiche che hanno dato vita a questa lista hanno deciso di riunirsi in un coordinamento che proseguirà anche dopo le elezioni.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-313298026425864856?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/313298026425864856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=313298026425864856' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/313298026425864856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/313298026425864856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/03/comunisti-uniti.html' title='comunisti uniti'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sc-xC0RkMSI/AAAAAAAAAWs/CgRmYx9deks/s72-c/simbolo2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-4863071653334221129</id><published>2009-03-28T16:10:00.000-07:00</published><updated>2009-03-28T16:19:01.024-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antifascismo'/><title type='text'>destri</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Da aristocratico a populista: nel Pdl avanza una destra “sociale”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sc6wPIZOdDI/AAAAAAAAAWc/RWpWXOJOqgQ/s1600-h/49cbc66d7b7cb_zoom.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 282px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sc6wPIZOdDI/AAAAAAAAAWc/RWpWXOJOqgQ/s400/49cbc66d7b7cb_zoom.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5318381983968949298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;Guido Caldiron&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;liberazione - 28-03-2009&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Abstract"&gt;Sembra compiuta la commistione tra segni e linguaggi di partenza di Fi e An&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;Silvio Berlusconi è il politico più ricco d’Italia, malgrado nel corso di un solo anno il suo redditto si  sia ridotto ad un decimo: dai 139.245.570 di euro del 2006 ai 14.532.538 del 2007. Questi i numeri contenuti nella dichiarazione dei redditi presentata dal Cavaliere lo scorso anno e resa  ota pochi giorni fa. Nella tradizionale classifica stilata dalla rivista americana Forbes, l’elenco dei  lurimiliardari dell’intero pianeta, il Cavaliere si piazza invece solo al settantesimo posto.  ’edizione  009 del “guinness della ricchezza” spiega che il patrimonio della famiglia Berlusconi  iene stimato in 6,5 miliardi di dollari. Prima ancora di considerare le norme anti-sciopero  roposte  al Governo, gli accordi separati e al ribasso siglati senza la Cgil o l’ipotesi di tornare alle  gabbie salariali”, per descrivere la cifra “sociale” che caratterizza la coalizione delle destre plurali,  asterebbe forse illustrare il profilo dell’uomo che ne ha costruito le fortune nell’arco degli ultimi  uindici anni. Silvio Berlusconi è infatti il campione di una politica, la stessa proposta per un  ecennio negli Usa da George W. Bush, che è riuscita a «convincere i poveri a votare per i ricchi».  ’imprenditore sceso in politica incarna pienamente questo modello che sembra premiare, anche e  oprattutto presso i ceti più deboli, il “vincente”, l’uomo di successo che ha costruito le proprie fortune nella società e che, quasi per virtù taumaturgiche, può essere in grado di estendere agli  ltri benessere e fortuna. Nel momento in cui il processo costituente della “nuova destra” giunge,  on la nascita del Popolo della Libertà, a compimento, sarebbe però grave non considerare anche i  egnali che da una parte almeno di questa coalizione arrivano sui temi sociali. Anche perché le  randi trasformazioni introdotte anche nel nostro paese prima dal ciclo produttivo postfordista e  oi dalla tempesta della crisi, che ha solo cominciato a fare sentire i suoi effetti, hanno cambiato, e  ambieranno ancora di più nell’immediato futuro, il volto stesso della nostra società. In un partito  he punta esplicitamente a governare, ma anche a essere presente e radicato - sfidando la sinistra  elle sue tradizionali aree di insediamento: vecchi quartieri ex operai, periferie urbane, macro aree produttive - l’esistenza di una componente “sociale” può naturalmente convivere con il suo contrario. Scomporre e descrivere questi elementi può però riuscire di un qualche interesse se si vuole capire fino in fondo la sfida posta oggi dalla destra alla società italiana.&lt;br /&gt;«Cosa c’è di destra nel consenso a Berlusconi?» si chiedeva nel 2002 l’intellettuale già missino e poi vicino ad An, Marcello Veneziani, dandosi questa risposta: «C’è il triangolo vincente delle nuove destre: leadership forte, comunicazione diretta, democrazia efficace, senza mediazioni oligarchiche, ideologiche e partitiche. In una parola, populismo. In una accorta miscela di estremismo e moderazione,   di arcaismo e  permodernità, di liberismo e di comunitarismo a-ideologico, pragmatico, televisivo». A questo  quadro Gianni Alemanno, già leader della componente della “destra sociale” di An, aggiungeva, in  intervista sulla destra sociale (Marsilio, 2002), una chiara definizione della dimensione  comunitaria” della nuova destra italiana, vale a dire «la matrice che lega insieme il  comunitarismo  un senso classico, l’appartenenza nazionale come valore politico e progettuale, i  principi della dottrina sociale della Chiesa e, infine, una visione “partecipazionista” della vita  sociale e politica». Perciò, concludeva Alemanno, «la nostra non è una destra statalista perché una  visione comunitaria della politica non può che limitare fortemente l’ingerenza dello Stato nella vita individuale e sociale dei cittadini. Il nostro comunitarismo, dunque, non può non essere&lt;br /&gt;nemico dello statalismo». Così Forza Italia lanciava nel 2002, nell’ambito della “Proposta di un manifesto per la cultura” redatto da Marcello Dell’Utri, e pubblicato inizialmente dal Foglio, l’idea che fosse la “cultura d’impresa” la chiave per la modernizzazione del paese: «Agli uomini di cultura spetta l’alto compito di essere protagonisti di un grande disegno di modernizazzione e crescita, attraverso la valorizzazione del “capitale artistico, storico e culturale” centrato sull’imprenditorialità da una parte e la ricerca scientifica dall’altra». Eppure, sempre Veneziani annunciava già all’inizio del decennio alcune novità: «La novità maggiore che riguarda la cultura della destra è il suo passaggio da un riferimento elitario, aristocratico, a volte esoterico, con una polemica costante verso la democrazia di massa, a un riferimento popolare, se non populista, con un’accentuazione della sovranità democratica e una polemica costante verso le oligarchie intellettuali, politiche ed economiche».&lt;br /&gt;Intercettare la critica diffusa della “casta”, utilizzare e alimentare sentimenti quali la paura e l’insicurezza, rivisitare ancora una volta il tema della comunità, anche in riferimento alla crisi economica: con il passare degli anni la destra sembra essere passata dall’evocazione dell’“impresa” come modello sociale a una nuova definizione del suo volto “sociale”. L’epilogo di un percorso nel quale la commistione tra i segni e i linguaggi di partenza di ciascuno dei ceppi da cui nasce ora il Popolo delle Libertà, si è definitivamente compiuta. Al punto che Giulio Tremonti, approdato a Forza Italia da sinistra, nel suo libro manifesto La paura e la speranza (Mondatori, 2008), illustra così la via d’uscita da ciò che definisce come «il lato oscuro della globalizzazione», vale a dire il vocabolario con cui difendersi dall’invasione delle merci cinesi o dall’impoverimento dei lavoratori europei: «Il codice che dobbiamo e possiamo fabbricare per sopravvivere può essere creato solo con la combinazione tra due parole essenziali, che sono insieme vecchissime e nuovissime “identità” e “valori” (...) L’identità è fatta dai valori, i valori fanno l’identità. Nella storia tutte le comunità si basano e trovano infatti la loro identità nella prevalenza di tradizioni, idee, nozioni “proprie”. (...) Una comunità può e deve definire la sua identità solo per mezzo dei suoi valori storicamente consolidati; rispetto a questi, le altre comunità sono “altre”. Perché è proprio e solo nella “differenza”, nella comparazione differenziale, che si forma il carattere unitario di una comunità. Identità non è infatti solo ciò che siamo, ma anche differenza da ciò che non siamo. Tutto è chiuso nella coppia dialettica “noi-altri”. Se il “noi” non viene marcato, ma all’opposto viene obliterato e censurato, finisce che tutto è “altro” e niente è “noi”».&lt;br /&gt;La proposta politica del Pdl non potrà perciò che essere articolata su più livelli e in direzione di diversi settori sociali: «E’ chiaro che un partito che aspira al 51%, non potrà che essere un contenitore di varie anime», spiega ad esempio Renata Polverini - la prima donna europea alla guida di un sindacato, segretario generale dell’Unione generale del lavoro, il sindacato nato dalla Cisnal, storica sigla dei lavoratori missini. «Il precedente governo Berlusconi partì col piede sbagliato - sottolinea - L’attacco all’articolo 18, alle pensioni, ai redditi da lavoro. Con gli altri (sindacati) facemmo sei scioperi unitari contro». E ancora, «sono per un socialismo buono e una migliore distribuzione della ricchezza. La redistribuzione capitalista è una favola. Favorisce speculazioni finanziarie e rendite incontrollate. Guai se saranno gli economisti che hanno causato il disastro a fare le nuove regole».&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-4863071653334221129?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/4863071653334221129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=4863071653334221129' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4863071653334221129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4863071653334221129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/03/destri.html' title='destri'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sc6wPIZOdDI/AAAAAAAAAWc/RWpWXOJOqgQ/s72-c/49cbc66d7b7cb_zoom.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-5984795337623978614</id><published>2009-03-20T08:13:00.000-07:00</published><updated>2009-03-28T16:19:31.562-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iniziative'/><title type='text'>AMMINISTRATIVE 2009</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Arial,Helvetica,Geneva,Swiss;" &gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 102);font-size:180%;" &gt;APPUNTAMENTO SCHIO 25 MARZO 2009 ORE 20,30 PALAZZO TOALDI CAPRA SCHIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/ScOz5UkFmrI/AAAAAAAAAWU/ggS-IZTCG5w/s1600-h/prc.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 250px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/ScOz5UkFmrI/AAAAAAAAAWU/ggS-IZTCG5w/s400/prc.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315289782581303986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per il ritorno di una voce di sinistra in consiglio comunale a Schio &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ASSEMBLEA PUBBLICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In vista delle prossime elezioni amministrative di Schio il Partito della Rifondazione Comunista invita tutti i cittadini, le associazioni ed i Partiti che ritengono importante il ritorno di una voce di sinistra nel Consiglio Comunale a partecipare a questa occasione di dibattito e di confronto per la costruzione di un programma di Sinistra per la nostra città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la serata presenteremo le nostre idee e la nostra proposta per il candidato a Sindaco di Schio.portiamo a conoscenza dei cittadini di Schio l'appello redatto dal PRC in vista delle elezioni &lt;span style="color: rgb(255, 255, 102);"&gt;amministrative&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 255, 102);"&gt;APPELLO PER IL RITORNO DI UNA VOCE DI SINISTRA NEL CONSIGLIO COMUNALE DI SCHIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premessa ( la crisi economica e mondiale )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L?attuale crisi economica mondiale dovrebbe spingere qualsiasi amministrazione locale a ridefinire fino all'ultimo centesimo ogni capitolo di spesa del proprio bilancio. Il carattere di straordinaria gravità di questa crisi dovrebbe spingere i comuni ad attivarsi, per quanto nelle loro possibilità, per avviare una serie di progetti finalizzati all'aiuto delle centinaia di famiglie che attualmente vivono in condizioni di seria difficoltà. Si moltiplicano ogni giorno le aziende che chiedono la cassa integrazione o che chiudono i battenti. Se non si adotteranno quanto prima vasti provvedimenti, il rischio che la crisi da economica diventi di natura sociale è elevatissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rifondazione Comunista ritiene che l'Amministrazione Comunale di Schio debba sospendere immediatamente qualsiasi opera finanziata ( che non sia strettamente necessaria ) ed indirizzare le proprie disponibilità finanziarie per interventi di sostegno alla parte della popolazione che è più colpita dalla crisi.Per il ritorno di una voce di sinistra nel Consiglio Comunale di Schio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In vista delle prossime elezioni comunali di Schio il Partito della Rifondazione Comunista chiede a tutti coloro che ritengono importante il ritorno di una voce di sinistra all'interno del Consiglio Comunale di aderire a questo appello e di partecipare attivamente alla costruzione di un programma di alternativa per la nostra città. La maggioranza che ha governato Schio, sull'onda dei consensi ( a dire il vero sempre più esigui) ottenuti in anni di amministrazione, ha perso l?abitudine di coinvolgere democraticamente i cittadini su decisioni di importanza strategica. Sono stati spesi milioni di euro per rivoluzionare la viabilità, a volte con risultati alquanto discutibili, senza tenere in adeguata considerazione l'opinione dei cittadini residenti nelle zone interessate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sull'ospedale unico riteniamo che la difesa del De Lellis da parte dell'Amministrazion e Comunale sia stata blanda e di facciata. Si è rinunciato a qualsiasi tipo di mobilitazione di massa che a nostro avviso avrebbe potuto mettere seriamente un freno a questo sciagurato e dispendioso progetto. Si è dato il via libera al raddoppio dell'inceneritore, nonostante un vastissimo numero di cittadini si fosse mobilitato per evitare che Schio diventasse la pattumiera della provincia di Vicenza e nonostante fossero stati presentati progetti alternativi all'incenerimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre opere discutibili, come ad esempio la strada parco, sono in fase di costruzione mentre, all'opposto, l'ormai antico progetto ''Campus'' non ha ancora visto la luce ed il piazzale sterrato antistante il Liceo Classico continua ad essere utilizzato come parcheggio per numerosi TIR. Si vendono case ed immobili di proprietà comunale per finanziare opere fini a se stesse. Si è continuato a cementificare il territorio con la costruzione di decine di capannoni, incuranti dei segnali sempre più marcati di una crisi economica che puntualmente è giunta e che potrebbe trasformare la nostra zona industriale in un?impressionante cimitero di cemento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo profondamente contrari a qualsiasi processo di privatizzazione di servizi di importanza strategica per la popolazione quali l'acqua ed il gas. Riteniamo che le proprietà di Pasubio Servizi e di Alto Vicentino Servizi debbano restare in mano ai Comuni. Di fronte agli attacchi strumentali dei fascisti e dei leghisti sono stati interrotti i rapporti con una realtà come il Centro Sociale Arcadia ( che è uno dei pochissimi luoghi di ritrovo giovanile fuori dal circuito del libero mercato ) e si è rinunciato a sostenere operazioni culturali dirette al segmento giovane della popolazione scledense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli interventi per l'accoglienza e per l'integrazione dei migranti, che ormai sono una realtà economica e culturale significativa, continuano ad essere solo di facciata. Sono pressoché vicini allo zero i contributi economici che il Comune stanzia alle associazioni che sono in prima linea ad occuparsi della questione. Riteniamo che, senza una reale svolta democratica e di partecipazione alle scelte importanti, questa città rischi davvero di finire in mano ad una destra che scalpita per espugnare quello che rimane dell'ex roccaforte del ''centro-sinistra' '.