Un premier e la sua ombra

Giuseppe Caliceti
il manifesto - 12-11-2008
Walter: Dialoghiamo un po', Silvio?
Silvio: Ancora? Non abbiamo nulla da dirci, lo sai.
Walter: Non è vero. Dialoghiamo, ti prego. L'ha detto anche Napolitano che dobbiamo dialogare di più. Dai, ti prego. Solo un po'.
Silvio: Perché? Ti senti solo?
Walter: No, no. È perché siamo in una democrazia, Silvio.
Silvio: E di cosa vorresti parlare? Di politica e informazione? Di emergenza democratica e altre cazzate del genere?
Walter: No, no, non ti preoccupare. Non sarò facinoroso.
Silvio: Ancora di Obama? Di Kennedy? Di indiani e cow-boy?Dei tuoi sogni americani?
Walter: No, no, Silvio, di scuola, solo di scuola, ricerca e università. Giuro.
Silvio:.....
Walter: ....
Silvio: Allora? Ti ascolto.
Walter: Evitiamo le divisioni su temi così delicati, Silvio. Poi gli studenti, i docenti, i genitori, anche le mamme....
Silvio: Sfaticati. Tutti sfaticati. Non hanno nulla di meglio da fare che incazzarsi? Andassero a lavorare! Andassero a studiare!
Walter: Dai, Silvio, sospendi gli effetti del decreto Gelmini.
Silvio: Ci mancherebbe!
Walter: Modifica con la legge Finanziaria le scelte di bilancio fatte con la manovra triennale.
Silvio: Bella questa! E poi? Magari vuoi che faccia cadere anche il mio governo? Ma dove sei con la testa, Walter? In America? Qui siamo in Italia.
Walter: Ciò che ti chiedo è di esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell'ascolto e del confronto. Cerchiamo, per la ricerca, una soluzione condivisa. Stabiliamo un periodo di tempo di due mesi o più, un periodo chiaro e ben definito, al termine del quale....
Silvio: Al termine del quale?
Walter: Al termine del quale potrai far seguire, all'indispensabile momento del confronto democratico, quello della decisione.
Silvio: La mia decisione?
Walter: Certo, la tua.
Silvio: Ma allora vedi che è solo una perdita di tempo?
Walter: Insomma, Silvio, se non dialoghiamo appena un po' va a finire che qui non ci crede più nessuno che siamo in una democrazia...
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