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dirigenti del PD locale e Dalla Via non hanno fino ad oggi ritenuto il caso di incontrare il nostro Partito che in città è una realtà ben radicata e presente. Sempre il PD di Schio ha deciso, tramite una riunione di segreteria, di sfrattare il PRC dalla sede che fino a giugno era stata condivisa con gli Ex Diesse ( una sede acquisita molto tempo addietro con il sudore e con gli sforzi economici dei compagni del PCI ).Al confronto con la vera sinistra scledense si è continuato a preferire il rapporto con forze politiche centriste, senza insediamento territoriale e perciò non in grado di interferire con la gestione autoreferenziale che ha caratterizzato l'amministrazione Dalla Via. Rifondazione Comunista non vuole in nessun modo favorire la vittoria delle elezioni comunali delle forze di centro-destra. Nel caso cadesse la pregiudiziale ideologica dell'Amministrazion e nei nostri confronti, saremmo disposti sin da subito ad un confronto sui programmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso il PRC di Schio si presenterà alle prossime elezioni comunali con una propria lista e, sapendo che molti sono i problemi da affrontare , invita tutti i cittadini e tutte le associazioni che operano sul territorio a partecipare alla costruzione di un programma di alternativa e di sinistra per la città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Per informazioni inviare una mail a : prcschio@libero. it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Circolo ''P.Tresso'' SCHIO - www.rifondazioneschio.com&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);font-family:Arial,Helvetica,Geneva,Swiss;font-size:x-small;"  &gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-5984795337623978614?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/5984795337623978614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=5984795337623978614' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5984795337623978614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5984795337623978614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/03/amministrative-2009.html' title='AMMINISTRATIVE 2009'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/ScOz5UkFmrI/AAAAAAAAAWU/ggS-IZTCG5w/s72-c/prc.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2300828991755097240</id><published>2009-03-03T04:15:00.000-08:00</published><updated>2009-03-03T04:19:35.028-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='qui nordest'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='razzismo'/><title type='text'>sicuri da morire</title><content type='html'>&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Tra ronde e squadracce, l’insicurezza aumenta&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sa0gD9S03cI/AAAAAAAAAWM/tCscumQZ3IE/s1600-h/Last_dream_by_Stand1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 397px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sa0gD9S03cI/AAAAAAAAAWM/tCscumQZ3IE/s400/Last_dream_by_Stand1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308934788104904130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Abstract"&gt;Editoriale di Radio Citta' Aperta - 23-2-2009&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;Il governo ha approvato il cosiddetto 'decreto anti-stupro', un insieme di norme che vanno dall'ergastolo per chi uccide la vittima al patrocinio gratuito di questa da parte degli enti locali. In mezzo c'è un po’ di tutto, compresa una buona dose di demagogia e di strumentalizzazione autoritaria di un fenomeno preso a pretesto non per prendere finalmente di petto la violenza maschile contro le donne, ma per rafforzare nell’opinione pubblica l’equazione, elettoralmente conveniente, ‘immigrazione = delinquenza’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno degli elementi più aberranti contenuti nel decreto è la legalizzazione definitiva delle ronde, imposta dalla Lega che le ha già istituite da anni nel nord ad uso e consumo della sua campagna elettorale permanente. La militarizzazione della società cresce, al pari della barbarie alla quale si dice di voler fare fronte. Il governo di destra spinge l’acceleratore su una norma che non inciderà affatto sul dilagare della violenza nella società e in particolar modo di quella contro le donne: secondo tutti gli studi, almeno l’80% delle aggressioni sessuali avviene in famiglia e comunque nella cerchia ristretta dei parenti e degli amici, e quindi la militarizzazione delle città e dei territori non avrà alcun effetto, se non quello di rendere ancora più asfissiante il clima e di aumentare il controllo sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I media ormai non parlano altro che degli stupri compiuti realmente o suppostamente da cittadini stranieri, mentre cala il silenzio su quelli commessi da italiani contro donne italiane o contro cittadine straniere. Venerdì, mentre l’esecutivo annunciava tra squilli di tromba e rulli di tamburo gli ulteriori provvedimenti restrittivi e razzisti, le agenzie di stampa riportavano una notizia che però nessun giornale o tv hanno ripreso più di tanto: “Arrestato dai carabinieri Antonino Fedele, 43 anni, imprenditore di Ventimiglia: dovrà scontare la pena patteggiata di 2 anni e 8 mesi stabilita dal gup del Tribunale di San Remo per violenza sessuale, minacce e violazione di domicilio commessi a Vallecrosia nel novembre 2007 nei confronti di una ventiduenne rumena. Stanca e spaventata, la donna si era rivolta ai carabinieri di Ventimiglia, raccontando una lunga serie di soprusi patiti. Dopo qualche giorno i militari avevano arrestato in flagranza Antonino Fedele, entrato nell’appartamento della donna dopo avere divelto la porta di ingresso. Durante la fase investigativa, riferiscono i militari, l’uomo aveva più volte cercato di inquinare le prove provando a far ritrattare la denunciante prima con minacce e poi con promesse di denaro.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante le parole di circostanza del Presidente della Camera Fini e del sindaco di Roma Alemanno contro la cosiddetta ‘giustizia fai da te’, è evidente che l’inserimento delle ronde all’interno delle istituzioni che garantiscono l’ordine pubblico rappresenterà l’ennesima occasione per consegnare a squadracce di invasati e ignoranti boriosi le nostre strade. Una legalizzazione di fatto di un fenomeno che già dilaga nelle nostre città: per ora a compiere le ronde punitive sono infatti gruppi di incappucciati armati di mazze e altre armi improprie a caccia di inermi immigrati da bastonare. Ad essere colpiti, è ovvio, non sono né spacciatori né protettori, ma lavoratori immigrati che la mattina si svegliano alle cinque per andare in cantiere o a lavorare nei campi e che il pomeriggio si ritrovano nei bar per fare due chiacchiere. In genere i pestaggi arrivano dopo le fiaccolate o i presidi organizzati nelle nostre periferie dalle organizzazioni neofasciste: ci si maschera e si cela il proprio volto durante il pestaggio, ma realizzando i raid punitivi poco dopo le manifestazioni si suggerisce l’affiliazione politica dei ‘giustizieri’ alle opinioni pubbliche assalite da continui e insistenti messaggi d’allarme. Non passa giorno senza che in qualche città l’estrema destra non organizzi manifestazioni che chiedono la pulizia etnica del territorio e la punizione collettiva di intere etnie. Forza Nuova chiede e subito ottiene da un governo e da una classe politica bipartizan che cavalca gli istinti peggiori di una società impaurita e lasciata sola davanti a una crisi economica e morale senza precedenti. E’ un circolo vizioso: più i governi locali e quello nazionale inaspriranno le misure securitarie e più a fronte di un sostanziale permanere dell’insicurezza, che ha cause sociali ed economiche profonde, l’estrema destra sarà invogliata a chiedere più repressione e più esclusione, diventando a quel punto un riferimento per ampi strati della popolazione che avranno bisogno di un capro espiatorio su cui orientare la propria rabbia e la propria frustrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’esercito, nelle strade ora arriveranno anche le ronde. E intanto il governo ha ricostituito i ghetti all’interno dei quali rinchiudere decine di migliaia di cittadini di origine rom, lontani dai centri storici delle città e quindi dalle telecamere. Gli stupratori potranno continuare ad agire indisturbati, gli immigrati che si spaccano la schiena nei cantieri e nelle fabbriche per due soldi invece no…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-2300828991755097240?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/2300828991755097240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=2300828991755097240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2300828991755097240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2300828991755097240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/03/tra-ronde-e-squadracce-linsicurezza.html' title='sicuri da morire'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/Sa0gD9S03cI/AAAAAAAAAWM/tCscumQZ3IE/s72-c/Last_dream_by_Stand1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-3724267212936460007</id><published>2009-02-28T02:51:00.000-08:00</published><updated>2009-02-28T02:57:03.199-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capitale e lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><title type='text'>zero diritti</title><content type='html'>&lt;div class="sopra"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;   &lt;/div&gt;   &lt;div id="stelline" onmouseout="javascript:stella_out(this);"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giù le mani dal diritto di sciopero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SakYKbfx8sI/AAAAAAAAAWE/XwH2-t2nNT8/s1600-h/L__ombra_della_rivoluzione_by_Addison90.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SakYKbfx8sI/AAAAAAAAAWE/XwH2-t2nNT8/s400/L__ombra_della_rivoluzione_by_Addison90.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307800203291652802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Roberta Fantozzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;liberazione&lt;span class="data"&gt;&lt;span id="voti"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="media"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="votato"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - 27-3-2008&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La macchina politico-mediatica si è messa in moto ed è evidente l'operazione del governo. Quello che sta accadendo sul diritto di sciopero è l'ulteriore gravissima puntata di un disegno ben preciso: il disegno di riscrivere le relazioni sociali nel nostro paese smantellando i diritti del lavoro e la sostanza della democrazia, il disegno di gestire la crisi con un salto di qualità autoritario. Ma la macchina mediatica si è messa in moto, per l'appunto, contro gli "scioperi selvaggi", le "minoranze che bloccano il paese", come se scioperare fosse l'atto leggero di pochi scriteriati e non l'azione a cui si è costretti, pagando di tasca propria con la diminuzione di salari magrissimi. I più bassi d'Europa, giova ricordare. La macchina mediatica si è messa in moto per presentare l'attacco gravissimo del governo al diritto di sciopero come la benevola preoccupazione del sovrano per la qualità della vita delle persone, per il loro diritto alla mobilità.  Come riportavano alcuni giornali, il Ministro Sacconi voleva intervenire a tutto campo, fino alla modifica dello stesso articolo 40 della Costituzione. Poi il progetto è stato accantonato e il testo che dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei Ministri interviene sul "solo" settore dei trasporti. Un settore nel quale si ritiene più agevole mettere i lavoratori l'uno contro l'altro - chi usa il mezzo pubblico contro chi lavora sul mezzo pubblico - per costruire il consenso all'operazione in atto. Così la vita grama dei pendolari, di quei lavoratori che aggiungono alla fatica del lavoro quella di un viaggio sempre più disagevole per le politiche di taglio al trasporto pubblico, la vita faticata di coloro che la rendita immobiliare ha espulso in questi anni in periferie sempre più lontane nel ridisegno classista delle nostre città, può essere utilizzata come uno strumento per costruire il consenso all'ulteriore stravolgimento della nostra democrazia. E' un'operazione che va impedita. L'attacco al diritto di sciopero è contenuto nell'accordo separato siglato da Confindustria, Governo, Cisl, Uil, Ugl, con le "tregue" dello sciopero previste durante la contrattazione e con la previsione che lo sciopero non sia più, nella contrattazione di secondo livello dei servizi pubblici, un diritto soggettivo del singolo lavoratore, ma una prerogativa riservata alle organizzazioni sindacali che rappresentino la maggioranza dei lavoratori. Ora il testo del governo vuole trasformare in legge quell'accordo, sancendo che solo laddove si tratti di sindacati rappresentativi di più del 50% dei lavoratori si possa indire uno sciopero, il che non si realizza sostanzialmente in nessun caso, e prevedendo in alternativa l'obbligo di un referendum preventivo. In sostanza, ci vorrebbero mesi per poter indire uno sciopero. Sciopero che in alcuni comparti dovrebbe essere solo virtuale, cioè vado a lavorare ma mi decurtano il salario e con in più l'obbligo di adesione individuale preventiva: meccanismo chiaramente intimidatorio che nega l'essenza dello sciopero, azione collettiva, che in quanto tale riesce con la forza organizzata dei lavoratori a bilanciare l'asimmetria di potere che esiste tra il singolo lavoratore e il datore di lavoro. Non vi è chi possa davvero credere che principi di tale natura una volta introdotti si fermino - e già sarebbe grave - al settore dei trasporti. Non vi è chi possa davvero credere che non si tratti delle prove generali della volontà di svuotare il diritto di sciopero in quanto tale nel nostro paese. Per questo va messa in campo la più ampia mobilitazione sociale e politica. Va sollevato lo scandalo per un governo che vuole un referendum preventivo per poter indire uno sciopero, mentre nega alle lavoratrici e ai lavoratori di poter votare su piattaforme e accordi. Un governo che pretende di stabilire le regole per la contrattazione, contro la più grande organizzazione sindacale e senza alcun referendum dei lavoratori. Va disvelata tutta la portata del nuovo attacco che si vuole portare al lavoro e alla democrazia. Il governo vuole colpire il diritto di sciopero per impedire la resistenza alle proprie politiche, di taglio e smantellamento dei servizi, di privatizzazione dello stato sociale. Il governo vuole colpire il diritto di sciopero perché non vuole che, nella crisi, i lavoratori rispondano con la mobilitazione e con il conflitto. Per quanto sta in noi, costruiremo la più ampia, determinata, duratura mobilitazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-3724267212936460007?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/3724267212936460007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=3724267212936460007' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3724267212936460007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/3724267212936460007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/02/zero-diritti.html' title='zero diritti'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SakYKbfx8sI/AAAAAAAAAWE/XwH2-t2nNT8/s72-c/L__ombra_della_rivoluzione_by_Addison90.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-72023548322518473</id><published>2009-02-27T07:53:00.000-08:00</published><updated>2009-02-27T07:58:46.547-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='partiti democratici...finiti dove?'/><title type='text'>noi diversi</title><content type='html'>&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Su cosa si divide il Partito Democratico?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SagM8gu84bI/AAAAAAAAAV8/yB8opWaUfF0/s1600-h/manifesti-elettorali-partito-democratico-2008.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 261px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SagM8gu84bI/AAAAAAAAAV8/yB8opWaUfF0/s400/manifesti-elettorali-partito-democratico-2008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307506394574676402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;l'ernesto - 24-02-2009&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;Lo scioglimento dei DS e la formazione del Partito Democratico (PD) ha contribuito in questi ultimi anni ad un ulteriore spostamento a destra del baricentro politico italiano, con un rafforzamento delle posizioni “centriste” e neo-liberali all’interno del centro-sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unificandosi con la Margherita, la socialdemocrazia italiana è approdata a posizioni più organicamente liberaldemocratiche, più affini a partiti come il new labour britannico e il Partito Democratico americano (Veltroni da tempo lì si ispira).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò è stato apprezzato dalle forze di centro-destra, dalla Confindustria, dal Vaticano, dalla NATO, dagli USA, mentre è stato criticato – con argomenti sia pur differenziati - dalla sinistra italiana nelle sue diverse componenti (PRC, PdCI, sinistra sindacale, movimenti pacifisti…). Ed ha persino provocato nei DS una piccola scissione (il gruppo di Sinistra Democratica, che si richiama al Partito del Socialismo Europeo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin dalla sua formazione, il dibattito all’interno del PD è stato dominato da due tendenze fondamentali, trasversali alle ex componenti DS e Margherita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una prima tendenza fa capo all’asse Veltroni-Franceschini e ovviamente sopravvive alla dimissioni del suo ex leader. Essa comprende una parte dei DS e della Margherita e si propone di fare del PD un partito assai più liberaldemocratico che socialdemocratico; incoraggia una evoluzione del sistema politico italiano verso il bipartitismo, con leggi elettorali maggioritarie che lo favoriscano e liquidino la rappresentanza istituzionale delle forze politiche minori; auspica un sistema politico (modello anglo-sassone) in cui due grandi partiti, si contendano l’alternanza di sistema, senza essere costretti o condizionati da alleanze con altre forze minori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una seconda tendenza, che fa capo a Massimo D’Alema ( e comprende essa pure una parte dei DS e della Margherita, e su alcuni punti converge con i prodiani di Parisi) vuole un partito più socialdemocratico, più raccordato all’Internazionale socialista, alla Cgil, che si allei e in prospettiva assorba le componenti riformiste e socialdemocratiche a sinistra del PD (Sinistra Democratica, vendoliani, socialisti): un partito che può nascere da una evoluzione in questo senso del PD, ma che non esclude a priori lo scenario di una scissione nel PD stesso, in cui una parte più liberale e centrista del partito concorra - insieme all’UDC di Casini (e dintorni) - alla formazione di un nuovo centro, non subalterno a Berlusconi e alleato della sinistra socialdemocratica. Una sorta di versione moderna del vecchio asse Psi-Dc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso si spiega perché alcune componenti più centriste del PD (ad esempio Rutelli) possano convergere tatticamente con D’Alema per far saltare la linea Veltroni-Franceschini (una operazione a tenaglia, qualora il PD dovesse scindersi o lacerarsi congressualmente. E ciò al fine di favorire “dal centro” una evoluzione del sistema politico italiano in senso non bipartitico, più proporzionalista: per dare spazio anche elettorale ad una forza di centro (Casini + Mastella + Rutelli e neo-centristi PD) che tolga voti a Berlusconi; e ad una nuova sinistra (SD + vendoliani e dintorni) che occupi lo spazio della “sinistra radicale” e cerchi di emarginare (o liquidare) i comunisti. Per costruire una coalizione di alternanza al centro-destra berlusconiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ha lucidamente rilevato in proposito il politologo Giorgio Galli, “con l’attuale distribuzione delle forze, l’alternativa (elettorale – ndr) al centrodestra è difficilmente raggiungibile. Facciamo un po’ di conti. L’elettorato del PD è composto di un 7-8% della Margherita e di un 25-27% a sinistra (oggi molto meno, data la crisi del PD – ndr). Se invece immaginiamo un futuro partito di ispirazione socialista al 26-27%, più un’area di sinistra dispersa in vari rivoli, ma che vale un 5-6% e contemporaneamente aggiungiamo una Udc-Margherita attorno al 12-13%, si vede che la consistenza elettorale di un simile schieramento può arrivare a circa il 46%, quanto il centrodestra”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’Alema, dopo avere affondato Veltroni, scommette tatticamente su una sconfitta del PD di Franceschini alle elezioni europee (anche per questo non voleva lo sbarramento elettorale al 4%, anche per dare più spazio a Vendola/SD, potenziali alleati e interlocutori del suo progetto), per poi gestire e vincere il congresso autunnale del PD, puntando sulla leadership di Bersani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viceversa Veltroni ha voluto lo sbarramento al 4% (lo ha voluto assai più di Berlusconi), per cercare di assorbire i voti alla sua sinistra e limitare l’insuccesso elettorale del PD. E’ caduto con largo anticipo. Ma al di là delle singole personalità, lo scontro di linea resta aperto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I comunisti, che certamente sul piano strategico hanno poco a che spartire sia con D’Alema che con (gli eredi di) Veltroni, non devono essere (in linea generale) per il “tanto peggio, tanto meglio”. Noi non lo siamo. E guardiamo con attenzione anche alla dinamiche presenti nella CGIL, oltre che al ruolo importante del sindacalismo di base.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo lucidamente tutte le insidie che porta con sé il disegno di D’Alema (che certamente non ci ama, né propende per l’autonomia e l’unità dei comunisti…); non coltiviamo illusione alcuna su prossime future convergenze strategiche o di governo con la socialdemocrazia (altra cosa è l’alleanza tattica in questo o quell’ente locale, a seconda dei programmi: non confondiamo i piani). Non coltiviamo subalternità suicide nei confronti del “d’alemismo” (come fanno invece gli amici di Vendola e di Sinistra Democratica, insieme ad alcuni settori coerentemente “cossuttiani” usciti dal nuovo PdCI). Ma rifuggiamo anche da suggestioni neo-massimaliste o settarie, le quali - in nome del fatto che tutti i partiti borghesi sono borghesi - non colgono le contraddizioni presenti nel campo avverso e non sanno sfruttarle, nell’interesse della causa rivoluzionaria. E così facendo gettano alle ortiche gli insegnamenti della migliore tattica leninista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confutiamo in anticipo la prevedibile accusa di “politicismo” che ci verrà, per questa analisi. Sappiamo bene (lo diamo per scontato e non sentiamo il bisogno di ripeterlo ogni volta, come un disco rotto) che i rapporti di forza si modificano innanzitutto a partire dal conflitto sociale e di classe, e dalle contraddizioni (non solo di classe) che pervadono anche il quadro internazionale. Non è per caso che eravamo contro la partecipazione dei comunisti al governo Prodi, e non sentiamo alcuna pulsione (ma proprio nessuna) a riproporre quella linea, magari riverniciata. Non in questa fase storico politica, non nell’Italia e nell’Unione europea di Maastricht e della Nato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chi non vede l’intreccio tra conflitto di classe, dinamiche antimperialiste e contraddizioni che attraversano la sfera politica, istituzionale, sovrastrutturale; e non vede le diversità tattiche e di linea presenti nella borghesia e nelle sue diverse frazioni, a partire dal proprio contesto nazionale (la cui analisi va approfondita, non pretendiamo di possedere ricette esaustive) non ha capito niente del marxismo e del principio di realtà. E farebbe bene, almeno, a non dare “lezioni” agli altri.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-72023548322518473?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/72023548322518473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=72023548322518473' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/72023548322518473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/72023548322518473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/02/noi-diversi.html' title='noi diversi'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SagM8gu84bI/AAAAAAAAAV8/yB8opWaUfF0/s72-c/manifesti-elettorali-partito-democratico-2008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2274387517827753987</id><published>2009-02-25T14:08:00.000-08:00</published><updated>2009-02-27T07:58:32.243-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se l'Italia avesse bisogno di energia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SaXBo1tYkcI/AAAAAAAAAV0/UANf7ZzltOw/s1600-h/N_U_C_L_E_A_R__by_Nullitey.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SaXBo1tYkcI/AAAAAAAAAV0/UANf7ZzltOw/s400/N_U_C_L_E_A_R__by_Nullitey.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306860643282358722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Angelo Baracca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il manifesto - 25-02-2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia ha bisogno di questa energia? Il nucleare produce solo energia elettrica, che copre meno di un quinto dei consumi energetici finali (la Francia produce il 78% dell'energia elettrica dal nucleare, ma importa più petrolio di noi). La potenza elettrica installata in Italia (88.300 MegaWatt, 2006) coprirebbe abbondantemente la domanda (55.500 MW). Perché allora importiamo elettricità dalla Francia? Perché un sistema basato sul nucleare è molto rigido, le centrali nucleari non sono molto modulabili, la Francia deve quindi avere una potenza di base capace di coprire i picchi delle variazioni giornaliere della domanda, per cui quando questa è minima produce energia elettrica in eccesso, che è costretta a vendere a prezzi stracciati (ma per picchi eccezionali della domanda deve comprare energia, molto cara: per affrontare l'ondata di freddo di questo inverno, ad esempio, ha importato energia dalla Germania).&lt;br /&gt;Ma se fosse vero che abbiamo tanto bisogno di energia elettrica, qualcosa ci insegna la Spagna, che in un anno ha installato ben 3.500 MegaWatt di energia eolica, equivalente a più delle due centrali che Berlusconi vorrebbe avere dopo il 2020. Con quali costi per l'Italia? Due reattori Epr di questo tipo sono già in costruzione in Europa, uno in Finlandia da alcuni anni, e uno in Francia da circa un anno e mezzo. Il reattore finlandese ha già accumulato un paio di anni di ritardo, e un aumento dei costi di circa 2 miliardi di euro. Ma interessante è il perché. Il nucleare richiede livelli tecnologici molto superiori alle altre tecnologie (qualità del cemento, delle saldature, dell'acciaio) e le industrie coinvolte nella costruzione si sono rivelate non all'altezza, sia in Finlandia sia in Francia, che è il paese che conserva maggiore esperienza nel settore: vi immaginate cosa accadrebbe in Italia, dove Italcementi ha fornito cemento fasullo per le grandi opere? La costruzione dell'eolico in Spagna sicuramente è costata molto meno, e ha coinvolto l'industria nazionale, con notevoli benefici.&lt;br /&gt;Il 12 maggio 2008 il Wall Street Journal denunciava che l'aumento dei costi previsti per le centrali nucleari «sta causando qualche shock imbarazzante: da 5 miliardi di dollari a 12 miliardi per un impianto, fra il doppio e il quadruplo delle prime stime».&lt;br /&gt;Dopo il referendum (a prescindere da qualsiasi giudizio) l'Italia ha smantellato tutte le competenze che si erano accumulate: oggi Enea ed Enel hanno poco personale dipendente esperto nel nucleare, e in gran parte è prossimo alla pensione. E il resto è costituito da personale a contratto a tempo determinato. Ricostituire le competenze e le strutture necessarie richiederebbe 15 anni, mentre il governo sta smantellando dell'Università e della ricerca pubbliche.&lt;br /&gt;Se inizieranno gli appalti per una centrale in Italia, con i meccanismi del «project financing» all'italiana, sarà un enorme affare per le solite imprese coinvolte nella grandi opere, ma non sarà certo un affare per la collettività: e se non vedrà la fine, il suo scopo sarà raggiunto. Un altro ponte sullo Stretto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-2274387517827753987?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/2274387517827753987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=2274387517827753987' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2274387517827753987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/2274387517827753987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/02/se-litalia-avesse-bisogno-di-energia.html' title=''/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SaXBo1tYkcI/AAAAAAAAAV0/UANf7ZzltOw/s72-c/N_U_C_L_E_A_R__by_Nullitey.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-4221695172030407090</id><published>2009-02-20T13:12:00.000-08:00</published><updated>2009-02-20T13:15:08.531-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='partiti democratici...finiti dove?'/><title type='text'>Pezzi Democratici</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Fallimento di una politica non di un uomo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZ8dIdKqL4I/AAAAAAAAAVU/88y1X5xRGOE/s1600-h/lost____and_now_by_fabioricci.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 313px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZ8dIdKqL4I/AAAAAAAAAVU/88y1X5xRGOE/s400/lost____and_now_by_fabioricci.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304990917171228546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;liberazione - 18-2-2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il risultato delle elezioni sarde ha reso evidente il fallimento del progetto politico del Pd. Non l'errore di un leader, ma la crisi organica di un progetto politico che copre un arco temporale lungo. E' la strategia nata dal progetto occhettiano di scioglimento del PCI e caratterizzata da un progressivo spostamento al centro che si mostra fallimentare. Con questo fallimento occorre fare i conti in modo non propagandistico. Anche perché il risultato sardo colpisce pesantemente un'esperienza di governo che nel bene e nel male non rappresenta certo uno dei frutti peggiori del Pd. Anzi. Il centrosinistra ha fallito non per imperizia di qualche dirigente ma proprio perché il suo progetto politico non è in grado di prefigurare una via di uscita dalla crisi. Così, anche le cose buone fatte da Soru - penso alla legge sulla tutela del territorio - si sono ritorte contro un centrosinistra che non è riuscito a dare uno sbocco positivo al drammatico problema della disoccupazione. Anche la speculazione edilizia può essere vista come un'ancora di salvezza in una condizione in cui manca il lavoro.&lt;br /&gt;La sconfitta sarda ci pone quindi il problema di fondo. Il centrosinistra è nato e cresciuto in simbiosi con la globalizzazione capitalistica. Di quella globalizzazione ha assunto le culture e i valori: dal liberismo temperato alla centralità dell'impresa. Di fronte alla crescente insicurezza sociale prodotta dal quel modello di sviluppo, insicurezza diventata vero e proprio terrore dentro la crisi economica, il centrosinistra non è stato in grado di dare alcuna risposta credibile. Al contrario la destra ha usato l'insicurezza sociale come un'arma per fomentare la guerra tra i poveri e costruire su queste basi il suo consenso. La destra, di fronte alla crisi ha detto: la coperta è corta, è bene che restino fuori i piedi degli altri, immigrati in primo luogo; se si deve sacrificare un po' di libertà e democrazia, pazienza. Su questo ha vinto la destra.&lt;br /&gt;Di fronte alla crisi la destra propone uno sbocco barbarico. il Pd non ha proposto nulla. Nel suo ultimo piano contro la crisi non è nemmeno stato in grado di porre la questione della redistribuzione del reddito, che è con ogni evidenza il problema più grande che abbiamo dinnanzi.&lt;br /&gt;In questa situazione è bene, a sinistra, evitare illusioni che vedo pericolosamente affacciarsi.&lt;br /&gt;Da questa crisi non si esce con un cambio di leadership. Non è un problema di nomi, né è sufficiente, come al gioco dell'oca, tornare indietro di qualche casella, magari riscoprendo i Ds al posto del Pd. Il problema è che tutto il gruppo dirigente che ha operato per sciogliere il Pci si è identificato con la gestione della globalizzazione liberista ed è andato in crisi proprio nella crisi della globalizzazione.&lt;br /&gt;Un anno e mezzo fa è saltato Prodi, oggi Veltroni, domani chi? Questa crisi strategica non si risolve con i giochi di sponda con le correnti interne al Pd o con qualche belletto. Questa crisi non si risolve nemmeno con una rinnovata intesa tra Pd e sinistra. Il fallimento dei due governi Prodi, così come la giunta di Soru è li a dimostrarlo. Quello che manca oggi non sono le relazioni tra le due sinistre o un nuovo centrosinistra. Quello che manca è la credibilità di una sinistra di alternativa che sappia elaborare e declinare credibilmente una proposta di uscita dalla crisi. Una proposta alternativa alle ricette liberiste e "riformiste". Per questo Rifondazione Comunista lavora alla costruzione di una sinistra di alternativa, anticapitalista e comunista, non subalterna alla crisi del Pd, capace di costruire con la Cgil, il sindacalismo di base, la moltitudine di comitati locali, l'opposizione sociale nel Paese. E formulare proposte che diventino parole d'ordine di massa: redistribuzione del reddito, ammortizzatori sociali per tutti, intervento pubblico nell'economia, rilancio del welfare. Si tratta di promuovere un movimento generale, consapevole che dalla crisi non si esce con i sacrifici, ma con la radicale messa in discussione degli attuali assetti di reddito e di potere.&lt;br /&gt;Nessuna scorciatoia, quindi. Il gruppo dirigente del Pd non ha sbagliato linea, ma la strategia di fondo, da vent'anni a questa parte. Costruire un progetto e una sinistra alternativi a questa fallimentare strategia è il compito che noi di Rifondazione abbiamo dinnanzi, sul piano sociale, su quello culturale come su quello elettorale. Lavorarci da subito è tanto più necessario per costruire un punto di riferimento che alla crisi del Pd opponga una risposta in avanti, in Italia come in Europa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-4221695172030407090?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/4221695172030407090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=4221695172030407090' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4221695172030407090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4221695172030407090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/02/pezzi-democratici.html' title='Pezzi Democratici'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZ8dIdKqL4I/AAAAAAAAAVU/88y1X5xRGOE/s72-c/lost____and_now_by_fabioricci.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-4115430583976728923</id><published>2009-02-17T04:23:00.000-08:00</published><updated>2009-02-17T04:28:27.885-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='razzismo'/><title type='text'>fascismi</title><content type='html'>&lt;h1 style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;Campi rom, tesserino per entrare&lt;br /&gt;e alle dieci di sera cancelli chiusi&lt;/h1&gt;&lt;h1 style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZqtOts1hxI/AAAAAAAAAVE/k4bcgQk5Vj8/s1600-h/Dom_Rom_Gypsy_in_Turkey_by_kemalvuraltarlan.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 266px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZqtOts1hxI/AAAAAAAAAVE/k4bcgQk5Vj8/s400/Dom_Rom_Gypsy_in_Turkey_by_kemalvuraltarlan.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303741979479607058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;                                                 &lt;h3&gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovanna Vitale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;repubblica.it&lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                                 ROMA - Doppio cordone di sicurezza 24 ore su 24: dentro e lungo il perimetro del campo nomadi. Obbligo di identificare chiunque entri: sia i residenti, cui verrà rilasciato un tesserino con fotografia e dati anagrafici, sia i visitatori occasionali. Obbligo di annotare tutti gli ingressi su due registri appositi. Divieto di accesso, parcheggio e transito di veicoli e motoveicoli. Divieto di ospitare parenti o amici dopo le 22. Divieto di accendere fuochi fuori dalle aree autorizzate. Sono alcune delle norme contenute nel "Regolamento per la gestione dei villaggi attrezzati per le comunità nomadi nel Comune di Roma" che verrà presentato tra domani e venerdì.&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;Un lungo elenco di diritti e doveri, requisiti per la permanenza e l'accesso, permessi e modalità di esercizio con cui, d'ora in avanti, verranno costantemente monitorati e controllati i dieci campi rom della capitale. Un numero ancora in via di definizione, però: come infatti precisato dal sindaco Alemanno, ai sette insediamenti già esistenti sul territorio comunale se ne aggiungeranno presto altri due o tre, da realizzare ex novo in altrettante aree di periferia.&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;Tutti saranno dotati di un ferreo dispositivo di vigilanza, che potrà essere rafforzato con l'utilizzo di telecamere: le forze dell'ordine pattuglieranno l'esterno, dentro ci sarà un presidio fisso di vigili urbani o, in alternativa, di guardie giurate, che dovranno garantire la sicurezza interna, compilare il registro delle presenze, verificare l'identità dei visitatori e annotare ogni ingresso.&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;Messo a punto dal prefetto Giuseppe Pecoraro nella sua veste di commissario per l'emergenza nomadi, si tratta del primo "testo unico" dei campi romani. L'obbiettivo è chiaro: disciplinare in modo univoco la gestione e le regole di condotta cui gli zingari devono attenersi se vogliono essere ammessi negli insediamenti autorizzati, che il Campidoglio gestirà insieme a un Comitato consultivo di cui fanno parte, oltre ai rappresentanti del Comune, Asl, vigili del fuoco, polizia, carabinieri e un delegato rom. Gli unici dove i nomadi potranno vivere, una volta che la nuova disciplina entrerà in vigore.&lt;br /&gt;                                                                                                                          &lt;br /&gt;                                                  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Requisiti&lt;/span&gt;. Per conquistare la "residenza" nel villaggio, che sarà valida per due anni, bisognerà ricevere l'autorizzazione del Dipartimento alle Politiche sociali, cui spetta il rilascio del permesso e l'assegnazione in uso delle piazzole di sosta per le roulotte, dei prefabbricati e dei servizi. Dopodiché, entro 30 giorni, si verrà iscritti nei registri anagrafici della popolazione residente del Comune di Roma.&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;Chi però ha subìto una condanna definitiva o un periodo di detenzione superiore a due anni, non si presenti nemmeno: verrà respinto. Quanto al resto, gli extracomunitari dovranno essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno o titolo equipollente; gli italiani e i cittadini comunitari di un documento di identità valido. Chi non è in grado di esibire né l'uno né l'altro, dovrà dimostrare la permanenza in Italia da almeno dieci anni.&lt;br /&gt;                                                                                        &lt;br /&gt;                                                  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tessera di identificazione&lt;/span&gt;. Per entrare nei campi sarà obbligatorio farsi identificare. Perciò a tutti gli abitanti, bambini compresi, verrà consegnata una tessera munita di fotografia e corredata dai dati anagrafici.&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;                                                  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Doveri&lt;/span&gt;. Oltre ad aderire ai percorsi di formazione e integrazione eleborati dal Campidoglio, i residenti nei campi dovranno seguire precise regole di condotta. Fra cui: divieto di ospitare persone non registrate o comunque non autorizzate; divieto di accendere fuochi fuori dalle aree appositamente attrezzate e comunque mai bruciare materiale inquinanti o pericolosi; divieto di accesso, parcheggio e transito di veicoli e motoveicoli; garantire l'uscita di parenti o visitatori occasionali entro le 22; pagare le bollette dell'acqua, della corrente e del gas, nonché il canone mensile per l'utlizzo della piazzola di sosta e per i rifiuti; usare solo elettrodomestici a norma.&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;                                                  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Revoca dell'autorizzazione&lt;/span&gt;. Pesante la sanzione per chi sgarra: l'espulsione dal campo entro 48 ore dalla revoca. In caso di rifiuto, il sindaco può chiedere l'intervento della forza pubblica. Perderà il diritto a vivere nel villaggio chi viola i doveri e le regole di condotta sopra elencati; abbandona la struttura assegnata all'interno del villaggio per un periodo superiore a tre mesi, salvo non sia stato espressamente consentito; rifiuta più volte l'inserimento lavorativo; viene condannato, con sentenza definitiva, a oltre 2 anni di carcere per reati contro il patrimonio o la persona; tiene comportamenti che creano grave turbamento alla sicura e civile convivenza.&lt;br /&gt;                                                                                              &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Comitato degli abitanti&lt;/span&gt;. Al fine di promuovere corrette relazioni tra chi gestisce il campo e gli zingari, viene indetta l'elezione di un Comitato di rappresentanza degli abitanti: cinque membri che restano in carica un anno ed eleggono al suo interno un presidente.&lt;br /&gt;                                                                                                                                                           &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Presidio socio-educativo&lt;/span&gt;. Si occuperà di favorire i percorsi di integrazione e scolarizzazione, nonché l'assistenza socio-economica e culturale dei rom. Resterà aperto però solo in orario d'ufficio. &lt;/div&gt;&lt;div id="testo"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-4115430583976728923?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/4115430583976728923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=4115430583976728923' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4115430583976728923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4115430583976728923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/02/fascismi.html' title='fascismi'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZqtOts1hxI/AAAAAAAAAVE/k4bcgQk5Vj8/s72-c/Dom_Rom_Gypsy_in_Turkey_by_kemalvuraltarlan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-7011722120790715571</id><published>2009-02-15T14:39:00.000-08:00</published><updated>2009-02-15T14:47:21.318-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrazione'/><title type='text'>razzismi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZibOkHTipI/AAAAAAAAAU8/nYdXX90DU1w/s1600-h/Racism_by_Tickedo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 352px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZibOkHTipI/AAAAAAAAAU8/nYdXX90DU1w/s400/Racism_by_Tickedo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303159235743550098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;Manuela Cartosio&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;il manifesto - 07-02-2009&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Abstract"&gt;Migranti. Intervista alla ginecologa Sacchetti&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;Da quest'estate l'accesso degli immigrati irregolari agli ambulatori pubblici è crollato del 30%. «È bastato che giornali e tv ventilassero le intenzioni della Lega ed è scattato l'effetto paura», dice la ginecologa Graziella Sacchetti, che raggiungiamo a Trapani dove sta partecipando al la conferenza della Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm). Se anche la Camera approverà la cancellazione del divieto per i medici di segnalare gli irregolari, «scatterà il terrore». E a pagare il prezzo più alto saranno le donne straniere, aggiunge la ginecologa che lavora al Centro di salute e ascolto per le donne immigrate, in funzione da dieci anni all'ospedale San Paolo di Milano. Una buona metà delle donne che si rivolgono al Centro non hanno i documenti in regola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tutti i medici e le associazioni di categoria annunciano che non faranno la spia. Non basterà a tranquillizzare i migranti?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il messaggio che dobbiamo in tutti i modi far arrivare. Ma ci vorrà del tempo perché il tam tam rassicurante si propaghi nelle diverse comunità. Siamo arrivati a Trapani da tutta Italia con un dato certo: il semplice annuncio ha già allontanato moltissimi immigrati dagli ospedali e dagli ambulatori. Se l'emendamento Bricolo diventerà legge, ci sarà una fuga di massa dalla sanità pubblica e un riflusso in una sanità fai da te. Per i migranti andare all'ospedale sarà come giocare alla roulette russa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri al San Gallicano di Roma hanno messo fuori il cartello "Qui non denunciamo nessuno" tradotto in cinque lingue. Mi sembra una strategia più efficace dell'obiezione di coscienza, ridondante non essendoci l'obbligo di denunciare gli irregolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un'ottima idea, ma in un ospedale pubblico persino per attaccare un cartello su una muro occorre l'autorizzazione della direzione sanitaria, dell'ASL. Un singolo medico o un gruppo di medici non possono farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come si comporterà l'amministrazione sanitaria?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorremmo tanto saperlo. Questa è la vera incognita, essendo pacifico che i camici bianchi spioni si conteranno sulle dita di una mano. La sanità però non è fatta solo di medici e infermieri. Gli impiegati che stanno agli sportelli, quelli che assegnano il codice "STP" (straniero temporaneamente presente) agli immigrati irregolari, che direttive riceveranno dall'alto? Oggi gli elenchi degli "STP" non possono e non devono essere consegnati all'autorità, se non su richiesta di un magistrato. L'emendamento Bricolo interviene anche su questo aspetto? Se sì, sarà un ulteriore problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Veniamo alle migranti. Aumenteranno gli aborti clandestini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi ultimi mesi abbiamo già registrato una diminuzione delle richieste d'interruzione volontaria di gravidanza (IGV). Vale anche in questo caso l'effetto annuncio. Se si tiene conto che sono migranti il 31% delle donne che praticano l'IGV in Italia (il 50% a Milano), si capisce che le conseguenze saranno numericamente rilevanti. Aumenteranno gli aborti clandestini a pagamento e quelli indotti ingerendo farmaci antiulcera. Negli ambulatori e nei consultori le interruzioni di gravidanza sono il punto di partenza per costruire un rapporto con le donne migranti, per fare prevenzione. E' un lavoro duro e faticoso. Maroni, il vero ministro della paura, lo cancella con un colpo di spugna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In Italia su 100 donne che partoriscono, 10 sono migranti (30 a Milano). C'è da sperare che almeno loro continueranno a farlo in un ospedale, non in una stamberga.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono abbastanza sicura che le migranti irregolari continueranno a venire in ospedale a partorire. Temo che ci verranno solo all'ultimo momento, senza farsi seguire durante la gravidanza. Anche qui è un lavoro che va in fumo. Negli ultimi anni sono diminuiti i parti prematuri e i neonati sottopeso. Un risultato ottenuto grazie al fatto che le migranti hanno imparato a rivolgersi alle strutture sanitaria fin dal terzo mese di gravidanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per contrastare l'istigazione alla delazione molti usano l'argomento convenienza: se i migranti smetteranno di rivolgersi agli ospedali, semineranno in giro Tbc e Aids e ci ammaleremo pure noi italiani. Non è un'arma a doppio taglio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un argomento da usare con molta cautela. Da una parte, ci sono casi tra i migranti di malattie infettive. Dall'altra, si rischia di gridare all'untore. Si gioca sporco su due paure. Si costringono i migranti ad aver paura a metter piede in un ospedale, si aizzano gli italiani ad aver paura di loro. La Simm contrasterà con ogni mezzo questa barbarie che insulta la deontologia medica, ma soprattutto l'umanità.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-7011722120790715571?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/7011722120790715571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=7011722120790715571' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7011722120790715571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7011722120790715571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/02/razzismi.html' title='razzismi'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZibOkHTipI/AAAAAAAAAU8/nYdXX90DU1w/s72-c/Racism_by_Tickedo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-7054918720275854238</id><published>2009-02-15T13:27:00.000-08:00</published><updated>2009-03-01T03:40:59.714-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo è libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>revolucion cubana</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZiJFIP5kKI/AAAAAAAAAU0/RaCmzIPftoU/s1600-h/schio_06_03_corretto.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 221px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZiJFIP5kKI/AAAAAAAAAU0/RaCmzIPftoU/s400/schio_06_03_corretto.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303139282435281058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;clicca sull'immagine per ingrandire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;Cinquant'anni fa Cuba si liberava dalla dittatura di Fulgencio Batista e dall'ingerenza diretta degli Stati Uniti che lo finanziavano e lo coprivano politicamente, proprio per controllare l'isola caraibica. Non era facile né scontato prevedere che la rivoluzione cubana riuscisse a compiere i suoi primi 50 anni. Non se lo aspettavano sopratutto gli Usa, che in questi decenni non hanno mai smesso di compiere attentati terroristici ai danni dell'isola ribelle, finanziare oppositori, stringere la popolazione in un asfissiante blocco finanziario, econommico e commerciale. Tutto al fine di chiudere l'esperienza della Rivoluzione che con Fidel, Raul, il Che e tutti gli altri rivoluzionari rappresentavano un'anomalia ed un fortissimo segnale di speranza, non solo in America Latina, ma in tutti i Paesi ancora sotto controllo coloniale. Eppure questa rivoluzione, con le sue originali e peculiari caratteristiche, è andata avanti, superando fasi di crisi difficili e cambiamenti negli equilibri internazionali diventando il lievito di quel processo di rinascita e partecipazione, che ha portato i popoli degli stati latinoamericani e liberarsi dal giogo del colonialismo e dare vita ad un processo interessante volto alla costruzione del socialismo del XXI^ secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-7054918720275854238?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/7054918720275854238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=7054918720275854238' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7054918720275854238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/7054918720275854238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/02/revolucion-cubana.html' title='revolucion cubana'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZiJFIP5kKI/AAAAAAAAAU0/RaCmzIPftoU/s72-c/schio_06_03_corretto.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-314676992720765210</id><published>2009-02-15T13:10:00.000-08:00</published><updated>2009-02-15T13:30:46.841-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberaldemocrazia in crisi'/><title type='text'>facinoroso</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;L'erede della loggia P2&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZiFbscRK1I/AAAAAAAAAUk/9LJi6A55vy0/s1600-h/Berlusconi___Iena_ridens_by_pizzaconne.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 250px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZiFbscRK1I/AAAAAAAAAUk/9LJi6A55vy0/s400/Berlusconi___Iena_ridens_by_pizzaconne.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303135272061446994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;di Dino Greco&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;Liberazione - 07-02-2009&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;Il Paese, la democrazia repubblicana sono sotto scacco. Al rifiuto del Capo dello Stato di controfirmare il decreto che ordina di riprendere l'alimentazione forzata di Eluana Englaro, Berlusconi risponde con la convocazione delle Camere (anche se non rientra nei suoi poteri farlo) per approvare, a tamburo battente, attraverso il voto di fiducia, una legge che risolva in radice l'oggetto del contenzioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che, nelle ultime ore, questa tracotante intenzione abbia incontrato, nella stessa maggioranza e specialmente nel Presidente della Camera, qualche significativo contrasto. E che, "in articulo mortis", l'uomo di Arcore sia stato costretto a scegliere una strada formalmente meno dirompente: un disegno di legge affidato ad un percorso parlamentare accelerato. Ma resta, tutta intera, l'intenzione eversiva, l'insofferenza sempre più marcata verso ogni e qualsiasi regola o potere che si frappongano all'esercizio del suo potere assoluto. Si guardi alla successione di eventi di questa convulsa giornata. Prima Berlusconi si scaglia contro il presidente della Repubblica, accusato di avallare con il suo diniego niente meno che il reato di «omissione di soccorso di una persona in pericolo di vita». Poi, in un crescendo rossiniano, dichiara che la decretazione d'urgenza, il ricorso al voto di fiducia, rappresentano il modo ordinario, necessario, di governare. E se ciò non bastasse - ma i nessi logici si fanno qui assai laschi - si rammenti che è sempre possibile tornare dal popolo sovrano per ottenerne un mandato plebiscitario a cambiare la Costituzione. In un sol colpo, il caudillo italiano squaderna l'intero suo repertorio, ereditato - come è sempre più evidente - dal «programma di rinascita democratica» del «venerabile maestro» Licio Gelli: minaccia il capo dello Stato e ne usurpa le prerogative, ignora la sentenza della Corte di Cassazione, si sbarazza del Parlamento, attacca con ossessione compulsiva la Costituzione, travolge ogni senso di laicità dello Stato per conformarsi alle pulsioni più reazionarie della gerarchia vaticana, esercita un'inaudita violenza sul corpo di una donna costringendola a protrarre un'esistenza puramente vegetativa, compie un gesto di crudele sopraffazione sulla sua famiglia. Ve n'è più che abbastanza per comprendere che - forse come non mai in questa pessima stagione politica - si sia superata la soglia di guardia, oltre la quale sono davvero messe a repentaglio la democrazia e le libertà fondamentali. Non è bene attendere che la corsa si fermi in fondo al piano inclinato. Perché allora potrebbe essere troppo tardi. Occorre mobilitarsi, da subito, in tutto il Paese, costruendo la massima unità.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-314676992720765210?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/314676992720765210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=314676992720765210' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/314676992720765210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/314676992720765210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/02/facinoroso.html' title='facinoroso'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZiFbscRK1I/AAAAAAAAAUk/9LJi6A55vy0/s72-c/Berlusconi___Iena_ridens_by_pizzaconne.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-959236401503066652</id><published>2009-02-13T01:53:00.000-08:00</published><updated>2009-02-15T13:31:00.491-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>fobie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span class="grey"&gt;Le responsabilità del fascismo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZVDt9nPHNI/AAAAAAAAAUc/ddJoowAWm78/s1600-h/Rimembranze_fanciullesche_by_ODOACRE.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZVDt9nPHNI/AAAAAAAAAUc/ddJoowAWm78/s400/Rimembranze_fanciullesche_by_ODOACRE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302218593210932434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;il manifesto - 11-02-2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, era necessario strappare all'oblio «le vittime delle foibe, dell'esodo giuliano e le vicende del confine orientale» come vuole la legge del marzo 2004 che istituì il Giorno del ricordo. Ma negli ultimi quattro anni quel giorno, il 10 febbraio, è diventato occasione per i nostalgici del fascismo di una massiccia operazione di revisionismo storico e di revanscismo, occasione di una poderosa campagna anti-slava e di manifestazione di un esasperato nazionalismo-irredentismo di frange politiche italiane, forti soprattutto a Trieste. Ha fatto bene dunque il presidente Napolitano, a denunciare ieri questi orientamenti.&lt;br /&gt;Ha fatto benissimo, soprattutto, a denunciare la «dura esperienza del fascismo», le «responsabilità storiche del regime fascista», le sue «avventure di aggressione e di guerra», le «sofferenze inflitte alla minoranza slovena negli anni del fascismo e della guerra». Avrebbe potuto aggiungere anche le sofferenze subite nel tristo ventennio e nella guerra dalle popolazioni croate dell'Istria e della regione guarnerina, dalle isole alla Liburnia. Senza dimenticare lo sterminio di oltre 350 mila sloveni, croati, serbi, montenegrini e jugoslavi nelle regioni occupate e/o annesse dal 3 aprile 1941 al settembre 1943 (Montenegro, Dalmazia, larghe fette di Croazia e di Slovenia) ed altre 35 mila vittime uccise da fame e malattie in oltre 60 campi di internamento per civili sparsi dal nord al sud d'Italia.&lt;br /&gt;Anche quest'anno però assistiamo al ripetersi di regie consolidate negli anni passati quando, dalle celebrazioni del Giorno del ricordo, sono stati esclusi gli storici democratici ed obiettivi per essere egemonizzate da fanatici astiosi e rancorosi che speculano sul dolore dei familiari degli infoibati, sul dolore degli esuli; da politici dell'estrema destra neofascista, da forze che si richiamano alla medesima ideologia, che in nome della guerra allo slavo-comunismo e della civiltà romana contro la «barbarie», portò l'Italia ad aggredire la Jugoslavia, ad espandersi all'est. Il risultato fu la catastrofe, la sconfitta, la perdita dei territori orientali annessi dopo la grande guerra; furono le vendette delle vittime di quell'aggressione e di quella guerra, e dopo la firma del trattato di pace del febbraio 1947, un esodo di 200-240 mila istriani fiumani e zarattini che lasciarono quelle terre optando per l'Italia, per continuare ad essere italiani, o perché insofferenti del regime di Tito, o per motivi economici, familiari ed altro. Questi esuli furono le vittime principali della catastrofe. Ma in quegli anni (15 anni durò l'esodo, per concludersi a fine anni '50) abbandonati e ignorati dalla sinistra, quei disgraziati divennero serbatoio di voti per del Msi e della Dc, mentre oggi continuano ad essere strumentalizzati dai figli e nipoti ideologici di Almirante.&lt;br /&gt;Proprio in questi giorni un autorevolissimo «figlio di Almirante», Gianfranco Fini, ha inaspettatamente esaltato a La Spezia le imprese della divisione Decima Mas. È un modo indiretto per riabilitare i crimini di quei continuatori del fascismo che compirono i più orrendi delitti proprio nelle «terre del confine orientale», aggregati al terzo Reich come Adriatische Kunstenland litorale adriatico. Si tende così a riabilitare un regime che - dopo aver tentato di eliminare dalla Venezia Giulia le popolazioni slave con repressioni di ogni genere - dopo gli eccidi compiuti nella seconda guerra mondiale in quelle stesse e in altre regioni slave, dopo le foibe e l'esodo, sfruttano il Giorno del ricordo per seminare insofferenza e sospetti, verso gli italiani rimasti nelle terre istro-guarnerine e nuovo odio verso sloveni e croati. Stravolgendo la storia, usando nei loro testi e discorsi la medesima roboante e falsa terminologia mussoliniana.&lt;br /&gt;Fino a quando il giorno del ricordo sarà il giorno del rancore e dell'odio verso croati e sloveni? Fino a quando l'Adriatico, nobilitato per secoli dall'osmosi di uomini e culture fino al tragico 900, potrà assorbire il veleno di quei predicatori? I quali dimenticano le tante Marzabotto chiamate kampor (isola di Arbe, 4000 morti in dieci mesi di lager), Pothum presso Fiume (100 fucilati in un solo giorno e 800 deportati), Gaiana presso Pola, Lipa presso Abbazia e tanti altri eccidi subiti da popolazioni «feroci» che dopo l'8 settembre vestirono, rifocillarono e nascosero ai tedeschi decine di migliaia di nostri soldati allo sbando. Certo, ci furono le foibe istriane del 9-30 settembre '43, ma c'erano state, non dimentichiamolo, decine di migliaia di vittime dell'occupazione italiana dal 1941 al 1943, e in quello stesso triste 1943, dal 4 ottobre in poi, ci furono le vendette dei fascisti. Che massacrarono 5000 civili e ne fecero deportare altri 17 mila, con le rappresaglie del reggimento «Istria» comandato da Italo Sauro e da Luigi Papo da Montona, della guardia nazionale repubblicana (poi milizia territoriale), della Decima Mas di Borghese operante con compagnie agli ordini di nazisti a Fiume, Pola, Laurana Brioni, Cherso, Portorose, della compagnia «mazza di ferro», comandata da Graziano Udovisi, della Brigata nera femminile «Norma Cossetto» presso Trieste, della VI brigata nera Asara e altri reparti. Si macchiarono di tali crimini che la loro ferocia fu denunciata persino dal Gauleiter Rainer, il quale chiese ufficialmente, con un telegramma al generale Wolff, il ritiro della Decima Mas dalla Venezia Giulia a fine gennaio 1945. Nel documento si parla di «una moltitudine di crimini, dal saccheggio allo stupro», dalle stragi di massa agli incendi di interi villaggi.&lt;br /&gt;Oggi quegli assassini vengono esaltati per aver «difeso fino all'ultimo le terre orientali d'Italia contro le orde slave». I loro morti, caduti in battaglia all'inizio del maggio 1945, vengono inclusi fra gli infoibati! Basta, voltiamo pagina, guardiamo al futuro. Che sia di pace e di convivenza per i nostri figli.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-959236401503066652?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/959236401503066652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=959236401503066652' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/959236401503066652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/959236401503066652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/02/fobie.html' title='fobie'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SZVDt9nPHNI/AAAAAAAAAUc/ddJoowAWm78/s72-c/Rimembranze_fanciullesche_by_ODOACRE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-4385868505447181086</id><published>2009-01-24T10:49:00.000-08:00</published><updated>2009-02-15T13:31:16.749-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>yes we can</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;"OBAMANIA"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SXti-XR7SAI/AAAAAAAAAUU/Q1kO-6F8gfo/s1600-h/barack_obama_change_fairey.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 256px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SXti-XR7SAI/AAAAAAAAAUU/Q1kO-6F8gfo/s400/barack_obama_change_fairey.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294934610444765186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Raramente un presidente ha suscitato tante attese prima ancora di avere preso una decisione… L’ ”Obamania” è il segno anche di un certo disorientamento di fronte alla crisi economica e, più in generale, ad una situazione internazionale che richiederebbe un’America diversa.  All’estero ci si attende da Obama che egli sia tante cose insieme: una sorta di presidente di Amnesty International sezione mondiale, di segretario bis delle Nazioni Unite, di leader di una Greenpeace Planetaria e di tutte le associazioni anti-razziste. E’ molto, e probabilmente troppo, senza volere con ciò sminuire le qualità del nuovo inquilino della Casa Bianca. Barack Obama sarà un presidente americano che difenderà gli interessi del suo paese, economici e strategici. Non già una sorta di militante internazionalista, dedito a raddrizzare le patologie multiple di questi inizi del XXI secolo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(Le Monde, dall’editoriale del 20 gennaio 2009, intitolato all’ “Obamania”)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ricordate che le generazioni passate sconfissero il fascismo e il comunismo, non solo con i carri armati e i missili, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(Barack Obama, dal discorso di insediamento, 20 gennaio 2009)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-4385868505447181086?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/4385868505447181086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=4385868505447181086' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4385868505447181086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4385868505447181086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/01/yes-we-can.html' title='yes we can'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SXti-XR7SAI/AAAAAAAAAUU/Q1kO-6F8gfo/s72-c/barack_obama_change_fairey.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-1723938380380246419</id><published>2009-01-24T03:54:00.000-08:00</published><updated>2009-02-15T13:31:38.514-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>capitalismo selvaggio</title><content type='html'>&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;                                                                                                                                       &lt;span style="font-size:180%;"&gt;Un milione di morti a est grazie alle   riforme-shock&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SXsCL7xEmSI/AAAAAAAAAUM/zhebTWS5afY/s1600-h/1180541704178_Socialismo+Reale.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SXsCL7xEmSI/AAAAAAAAAUM/zhebTWS5afY/s400/1180541704178_Socialismo+Reale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294828190949480738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;                   &lt;p align="left"&gt;                    &lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;Astrit Dakli&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;il Manifesto - 16-01-2009&lt;br /&gt;                &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;                   Un milione di morti. Questo potrebbe essere il terribile bilancio reale delle privatizzazioni accelerate imposte ad alcuni paesi dell'ex Unione sovietica negli anni '90, secondo uno studio dell'università di Oxford pubblicato ieri dalla più autorevole rivista medica internazionale, Lancet. La mostruosa cifra, una delle più alte che si possano direttamente associare a un deliberato atto politico, è la traduzione di quel 12,8 per cento di aumento della mortalità che gli analisti di Oxford hanno riscontrato nella dinamica demografica del decennio scorso nei paesi presi in esame: un aumento (quasi interamente fra i maschi in età lavorativa) che lo studio mostra essere strettamente legato, nel tempo e nello spazio, al parallelo aumento della disoccupazione provocato dall'applicazione forsennata delle politiche neoliberiste - e in particolare i programmi di privatizzazione di massa - dopo il crollo dei regimi «socialisti».&lt;br /&gt;Nell'insieme dei paesi dell'Europa orientale e dell'ex Urss, fra il 1991 e il 1994 le privatizzazioni portarono a un aumento del 56 per cento nel numero dei disoccupati (e a quel 12,8 per cento di crescita della mortalità citato prima); ma all'interno del quadro complessivo cinque paesi conobbero in quegli anni uno shock particolarmente violento. Russia, Kazakhstan, Lituania, Lettonia ed Estonia ebbero aumenti di disoccupazione fino al 300 per cento, mentre nel resto della macroregione il contraccolpo delle privatizzazioni fu minore, per le diverse condizioni sociali e culturali presenti.&lt;br /&gt;Il rapporto fra privatizzazioni accelerate e disoccupazione non ha bisogno di troppe spiegazioni: l'arrivo di privati - e con essi di una logica di profitto - alla guida di aziende in cui l'efficienza produttiva era da decenni subordinata all'utilità sociale, ha provocato quasi sempre il licenziamento di moltissimi lavoratori, in un contesto economico di crisi molto grave in cui trovare un nuovo impiego (soprattutto per persone non giovanissime) era praticamente impossibile. E il lavoro «a vita» in aziende di stato era in quei paesi, fino al '91-'92, una condizione esistenziale globale: con il lavoro si aveva la casa, l'assistenza sanitaria, le vacanze, un'immagine sociale: perdendo il lavoro, si perdeva tutto in un colpo. E in paesi dove il fumo, l'alcol e stili di vita imprudenti erano già pericolosamente diffusi tra la popolazione maschile, lo shock psicologico di questa perdita ha portato a un vero e proprio crollo fisico. Si aggiungano altri due effetti diretti (e contemporanei) delle politiche neoliberiste come il collasso delle strutture sanitarie gratuite e il vertiginoso aumento del prezzo dei farmaci, e gli ingredienti per l'avvio di quella che a tutti gli effetti è stata una strage di massa diventano chiari.&lt;br /&gt;Meglio è andata, sottolinea lo studio dei professori David Stuckler e Lawrence King, in paesi magari più arretrati ma con una migliore rete di sostegno famigliare, come in Albania, o dove c'erano organizzazioni di difesa sociale più efficienti, come in Polonia o nella Repubblica Cèca, o ancora in alcune repubbliche asiatiche dove le privatizzazioni sono state introdotte in modo molto più graduale. Lì l'aumento di disoccupazione è stato molto minore, e non ci sono state variazioni nella mortalità - anzi in qualche caso questa è addirittura diminuita. Il che induce, secondo gli autori dello studio, a trarre delle importanti lezioni sul modo in cui i cambiamenti economici e sociali possono essere introdotti nei paesi dove questi sono ancora in corso, come in Cina, in India o altrove: le «terapie di shock» costano care in termini di vite umane.&lt;br /&gt;Ma di quel milione di morti qualcuno dovrebbe ben portare la responsabilità: la scelta - in Russia, dove si è concentrato il disastro peggiore - di applicare in modo brutale, senza preparazione, senza esperimenti-pilota, senza nessun tipo di paracadute sociale possibile, le privatizzazioni dell'intero sistema produttivo è una scelta che non è venuta dal cielo come la pioggia. Ci sono uomini in carne ed ossa che questo hanno voluto e imposto: l'allora presidente Boris Eltsin, ovviamente, ma ancor più di lui che forse non era in grado di capire quel che stava succedendo sono stati gli «economisti» affascinati dal neoliberismo come Egor Gaidar o Anatoly Chubais (che tuttora ha una posizione di altissima responsabilità) a volerlo e a imporlo ad ogni costo, per non parlare della schiera di «consiglieri» occidentali come Jeffrey Sachs o Anders Aslund, tuttora prodighi di consigli rivolti ai governanti russi (o di critiche per il fatto di non applicare politiche abbastanza «di mercato»). E, naturalmente, non poca responsabilità dovrebbero prendersi i leader che allora tennero sotto l'ala Eltsin, a patto che non si fermasse «sulla strada delle riforme»: il democratico Bill Clinton prima di tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-1723938380380246419?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/1723938380380246419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=1723938380380246419' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/1723938380380246419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/1723938380380246419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/01/capitalismo-selvaggio.html' title='capitalismo selvaggio'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SXsCL7xEmSI/AAAAAAAAAUM/zhebTWS5afY/s72-c/1180541704178_Socialismo+Reale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-5061966234869275460</id><published>2009-01-15T05:29:00.000-08:00</published><updated>2009-02-15T13:31:46.204-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerre e imperialismi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>la strage continua</title><content type='html'>&lt;h1&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I soldati israeliani entrano a Gaza City, Colpita sede Onu e un'altra dei media &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt; Nuovi raid aerei, ripreso lancio di razzi su Israele. Proseguono gli sforzi diplomatici per la  tregua&lt;h1&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SW861l-FHpI/AAAAAAAAAT8/N_d57r6m2Xo/s1600-h/two_palestinian_old_people_1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 273px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SW861l-FHpI/AAAAAAAAAT8/N_d57r6m2Xo/s400/two_palestinian_old_people_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291512779583594130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;corriere.it - 15-1-2008&lt;br /&gt;&lt;div class="spalla right"&gt;  &lt;div id="rectangle"&gt;&lt;!-- OAS AD '180x150'begin --&gt; &lt;script type="text/javascript"&gt; OAS_AD('Bottom1'); &lt;/script&gt;  &lt;!-- OAS AD '180x150' end --&gt;    &lt;/div&gt; &lt;/div&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GAZA &lt;/span&gt;- E' stata una delle giornate più violente dall'inizio de&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;l conflitto: i colpi israeliani hanno centrato anche una sede dell'Onu, un palazzo dei media e una piccolo ospedale. Soldati israeliani, appoggiati da elicotteri, carri armati e artiglieria pesante, sono entrati già dalla mattinata nei quartieri densamente popolati di Gaza City. Migliaia di civili palestinesi sono fuggiti dalle loro case, alcuni ancora in pigiama altri spingendo anziani su sedie a rotelle. Fonti palestinesi riferiscono di accesi combattimenti nel quartiere di Tal al-Hawa. Incursioni di blindati si sarebbero inoltre verificate anche nei quartieri di Sajaiya e Zaitun. Intanto &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_15/vaticano_violazioni_diritti_fondamentali_gaza_1419c61e-e2f4-11dd-abc2-00144f02aabc.shtml" target=""&gt;&lt;u&gt;dal Vaticano arriva un appello ad occuparsi maggiormente delle popolazioni civili che stanno subendo «violazione di diritti e dignità».&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SPARI SUI CIVILI&lt;/span&gt; - Civili palestinesi in fuga da Gaza denunciano di essere stati attaccati dalle forze israeliane mentre cercavano di fuggire dalle loro case, mettendo in mostra la bandiera bianca. &lt;a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/7828536.stm" rel="nofollow" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Lo riporta la Bbc online&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; che  ha ricevuto la testimonianza insieme all'&lt;a href="http://www.btselem.org/index.asp" rel="nofollow" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;organizzazione israeliana per i diritti umani B’tselem&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; in particolare di una donna con una bandiera bianca che sarebbe stata colpita alla testa. Israele affema che l'episodio è «senza fondamento». In un'altra testimonianza, una famiglia palestinese accusa di essere stata colpita dagli spari durante le tre ore di tregua umanitaria quotidiana mentre stava riempiendo taniche d'acqua. &lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COLPITE SEDI DELL'ONU, DEI MEDIA: FERITI DUE GIORNALISTI - &lt;/b&gt;Israele ha intensificato l'offensiva su Gaza City: colpita due volte la sede dell'&lt;a href="http://www.un.org/unrwa/" rel="nofollow" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Unrwa, l'agenzia dell'Onu che si occupa dei profughi palestinesi, &lt;/u&gt;&lt;/a&gt;con tre dipendenti che sono rimasti feriti. Attaccato anche l'edificio che ospita numerosi giornalisti di testate arabe e internazionali, dove due cameramen sono rimasti feriti. I due cameramen feriti nel grattacielo di Al-Shuruq lavorano per la tv di Abu Dhabi, hanno riferito alcuni testimoni. Il grattacielo sorge nel quartiere di Rimal, nel centro di Gaza City, e ospita anche l'agenzia Reuters e le emittenti Fox, Sky e Al Arabi. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che si trova in Israle, si è detto "indignato" per il bombardamento israeliano del quartier generale dell’Unrwa nella città di Gaza. Il ministro della Difesa, Ehud Barak, ha commentato l'episodio definendolo un "grave errore". &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;COLPITO ANCHE UN OSPEDALE -&lt;/b&gt; Poco dopo è stata colpita la sede della Mezzaluna Rossa, che si trova nella zona di Tel Hawa e che ospita anche un piccolo ospedale. All'interno di questo ospedale erano presenti 500 persone tra operatori sanitari e feriti e i suoi locali sono andati in fiamme.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;L'ONU SOSPEDNDE DI NUOVO GLI AIUTI UMANITARI - &lt;/b&gt; Un portavoce dell'Unrwa, l'agenzia dell'Onu che si occupa dei profughi palestinesi, ha frattanto annunciato la sospensione delle attività dopo il ferimento di tre suo dipendenti da parte dell'artiglieria israeliana.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;RAID &lt;/span&gt;- Nella notte sono proseguiti i raid aerei israeliani che hanno causato la morte di almeno sedici palestinesi, tra i quali un ragazzo di 13 anni, affermano fonti mediche locali. Altre cinque persone sono rimaste ferite in un attacco contro una moschea di Rafah.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;TREGUA, BAN KI-MOON: «E' POSSIBILE» &lt;/span&gt;- Per quanto riguarda gli sforzi diplomatici per giungere a una tregua - &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_14/gaza_missili_conflitto_bfa5d334-e208-11dd-b227-00144f02aabc.shtml" target=""&gt;&lt;u&gt;mercoledì si è fatto un passo avanti con il parziale sì di Hamas&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; - il generale della riserva Amos Gilad, capo nei negoziatori israeliani, è giunto al Cairo per discutere con i capi dei servizi di sicurezza egiziani il piano per il cessate il fuoco, che comprenda anche il controllo del traffico d'armi tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Stati Uniti e Israele sono vicini alla firma di un'intesa per bloccare il contrabbando di armi nella Striscia di Gaza. Lo riferisce il quotidiano israeliano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Haaretz&lt;/span&gt;, precisando che il documento potrebbe essere firmato entro venerdì. Ban Ki-moon è giunto in Israele. Il segretario generale dell'Onu avrà colloqui con il ministro degli Esteri Tzipi Livni, il premier Ehud Olmert e il presidente Shimon Peres. Hamas non intende sottoscrivere un accordo illimitato di cessate il fuoco. Lo afferma Mohammed Nassal, esponente dell'ufficio politico di Hamas a Damasco, in un'intervista ad al-Arabiya. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, si è detto convinto che un cessate il fuoco possa essere prossimo, nonostante le nuove fiammate di guerra registrate stamattina all'interno stesso di Gaza City. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NAVE PACIFISTA&lt;/span&gt; - Nella notte quattro unità della Marina israeliana hanno intercettato a un centinaio di miglia a nord di Gaza la «Spirit of Humanity», la nave dell'organizzazione pacifista Free Gaza con a bordo 21 persone tra cui medici, giornalisti, politici (anche Francesco Caruso, eurodeputato di Rifondazione comunista) e 200 casse di aiuti. Fonti dell'ong hanno riferito che dopo che le unità israeliane hanno minacciato di far fuoco, l'imbarcazione, che batte bandiera greca, ha fatto rotta verso Cipro.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-5061966234869275460?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/5061966234869275460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=5061966234869275460' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5061966234869275460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5061966234869275460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/01/la-strage-continua.html' title='la strage continua'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SW861l-FHpI/AAAAAAAAAT8/N_d57r6m2Xo/s72-c/two_palestinian_old_people_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-4733720379101988981</id><published>2009-01-14T15:53:00.001-08:00</published><updated>2009-02-15T13:31:53.716-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerre e imperialismi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>mistificazioni</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Smontiamo alcuni luoghi comuni su Gaza&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SW57fAF_67I/AAAAAAAAATs/cy03ImhDmW4/s1600-h/message_from_Gaza_by_cancera3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SW57fAF_67I/AAAAAAAAATs/cy03ImhDmW4/s400/message_from_Gaza_by_cancera3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291302384738233266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;Mónica García Prieto*&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;El Mundo - 08-01-2009&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  Vedere come i canali televisivi arabi e quelli occidentali hanno coperto gli avvenimenti è come affacciarsi a due mondi differenti. Influenzati dalla corrente d’opinione promossa dall'amministrazione di Washington, vicina ad Israele, i media europei e statunitensi hanno assunto mezze verità come fatti, ignorando la situazione complessiva della Striscia e molti dei recenti avvenimenti politici imprescindibili per capire che cosa sta accadendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per comprendere il massiccio movimento di solidarietà che si sta vivendo nei paesi musulmani verso Gaza è necessario contestualizzare i fatti e smontare alcuni dei luoghi comuni. Questi sono alcuni esempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Primo luogo comune: “Hamas prese il potere con la forza nel 2007”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, il Movimento di Resistenza Islamica arrivò al potere nel gennaio del 2006 dopo aver ottenuto l’appoggio del 65 % dei palestinesi nelle elezioni celebrate allora, in una massiccia vittoria che fu sorprendente dentro e fuori i territori occupati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La supervisione internazionale riferì che non si erano prodotte irregolarità, ma il Quartetto (USA, UE, Russia e ONU), congelò i suoi aiuti ai palestinesi con il voluto obiettivo di obbligare Hamas a rinunciare alla violenza e indebolire il gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte sua, Israele diede inizio ad una dura strategia di isolamento iniziata trattenendo i fondi che riscuote in nome delle autorità palestinesi a titolo di imposta, circa 40 milioni di euro vitali per la sopravvivenza dei Territori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, i soldati israeliani arrestarono la maggior parte dei deputati islamisti nella Cisgiordania e a Gerusalemme Est, fermando il Parlamento palestinese che rimase sprovvisto del “quorum” per poter lavorare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo confronto storico tra la fazione Al Fatah, sconfitta alle urne, e Hamas si aggravò più che mai, ma un sottile intervento internazionale ottenne che si passasse delle parole alle armi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo un'indagine della rivista “Vanity Fair” fondata su documenti confidenziali autenticati da fonti nordamericane, "si ebbe un'iniziativa nascosta approvata da Bush ed organizzata dalla segretaria di Stato Condoleezza Rice e dal vice consigliere per la Sicurezza nazionale, Elliott Abrams, per provocare una guerra civile palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piano consisteva nell’appoggiare le forze dirette da [Mohamed] Dahlan [leader di Al Fatah] e dotarle di un nuovo armamento fornito su richiesta nordamericana per dare a Fatah la forza necessaria per eliminare dal potere il governo democraticamente eletto di Hamas. Cioè, Washington promosse un conflitto civile interpalestinese per farla finita con gli islamisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, il leader dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP), Abu Mazen, (Mahmud Abbas) si rifiutò di consegnare il controllo delle forze di sicurezza ad Hamas che a sua volta organizzò le proprie. Gli scontri isolati tra le due fazioni proseguirono per quasi un anno e mezzo, fino a che, nel giugno 2007, sfociarono in una breve guerra intestina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agli islamisti furono sufficienti pochi giorni per avere il sopravvento su Al Fatah. Abu Mazen sciolse il governo eletto di Hamas per nominare un altro esecutivo, tacciato d’illegalità da alcuni esperti palestinesi che criticarono duramente anche l'azione di Hamas, e dividendo “de facto” i due territori palestinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Secondo luogo comune: “Il blocco fu imposto dopo il “colpo di stato” di Hamas”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il blocco cominciò giorni dopo che gli islamisti arrivarono al governo, a dispetto delle denunce delle organizzazioni umanitarie, le quali notarono che senza gli aiuti internazionali i territori erano esposti ad una crisi umanitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi mesi dopo la vittoria elettorale, le ONG denunciarono la scarsità di medicinali negli ospedali ed avvisarono del rischio di malattie infettive. Il peggio stava per arrivare. Dapprima ci fu la risposta israeliana alla cattura del soldato Guilad Shalit, che punì duramente la Striscia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un anno dopo, a seguito dei combattimenti interpalestinesi, Tel Aviv dichiarò Gaza entità nemica, permettendo l'entrata di appena 19 prodotti di base rispetto ai 3.500 che entravano prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora, la prima crisi umanitaria creata espressamente dall’Occidente ha impoverito la popolazione fino a limiti insospettabili. Se, nel 2007, un milione di persone a Gaza, dove abitano 1,5 milioni di palestinesi, sopravvivevano grazie agli aiuti dell'ONU, oggi si calcola che 1,2 milioni mangiano grazie alle Nazioni Unite, le quali hanno smesso di ricevere gli alimenti vitali a causa della chiusura israeliana. Oggi, gli abitanti di Gaza hanno serie difficoltà a reperire il pane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Terzo luogo comune: “La colpa dell'offensiva è di Hamas perché continua a lanciare i razzi”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso 19 dicembre, Hamas diede per finita la tregua unilaterale di sei mesi nella quale gli islamisti non lanciarono la loro artiglieria casalinga salvo che per risposta ai bombardamenti israeliani, senza causare morti. In cambio, esigevano che Tel Aviv alleviasse l’assedio permettendo l'entrata di prodotti di base e di combustibile, cosa che non accadde mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quei mesi la situazione umanitaria nella Striscia andò deteriorandosi, fino al punto che gli israeliani proibirono il passaggio degli aiuti delle Nazioni Unite e perfino il combustibile affinché le agenzie dell'ONU potessero assistere la popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In quale altro posto l'ONU subisce un sequestro? Dove si sottomette l'aiuto alimentare a tante severe restrizioni?”, si interrogava il direttore dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, John Ging.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte sua, l’alto commissario dell'ONU per i Diritti umani, Navi Pillay, denunciò che "il blocco è una violazione delle leggi internazionali ed umanitarie."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il relatore speciale dell'ONU per i territori palestinesi, il professore ebreo statunitense Richard Falk, reclamò agli inizi di dicembre uno "sforzo urgente per applicare le norme che proteggono la popolazione civile palestinese dalle politiche di punizione che comportano un crimine contro l'umanità". Falk, che qualificò il blocco contro Gaza come una violazione "continuata, flagrante e massiccia della legge umanitaria internazionale", fu espulso da Israele quando cercò di ritornare nei territori per terminare la relazione che dovrà presentare davanti all'ONU a marzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quarto luogo comune: “Israele si difende dall'offensiva palestinese”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È certo che le fazioni armate palestinesi lanciano i loro razzi contro il sud di Israele, come è certo che Tel Aviv conduce offensive aeree contro la Striscia in quelli che definisce "assassini selettivi", che normalmente causano in generale vittime civili. La questione sta in che tipo di danno provocano gli uni e gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo i dati del Ministero della Difesa israeliana, l'ONG The Israeli Project calcola che 23 israeliani sono morti tra l’inizio del 2001 e l'estate del 2008 a causa dei proiettili palestinesi. Secondo il Centro palestinese per i Diritti umani, in quello stesso periodo 3.800 palestinesi sono morti a causa degli attacchi israeliani, dei quali quasi 850 sono bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altra parte, il Governo israeliano investe forti somme nella sicurezza della sua popolazione collocata nelle prossimità di Gaza, mentre i palestinesi non solo non hanno i bunker, ma neanche medicine, acqua o elettricità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quinto luogo comune: “Si tratta di un attacco contro l'infrastruttura militare di Hamas”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le moschee, il canale della televisione di Hamas (Al Aqsa TV), l'Università Islamica di Gaza. Vari edifici civili sono stati attaccati nell'attuale offensiva di Tel Aviv, oltre a centri politici e militari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema è che qualunque attacco contro un obiettivo, perfino militare, a Gaza coinvolge numerosi civili, giacché la Striscia è una dei luoghi con maggiore densità di popolazione al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggioranza delle vittime sono state tra gli ufficiali della polizia palestinese affiliata ad Hamas, tra essi il loro massimo responsabile, nominato da Al Fatah, il che porta Israele ad affermare che sono stati colpiti obiettivi militari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, secondo la IV Convenzione di Ginevra relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra, i funzionari, compresi gli ufficiali di polizia, nei conflitti sono considerati civili e non combattenti, e per questo i gruppi dei Diritti umani denunciano un massacro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Mónica G. Prieto è stata corrispondente per Israele ed i Territori palestinesi tra il 2005 e 2007, e a vissuto a Gaza la vittoria elettorale di Hamas, le conseguenze del blocco e la situazione della guerra civile palestinese.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-4733720379101988981?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/4733720379101988981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=4733720379101988981' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4733720379101988981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/4733720379101988981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/01/mistificazioni.html' title='mistificazioni'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SW57fAF_67I/AAAAAAAAATs/cy03ImhDmW4/s72-c/message_from_Gaza_by_cancera3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-5178229250187190073</id><published>2009-01-13T16:01:00.000-08:00</published><updated>2009-01-13T16:03:06.939-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerre e imperialismi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>il martirio di gaza</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;I «Protocolli dei Savi dell’Islam»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;Ovvero come si costruiscono le leggende nere&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SW0rnuwSL3I/AAAAAAAAATk/aRdfcDY7YYs/s1600-h/gaza-martyr.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 288px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SW0rnuwSL3I/AAAAAAAAATk/aRdfcDY7YYs/s400/gaza-martyr.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290933098795642738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;Domenico Losurdo&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;06-01-2009&lt;/p&gt;  &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;Sfogliando su Internet le reazioni al mio ultimo libro (Stalin. Storia e critica di una leggenda nera, Carocci 2008), accanto a commenti largamente positivi si notano altri contrassegnati da incredulità: è mai possibile che le infamie attribuite a Stalin e accreditate da un consenso generale siano per lo più il risultato di distorsioni e a volte di vere e proprie falsificazioni storiche?&lt;br /&gt;A questi lettori in particolare voglio suggerire una riflessione a partire dalla cronaca di questi giorni. E’ sotto gli occhi di tutti la tragedia del popolo palestinese a Gaza, prima affamato dal blocco e ora invaso e massacrato dalla terribile macchina da guerra israeliana. Vediamo come reagiscono i grandi organi di «informazione». Sul «Corriere della Sera» del 29 dicembre l’editoriale di Piero Ostellino sentenzia: «L’articolo 7 della Carta di Hamas non propugna solo la distruzione di Israele, ma lo sterminio degli ebrei, così come sostiene il presidente iraniano Ahmadinejad». Vale la pena di notare che, pur facendo un’affermazione estremamente grave, il giornalista non riporta alcuna citazione testuale: esige di essere creduto sulla parola.&lt;br /&gt;Qualche giorno dopo (3 gennaio) sullo stesso quotidiano incalza Ernesto Galli della Loggia. Per la verità, egli non parla più di Ahmadinejad. Forse si deve esser reso conto dell’infortunio del suo collega. Dopo Israele l’Iran è il paese in Medio Oriente che ospita il maggior numero di ebrei (20 mila), ed essi non sembrano subire persecuzioni. In ogni caso, i palestinesi dei territori occupati potrebbero solo invidiare la sorte degli ebrei che vivono in Iran, i quali ultimi non solo non sono stati sterminati ma non devono neppure fronteggiare la minaccia del «trasferimento», che i sionisti più radicali progettano per gli arabi israeliani.&lt;br /&gt;Ovviamente, Galli della Loggia sorvola su tutto ciò. Si limita a tacere su Ahmadinejad. In compenso rincara la dose su un altro punto essenziale: Hamas non si limita a esigere «lo sterminio degli ebrei» israeliani, come sostiene Ostellino. Occorre non fermarsi a metà strada nella denuncia delle malefatte dei barbari: «Hamas auspica l’eliminazione di tutti gli ebrei dalla faccia della terra» («Corriere della Sera» del 3 gennaio). Anche in questo caso non viene apportato uno straccio di dimostrazione: il rigore scientifico è l’ultima delle preoccupazioni di Galli della Loggia, al quale però bisogna riconoscere il coraggio di sfidare il ridicolo: secondo la sua analisi, i «terroristi» palestinesi si propongono di liquidare la macchina bellica non solo di Israele ma anche degli Usa, in modo da portare a termine le infamie di cui l’editorialista del «Corriere della Sera» denuncia l’ampiezza planetaria. Peraltro, chi è in grado di infliggere una disfatta decisiva alla solitaria superpotenza mondiale, oltre che a Israele, può ben aspirare al dominio mondiale. Insomma: è come se Galli della Loggia avesse finalmente portato alla luce I protocolli dei Savi dell’Islam!&lt;br /&gt;E come a suo tempo I protocolli dei Savi di Sion, anche I protocolli dei Savi dell’Islam valgono ormai come verità acquisita e non bisognosa di alcuna dimostrazione. Su «La Stampa» del 5 gennaio Enzo Bettiza chiarisce subito il reale significato dei bombardamenti massicci da Israele scatenati dal cielo, dal mare e dalla terra, col ricorso peraltro ad armi vietate dalle convenzioni internazionali, contro una popolazione sostanzialmente indifesa: «E’ una drastica e violentissima operazione di gendarmeria di un Paese minacciato di sterminio da una setta che ha giurato di estirparlo dalla faccia della terra».&lt;br /&gt;Questa tesi, ossessivamente ripetuta, si colloca nell’ambito di una tradizione ben precisa. Tra Sette e Ottocento il mite abate Grégoire si batteva per l’abolizione della schiavitù nelle colonie francesi: ecco che dai proprietari di schiavi è bollato quale leader dei «biancofagi», i neri barbari e smaniosi di pascersi della carne degli uomini bianchi. Qualche decennio più tardi qualcosa di simile avveniva negli Stati Uniti: gli abolizionisti, spesso di fede cristiana e di orientamento non-violento, esigevano «la completa distruzione dell’istituto della schiavitù»; essi erano prontamente accusati di voler sterminare la razza bianca. Ancora a metà del Novecento, in Sudafrica i campioni dell’apartheid negavano i diritti politici ai neri, con l’argomento che l’eventuale governo nero avrebbe significato lo sterminio sistematico dei coloni bianchi e dei bianchi nel loro complesso.&lt;br /&gt;La leggenda nera in voga ai giorni nostri è particolarmente ridicola: più volte Hamas ha accennato alla possibilità di un compromesso, se Israele accettasse di ritornare ai confini del 1967. Come tutti sanno o dovrebbero sapere, a rendere sempre più problematica e forse ormai impossibile la soluzione dei due Stati è l’espansione ininterrotta delle colonie israeliane nei territori occupati. E comunque, la sostituzione dell’odierno Israele quale «Stato degli ebrei» con uno Stato binazionale, che abbracci al tempo stesso ebrei e palestinesi garantendo loro eguaglianza di diritti, non comporterebbe in alcun modo lo sterminio degli ebrei, esattamente come la distruzione dello Stato razziale bianco prima nel sud degli Usa e poi in Sudafrica non ha certo significato l’annientamento dei bianchi. In realtà, coloro che idealmente agitano I protocolli dei savi dell’Islam mirano a trasformare le vittime in carnefici e i carnefici in vittime.&lt;br /&gt;Non meno grottesche e non meno strumentali sono le mitologie oggi in voga in relazione a Stalin e al movimento comunista nel suo complesso. Si prenda la tesi dell’«olocausto della fame» ovvero della «carestia terroristica» che l’Unione sovietica avrebbe imposto al popolo ucraino negli anni ’30. A sostegno di questa tesi non c’è e non viene apportata alcuna prova. Ma non è neppure questo il punto essenziale. La leggenda nera diffusa in modo pianificato ai tempi di Reagan e nel momento culminante della guerra fredda serve a mettere in ombra il fatto che la «carestia terroristica» rimproverata a Stalin è da secoli messa in atto dall’Occidente liberale in particolare contro i popoli coloniali o che esso vorrebbe ridurre in condizioni coloniali o semicoloniali.&lt;br /&gt;E’ quello che ho cercato di dimostrare nel mio libro. Subito dopo la grande rivoluzione nera che alla fine del Settecento a Santo Domingo/Haiti spezzava al tempo stesso le catene del dominio coloniale e dell’istituto della schiavitù, gli Stati Uniti rispondevano per bocca di Thomas Jefferson, dichiarando di voler ridurre all’inedia (starvation) il paese che aveva avuto la sfrontatezza di abolire la schiavitù. Questa medesima vicenda si è riproposta nel Novecento. Già subito dopo l’ottobre 1917, Herbert Hoover, in quel momento alto esponente dell’amministrazione Wilson e più tardi presidente degli Usa, agitava in modo esplicito la minaccia della «fame assoluta» e della «morte per inedia» non solo contro la Russia sovietica ma contro tutti popoli inclini a lasciarsi contagiare dalla rivoluzione bolscevica. Agli inizi degli anni ’60 un collaboratore dell’amministrazione Kennedy, e cioè Walt W. Rostow, si vantava per il fatto che gli Stati Uniti erano rusciti a ritardare per «decine di anni» lo sviluppo economico della Repubblica Popolare Cinese!&lt;br /&gt;E’ una politica che continua ancora oggi: è noto a tutti che l’imperalismo cerca di strangolare economicamente Cuba e possibilmente di ridurla alla condizione di Gaza, dove gli oppressori possono esercitare il loro potere di vita e di morte, prima ancora che coi bombardamenti terroristici, già col controllo delle risorse vitali.&lt;br /&gt;Siamo così ritornati alla Palestina. Prima di subire l’orrore che sta subendo in questi giorni, il popolo di Gaza era stato colpito da una prolungata politica che cercava di affamarlo, assetarlo, privarlo della luce elettrica, delle medicine, di ridurlo ad una condizione di sfinimento e di disperazione. Tanto più che il governo di Tel Aviv si riservava il diritto di procedere come al solito, nonostante la «tregua», alle esecuzioni extragiudiziarie dei suoi nemici. E cioè, prima ancora di essere invasa da un esercito simile ad un gigantesco e sperimentato plotone di esecuzione, Gaza era già oggetto di una politica di aggressione e di guerra. Sennonché, una concentrata potenza di fuoco multimediale è scatenata soprattutto in Occidente per annientare ogni resistenza critica alla tesi falsa e bugiarda, secondo cui Israele sarebbe in questi giorni impegnata in un’operazione di autodifesa: che nessuno osi mettere in dubbio l’autenticità dei «Protocolli dei Savi dell’Islam»!&lt;br /&gt;E’ così che si costruiscono le leggende nere, quella che oggi suggella la tragedia del popolo palestinese (il popolo-martire per eccellenza dei giorni nostri), così come quelle che, dipingendo Stalin comne un mostro e riducendo a storia criminale la vicenda iniziata con la rivoluzione d’Ottobre, intendono privare i popoli oppressi di ogni speranza o prospettiva di emancipazione.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2389750423464788328-5178229250187190073?l=gcschio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gcschio.blogspot.com/feeds/5178229250187190073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2389750423464788328&amp;postID=5178229250187190073' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5178229250187190073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2389750423464788328/posts/default/5178229250187190073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gcschio.blogspot.com/2009/01/il-martirio-di-gaza.html' title='il martirio di gaza'/><author><name>GC Schio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00723516250658099337</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SW0rnuwSL3I/AAAAAAAAATk/aRdfcDY7YYs/s72-c/gaza-martyr.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2389750423464788328.post-2481483255824758809</id><published>2009-01-13T15:51:00.000-08:00</published><updated>2009-01-13T15:52:57.849-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerre e imperialismi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>terroristi</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Dobbiamo aggiustare l'immagine distorta che abbiamo di Hamas&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold;" class="RassegnaStampa-Articolo-Titolo"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SW0pMQMQ0SI/AAAAAAAAATc/cHz33EFTgsU/s1600-h/gaza_hamas_demonstration.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 360px; height: 311px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ROVasruhTWE/SW0pMQMQ0SI/AAAAAAAAATc/cHz33EFTgsU/s400/gaza_hamas_demonstration.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290930427711770914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Autore"&gt;William Sieghart&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testata"&gt;Times online - 12-01-2009&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Abstract"&gt;Gaza è una società laica dove la gente ascolta musica pop, guarda la tv, e molte donne camminano per strada senza il velo.&lt;/p&gt; &lt;p class="RassegnaStampa-Articolo-Testo"&gt;La settimana scorsa ero a Gaza. Mentre ero lì ho incontrato una ventina di poliziotti che partecipavano a un corso in gestione dei conflitti. Erano ansiosi di sapere se gli stranieri si sentivano al sicuro da quando Hamas era al governo. “Sì, certamente!” ho risposto. Senza dubbio gli ultimi 18 mesi hanno visto una relativa calma per le strade di Gaza; nessun uomo armato per le strade, niente più rapimenti. Hanno sorriso pieni di orgoglio e ci hanno salutato con un arrivederci.&lt;br /&gt;Meno di una settimana dopo tutti questi uomini erano morti, uccisi da un razzo israeliano durante una cerimonia di passaggio di grado. Erano “uomini armati e pericolosi di Hamas” ? No, erano poliziotti disarmati, impiegati pubblici uccisi non durante un “campo di addestramento militante” ma nella stessa stazione di polizia al centro di Gaza City usata dagli Inglesi, dagli Israeliani e da Fatah durante il periodo in cui questi guidavano il paese.&lt;br /&gt;Questa distinzione è cruciale perché mentre le terrificanti scene di Gaza e Israele vengono trasmesse nei nostri schermi televisivi, si sta combattendo anche una guerra fatta di parole che sta oscurando la nostra comprensione della realtà dei fatti.&lt;br /&gt;Chi o cosa è Hamas, il movimento che il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak vorrebbe annientare come se fosse un virus? Perchè ha vinto le elezioni palestinesi e perché permette che vengano sparati razzi su Israele?&lt;br /&gt;La storia degli ultimi tre anni di Hamas rivela come l’incomprensione riguardo a questo movimento da parte dei governi di Israele, degli Stati Uniti e Regno Unito ci abbia condotto alla situazione brutale e disperata in cui siamo.&lt;br /&gt;La storia comincia circa tre anni fa quando “Cambiamento e Riforma”, il partito politico di Hamas, ha inaspettatamente vinto le prime elezioni libere e regolari del mondo arabo, in una piattaforma politica che vedeva la fine della corruzione endemica e il miglioramento dei quasi inesistenti servizi pubblici nella Striscia di Gaza. Contro un’opposizione divisa questo partito apparentemente religioso si è impresso nella comunità a prevalenza laica tanto da guadagnare il 42 per cento dei voti.&lt;br /&gt;v I palestinesi hanno votato per Hamas perchè hanno pensato che Fatah, il partito del governo che hanno bocciato, li ha delusi. Nonostante la rinuncia alla violenza e il riconoscimento dello Stato d’Israele, Fatah non ha realizzato uno Stato palestinese.&lt;br /&gt;v E’ essenziale sapere questo per capire la cosiddetta posizione di rifiuto di Hamas. Che non riconoscerà Israele o rinuncerà al diritto di resistere finchè non sarà sicuro dell
